TONIUTTI
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Grazie a tutti quelli che c’erano e per tutto l’amore durante il live e per quello che ci avete detto dopo! Ecco “Al tempo degli schiavi” all’Auditorium, c’è stato qualche minimo intoppo tecnico (audio che spariva sul palco) e quindi ne è venuta fuori una versione meno precisa ma più rock!
Ho iniziato a scrivere questo post – che mi dicono assai atteso – sperando che che con i risultati delle elezioni, le analisi del voto potessero mettere più a fuoco quello che sta succedendo. Invece accade che la stilla di nuovo (e di tutto da valutare) che il Cinquestelle porta sulla scena politica, vada a cadere vanamente sulla impermeabile categoria dei commentatori, come una lacrima di Picolit sull’asfalto della Salerno-Reggio. Di tutte le disamine della tornata, la più gustosa è quella sentita da più parti con parole diverse, che dice così: “Queste elezioni sono un invito al Pd a rinnovarsi, e allora che svecchino perbacco, via l’apparato, via la nomenklatura, facce nuove”. Un Pd a cinque stelle, almeno in apparenza.
Ora, un “riavvio” è una cosa, e una formattazione a basso livello un’altra. Purtroppo per il Pd, la parte della novità la fa già il Cinquestelle, il sistema operativo del movimento è figlio di questi tempi, certo con tutti i “bachi” della prima ora. Oggi nessuno usa più Windows 95, se non per amarcord. E il Pd riavvia lo stesso sistema da vent’anni, come i vetusti pc delle amministrazioni pubbliche. Si dice al Pd di puntare tecnicamente al prodotto ricondizionato. Ma il nuovo, nel curioso mercato della politica, sembra costare molto meno.
E poi in questa declinazione light, l’intento di rinnovamento può sembrare la versione più ipocrita del “cambiamoci il nome” che invece arriva dal Pdl, perché se dietro le facce nuove ci sono i vecchi schemi, l’operazione punta solo alla sopravvivenza del partito, e non alla tracciatura di politiche nuove per un paese in un tempo nuovo. Ma probabilmente è peggio, perché non posso evitare di pensare che se Bersani va in tv a dire che ha vinto le elezioni, quando a vincerle sono stati candidati non proposti dal Pd, soprattutto perdendo voti, decine di migliaia di voti in tutta Italia, allora non c’è proprio un terreno su cui questi suggerimenti possano trovare fondamento. Dove dovrebbero attecchire i nuovi virgulti salva-Pd? In zone se va bene aride, come dimostrato dalla pesante disaffezione degli elettori, o se va male inquinate come quelle dell’agro aversano, che producono bolle di bitume invece che zampilli dalle falde che dovrebbero irrorare i teneri fiori?
Gli italiani votano per convenienza e convinzione, entrambi gli impeti hanno dignità e passano dalla pancia quanto dal cervello. E in questo caso particolare, convenienza e convinzione si sono fuse, in un prototipo della forza (in questa fase distruttiva, e poi auspicabilmente rinnovatrice) che si vedrà alle politiche. I vincitori stavolta non ci sono, ma è pieno di vinti.
E ora a chiosa, una canzoncina sul relativo tema della meraviglia della confusione sotto al cielo.
Vedo un branco di giornalisti che dopo le amministrative si lancia famelico contro i numeri del Movimento Cinque Stelle. Sbranandoli alla ricerca di analisi politiche, titoli di corsivi, commenti caustici, morsi all’invasore del territorio. Anche con sincera fame, oltre che per mestiere. Devo dire che la maggior parte li sento in tv, un media per certi versi più in crisi della carta, e se il media è il messaggio c’è quindi poco da stupirsi. La stampa offre spunti più compiuti, e come mi è capitato di ribadire sui social network, il giornale per cui lavoro in particolare lascia spazio ai pensieri e alle parole di tutti. E però se l’Italia è ancora un paese fortemente teledipendente, un’approssimazione di questo livello arriva a proiettare ombre sull’intera categoria.
Succede che all’indomani delle amministrative, molte dotte riflessioni, dettagliati scenari e retroscenari, raffinate logistiche del quadro politico o vari ictus di penna, appaiono alle misere capacità elaborative di chi vi scrive come chiari fallimenti d’interpretazione. Colpi a vuoto di quel tipo che non incoraggia a riprovare e migliorarsi. Ma che evoca la desolazione, come il fuoco d’artificio bagnato di un capodanno in cui sfortunatamente piove. “FAIL”, direbbe l’interweb. Quattro lettere che tradotte in molte parole, potrebbero suonare così: cari colleghi, del Cinquestelle non avete capito una buccia di fava, e ora senza pretendere alcun gettone di consulenza, vi illustrerò i vari perché e percome.
Uno) State provando a decifrare i Cinquestelle come movimento di protesta, delusi dalla politica, demolitori senza formazione democratica, leghisti disorientati, uominiqualunque dell’antipolitica. Tutti elementi presenti probabilmente nei numeri dei Cinquestelle, ma subordinati a una categoria più alta: questi cittadini sono in gran parte esponenti di una generazione globalizzata. Hanno visto un po’ di mondo, conoscono la civiltà meglio delle generazioni di italiani che hanno votato finora, hanno visto cos’è fuori di qui uno stato sociale, un servizio pubblico, un modello di cittadinanza. Grillo e Casaleggio non fanno altro che raccontare come un sogno ciò che altrove è normale e addirittura criticato. Si tratta di persone mediamente formate, intelligenti, che esprimono i numeri che Santoro fa con le sue trasmissioni: non è che i barbari antipolitici vanno male se il M5S vince, e vanno bene quando scendono in piazza per difendere l’informazione. E non è che la globalizzazione va bene per fare la Tav, e quando diventa consapevolezza civile allora si respinge a prescindere.
Due) Il M5S funziona perché l’epoca è digitale. E mentre il metalmeccanico sta sempre più nelle economie dell’est, l’operaio digitale cresce nell’Europa del welfare e dei servizi. La gente comune, l’unità produttiva che una volta faceva riferimento alla sinistra, sta più davanti ai computer che al tornio. E su internet vede – pur con tutto il rumore di fondo – mille volte più contenuti interessanti e realizzati in armonia con lo zeitgeist e con le loro vite, rispetto a quello che offre la tv o un Bersani che non sa usare l’iPhone (figuriamoci Android che è più difficile e eppure più popolare perché economico). Il M5S parla al buonsenso degli operai contemporanei, quelli negli uffici. E propone un programma che tutto lo spettro parlamentare pagherebbe oro per poter spacciare in campagna elettorale, tanto è condivisibile.
E invece troppi giornalisti continuano a vedere i 5s come ragazzini fomentati, mentre magari sono quelli che non parcheggiano sul marciapiede come invece fa l’auto blu. Chi vota 5stelle è precario tanto quanto lavoratore, incazzato tanto quanto pronto a ragionare civilmente. E però anche la sola ipotesi di questa realtà evidentemente sfugge (perché non voglio pensare che la si lasci sfuggire di proposito).
Tre) Insistete a voler trovare una dimensione codificata per i 5Stelle, chiamandoli grillini, cercando di capire dove comincia e dove inizia questo “partito” che partito non è, e nonostante quanto sbattiate i piedi, non ha il codice genetico per diventare. E’ un soggetto nuovo e fastidioso perché si contrappone a un sistema di apparati e ruoli riconosciuti, tra cui il famoso quinto potere. Così sembra che ci sia un giro d’elite che, questo è ciò che arriva alle mie limitate sinapsi, è brutto far toccare da questi parvenu, perché il potere è bello ma non è per tutti. La condizione mentale che denunciate è quella di un pensiero-Suv, che accettate e anzi gradite pur sapendo che non serve, anzi vi inquina, ma altrimenti come si fa a dimostrare lo status al condominio? Si può fare di meglio, evitando di offrire occasioni per farsi insultare. Fatelo per me: sono stufo di litigare con i 5stelle (succede un giorno sì e uno no) su questi argomenti. Pensate che si riesce a ragionare sul finanziamento pubblico ai giornali ma non su questo. E’ un lavoraccio, siate solidali e risparmiatemelo.
La realtà forse non semplice da vedere perché troppo vicina agli occhi, è che gli anni 80 prima o poi finiscono, certi sistemi crollano. Prima o poi il capitalismo cambierà, il concetto di potere pure. Così come ormai tutti accettiamo che la Terra non è piatta anche se la Chiesa ha insistito a lungo. Magari pensando, senza votare nessuno per l’amordiddio, che i 5S sono un’occasione per tutti per uscire dal maggioritario mentale, dal partito di marca, dal bollino-qualità che a volte nasconde nefandezze. Un’opportunità per abbandonare il derby delle squadre uguali che fingono di giocare per gli spalti, e giocano tristemente neanche per il gusto di giocare, ma per garantirsi il privilegio di farlo mentre gli altri pagano biglietti e ingaggi. Che la formula del “nome condiviso” che tanto vi piace nei premi letterari e nelle epiche degli hacker può anche non essere solo un argomento per un buon titolo, ma l’idea e l’azione, ingenua quanto si vuole, ma determinante, di quell’entità chiamata popolo che da sempre vuole vivere e non limitarsi ad esistere. E ora, questa lunga filippicona non poteva che chiudersi con una canzoncina a tema.
Un trittico chitarra e voce per presentare i live primaverili in arrivo! Tutti a Roma per ora, il 6 maggio al Felt (in acustico), il 22 maggio con i Professionisti all’Auditorium, e il 6 giugno al Brancaleone! Attesa conferma per il 14 giugno a Bologna, in versione acustica!
Quasi passa la voglia di scrivere, non appena inizio questo post sul Movimento Cinque Stelle tanto sono consumate le parole che girano attorno alla previdibilissima ascesa nei sondaggi delle liste di Beppe Grillo. Antipolitica, populismo, demagogia. Nessun pensiero si eleva oltre questa triade, come se queste percentuali che crescono non avessero dietro persone, ma dei poveracci da giudicare tali a prescindere. Dei plebei che va bene se fanno contorno pittoresco ma che se a un certo punto si risvegliano cittadini allora i patrizi se ne hanno a male.
Eppure la nobile “politica” che fa? Se la politica sono A B e C, Alfano Bersani e Casini, opponendosi come prima istanza al taglio dei rimborsi elettorali compiono esattamente la manovra per deviare altrove la necessità di rappresentanza dei cittadini. Ovvero dicono “non importa che un referendum abbia cancellato il finanziamento ai partiti, lo abbiamo ripristinato comunque sotto un altro nome e lo vogliamo/prendiamo anche se i cittadini hanno deciso che non dobbiamo averlo”, ovvero si piscia allegramente in testa agli inferiori, che poi dovrebbero anche votarli per forza perché loro e nessun altro sono la “politica”. Il punto qui è che essendo venuti meno gli interessi perché di soldi non ce ne sono più, è più difficile trattare la gente da imbecille. L’italiano questo tipo di trattamento l’ha permesso per decenni ma solo per convenienza. Ora vede che il denaro va solo da una parte. E semplicemente la convenienza non c’è più.
I giornalisti in ampia maggioranza si comportano come la politica, difendendo gli assetti di potere che poi permettono alla gente inferocita di dire cose come “aboliamo il finanziamento pubblico ai giornali”. A differenza dei CinqueStelle e a scanso di equivoci, specifico che personalmente darei finanziamenti pubblici a tutti, giornali, giornaletti, siti e volantini, anche al Fatto Quotidiano che obbligherei per legge ad accettarli, perché non mi appartengono le categorie della “competizione” pagata in vite umane, e del “mercato” che decide che vivere a lungo oggi può essere un problema per l’economia.
E comunque leggendo blog e blog di firme e firmette, noto che spocchia e ignoranza sono elementi ben più percepibili delle sempre pregevoli abilità dialettiche degli estensori. Anche qui si tende a trattare le persone da cretini, incapaci di capire qual è la materia di cui si parla, adatta a pochissimi cerchietti supermagici che i buzzurri dell’antipolitica non hanno le capacità per comprendere. Se avessero ancora un senso certe parole si potrebbe parlare di un atteggiamento fascista con l’aggravante dello snobismo da principi mancati, e un po’ di rosicamento da grandi intelligenze che i poteri occulti che davvero muovono il mondo ancora non hanno riconosciuto, lasciandole là a scribacchiare invece di portarle nelle stanze segrete dove si comanda davvero. Il virus degli anni 80 nella sua terrificante variante pretenziosa e triste.
Chi vota Cinquestelle oggi non è solo il leghista deluso o il protestatore riciclato, o l’indignato alla moda. Chi vota Cinquestelle oggi è insieme molto antico e molto moderno, è l’operaio che vede come negli ultimi 20 anni nulla sia stato fatto per il lavoro in questo paese se non distruggerlo e anche se non ha internet a casa, sente che esiste altro anche se la tv non ne parla. Chi vota M5s è il figlio della prima generazione digitale che inizia a dubitare della rappresentanza politica come strumento civile, perché è costretto dai tempi a diventare imprenditore di sé stesso. E sceglie invece lo strumento della Rete per diventare anche imprenditore del suo pensiero.
Soprattutto, chi vota M5s oggi è qualcuno che è uscito dall’uovo a calci in culo, e si sta spingendo fuori dalla provincia della democrazia. Perché nonostante 20 anni di Silvione, ha visto più mondo delle generazioni Dc e Pentapartitiche, ha studiato di più e meglio grazie a un sistema non ancora devastato, ha potuto prendere dal progresso le conoscenze che la società italiana solo vent’anni fa non aveva. Grillo, Casaleggio Associati e il M5S avranno i loro bei problemi quando conquisteranno quello che sembra andranno a conquistare. E con il rapporto tra parole e fatti che li riguardano, i cittadini stavolta (e in fondo come sempre) sapranno fare i conti con buona pace di chi li ritiene inadeguati a farli, e prova a farli al posto loro anche nelle urne.
L’evidenza dice che il governo “tecnico” e la maggioranza “politica” che lo sostiene non sta “salvando” il Paese, ma lo sta scientemente distruggendo. La distruzione conviene molto più del salvataggio, perché poi ci sarà la ricostruzione, molto da spartire, molti da schiavizzare, molto da decidere nel merito. La salvezza anzi coincide con la distruzione purificatrice, come se l’Italia fosse la fenice. Chiedo scusa per la rima, non per il nichilismo del pensiero.
Il problema del Paese è quindi l’Articolo 18, che come è noto favorisce le mafie, complica la fiscalità, strozza le imprese senza liquidità, alimenta la corruzione. Pertanto andava assolutamente modificato per sciogliere le corde da impiccagione strette al collo dell’Italia. Ora che si potrà inventare qualunque motivo economico per licenziare singoli lavoratori, le mafie sono spacciate, gli stipendi aumenteranno, nessuna pmi verserà l’iva prima di incassare qualcosa, lo Stato pagherà i creditori prima che si suicidino, impedirà la circolazione di mazzette. Ora che i lavoratori del privato, perché quelli Statali non possono nuocere (anzi) hanno visto crollare l’ultima barriera che li separa dal “mercato”, tutti i mali neri che attanagliano l’Italia spariranno. Resteranno una classe politica di livello inequivocabile a bordo di una macchina burocratica snella e inarrestabile, la prima pilota e la seconda motore della locomotiva di questi anni 201X. Che a differenza di quella degli anni 70 si schianterà opportunamente contro quel poco che era rimasto del diritto, travolgendo nel percorso conquiste, persone, speranze di presente e le solite inutili illusioni di futuro. L’Italia era una stella, e come una stella si vede, e sembra esserci, anche se in realtà non esiste piú. Le vite che la popolano gravitano intorno a un’idea di esistenza, tanti vorrebbero andare via ma non sanno come e dove, perché un altro mondo é possibile ma quasi per tutti é ormai troppo lontano. C’era una stella, ora non piú. Il ministero della Distruzione ha fatto bene il suo lavoro, e non resta che sincerarsi periodicamente che non arrivi dallo spazio o dal sottosuolo alcuna scintilla a riportarla in vita. C’era una stella, ora non c’è più.
C’è un tempo bloccato, mentre un altro parallelo gli scorre intorno e non lo tocca, lo attraversa. Come a dimostrare l’esistenza di universi inscindibili ma distinti, contemporanei e sempiterni. Che costringe per sempre a ricordare che nella natura umana c’è anche la sopraffazione. E’ il tempo di questa canzone, che ogni volta viene dedicata alle lotte in corso, alle rotazioni passate e alle rivoluzioni ancora da venire.
L’album è appena uscito (grazie a tutti per il download) e la splendida band dei Professionisti ne sta arrangiando una versione dal vivo. Cambieranno parecchie cose perché riprodurre il suono registrato non ci interessa, e la scaletta del concerto mescolerà nuovi brani ad altri tratti da La città vicino alla luna, in un mixamento che si spera trasmetta a chi lo ascolterà quello che trasmette a noi, che stiamo tentando vari esperimenti e accoppiamenti.
Il debutto è previsto per i primi mesi del 2012, la formazione oltre ai soliti magici Paolo Strina, Andrea Pozzi, Emiliano Chiocciolini, Mariano Lucchese, si avvarrà del super-starraggio di Eugene e del nuovo ingrasso, l’ottimo Andrea Carletti alla chitarra destra. La videoarte sarà dell’incredibile Davide Alaimo, e la scaletta è ancora aperta a suggerimenti!
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e prova a contenere lo spazio e dominare il tempo
per dimenticare di essere sospeso nell'infinito immenso
ma è quando non ne vuoi più sapere, che non ne sai abbastanza
Stai nell'onda del caos
la tua storia non è mai completa
ti muoverai anche se non vuoi
senti la rivoluzione del pianeta?
Sale l'onda del caos
e non tornerai mai più indietro
ci sarai anche se non vuoi
senti la rivoluzione del pianeta?
L'uomo non avrà mai tutto il potere ma non riesce a stare senza
e prova a seguire quanto lontano portano fede e scienza
fino a decidere cosa vedere per non vedere più niente
ma è quando non ne vuoi più sapere, che non ne sai abbastanza
Stai nell'onda del caos
la tua storia non è mai completa
ti muoverai anche se non vuoi
senti la rivoluzione del pianeta?
Sale l'onda del caos
e non tornerai mai più indietro
ci sarai anche se non vuoi
senti la rivoluzione del pianeta?
ogni giro sposta l'orizzonte
e di questo turbine continuo
ancora non sai niente
Stai nell'onda del caos
la tua storia non è mai completa
ti muoverai anche se non vuoi
senti la rivoluzione del pianeta?
Sale l'onda del caos
e non tornerai mai più indietro
ci sarai anche se non vuoi
senti la rivoluzione del pianeta?
Sei nella rivoluzione del pianeta!
Sei nella rivoluzione del pianeta!
una era prevista
e tra tutte solamente questa
E si vede appena
in che verso si muove
e che arriva da non si sa dove
Oltre a questa strada
nessuna alternativa
E so che devo andare
fino a dove arriva
Non c'è un altro modo per andare verso dove devo e vado anche se non so dove porta
Vado fino a dove vedo e non c'è altro modo devo andare e quanto manca non importa
Sono su questa che va anche se verso non so dove non ho mai deciso più di quanto importa
Non c'è un altro modo per andare dove porta
c'è solo questa strada storta!
Non conosco il verso
e quanta ne ho già vista
Ma proseguo ancora senza sosta
Per andare avanti
oltre dove si vede
anche quando sembra ferma si procede
Non è come sembra
è una ma si sposta
quando sembrava un'altra
èra sempre questa
Non c'è un altro modo per andare verso dove devo e vado anche se non so dove porta
Vado fino a dove vedo e non c'è altro modo devo andare e quanto manca non importa
Vado per questa che va anche se verso non so dove non ho mai deciso più di quanto importa
Non c'è un altro modo per andare dove porta
c'è solo questa strada storta!
E se perderò la direzione
la ritroverò vagando ancora.
da qui a una vita senza fine
oltre ogni linea d'orizzonte
l'esistenza continua
La realtà davanti ai sensi è
solo un accenno all'infinito
in cui la via dell'universo
si svela di continuo
In ogni orbita che illumina la via di ora
nell'incontro che crea destini che non c'erano
e nella mente che può immaginare
In ogni luce che gli sguardi non raggiungono
e nei momenti di memoria dentro un attimo
non è il pensiero che potrà spiegare
il divenire
nel diventare
Ultraterrena lontanza
che da sempre cerca il mistero
per portarlo dove coincidono
la verità e il segreto
E la linea magnetica del sogno
incontra quella del destino
là dove scompare ogni limite
e i sensi non distinguono
In ogni orbita che illumina la via di ora
nell'incontro che crea destini che non c'erano
e nel pensiero che può immaginare
In ogni luce che gli sguardi non raggiungono
e nei momenti di memoria dentro un attimo
non è il pensiero che potrà spiegare
il divenire
nel diventare
pietra e luce
In ogni unica distanza da ogni attimo
dove le esistenze iniziano e si perdono
e nella mente che può immaginare
In ogni luce che gli sguardi non raggiungono
dove le vite da indistinte si riaccendono
nell'infinito muovere del mare
come onde venire
e mai tornare
come onde venire
e mai tornare.
non vai bene a favore o contro
e pensi che esistere è un errore
ma è perché non sai che sei in missione
E non volevi arrivare qui, tra i persi senza fine nell'umanità
è un giro continuo mentre un altro viene uno se ne va
non sei come vuoi ma il tuo ruolo qui ora è fondamentale
anche se non lo sai tu fai parte dell'Anonima Sbagliati!
Tu non sai perché ma sei in errore
e ti fai male per calmarti il cuore
cerchi un mondo che non hai mai visto
ma ancora non sai qual é il tuo posto
E non volevi arrivare qui, tra i persi senza fine nell'umanità
è un giro continuo mentre un altro viene uno se ne va
non sei come vuoi ma il tuo ruolo qui ora è fondamentale
anche se non lo sai tu fai parte dell'Anonima Sbagliati!
Sì tu dovevi arrivare qui, senza alcun motivo e neanche volontà
nel giro continuo, mentre un altro viene uno se ne va
non sei come vuoi ma ora servi qui e non te ne andrai
anche se non lo sai
sei in missione per l'Anonima Sbagliati
(Anche) se questo mondo non va bene per te non te ne andare!
senza dove e come
questa è l'occasione
non aspetterà
La stella che deve
ancora non cade
sarà un altro sogno
che ci salverà
insorgere ora
tra ignoranza e ragione
questa è la mia arma
non ti ucciderà
Vivere ancora per cambiare in questa fase umana con quello che da
Vivere errando nell'errare in subordine al respiro contro la gravità
Vivere ancora per cambiare in questa fase umana e quello che non da
Vivere come un'insurrezione, ancora contro le onde senza verità
Non può mai finire
sempre cominciare
quante volte ancora
ancora non si sa
chi sono i nemici
nel fuoco trasversale?
finché batte un cuore
la morte piangerà
Vivere ancora per cambiare in questa fase umana con quello che da
Vivere errando nell'errare nella realtà illusione senza verità
Vivere ancora per cambiare in questa fase umana e quella che verrà
Vivere come un'insurrezione, ancora contro le onde senza verità
la stella che deve
ancora non cade
sarà un altro errore
che ci salverà
Vivere ancora per cambiare in questa fase umana con quello che da
Vivere errando nell'errare in subordine al respiro contro la gravità
Vivere ancora per cambiare in questa fase umana e quella che verrà
Vivere come un'insurrezione ancora contro le onde, senza verità
su un binario che era lì dov'ero
e il tempo incolore andava dove era deciso
ma il cielo è cambiato all'improvviso
Ho sentito un tuono
un fulmine è partito
poi la scarica, il dolore, e poi non ero più com'ero
io camminavo piano e non avevo voce
adesso sono elettrico e corro veloce
un fulmine ha colpito, sul binario quando credevo meno
e mi ha dato un nome, ora
sono l'uomo treno
Solo sul binario, ogni passo era lontano
fino a non vedere più più se c'ero
e senza sapere se restare fermo o andare
quanto tempo ho perso ad aspettare
ora anche se non c'è nessuno da portare via, per andare via lontano, io cammino
sono l'uomo treno
E se mi innamoro adesso che non freno se per te vado bene salta e ce ne andremo
verso non so dove
ma so che non tornerò dov'ero
ora ho un altro nome
sono l'uomo treno
e potevo perdere un chilometro
o scegliere una buona dannazione
e potevo essere un fenomeno
o perdermi nell'ultima illusione
Ma un fulmine è partito e m'ha preso in pieno
il cuore che batteva, come non sapevo
forse è stato un caso forse era destino
sono ancora intero
quando ho riaperto gli occhi il cielo era sereno
avevo un segreto e non lo sapevo
un fulmine ha acceso la mia vita quando credevo meno
ora sono l'uomo treno
sono l'uomo treno!
come la notte porta via
la luce bianca dei fanali
io non ti perderò così
Non lascerò un istante solo
a togliere il senso che rimane
e le correnti ora contrarie
no non ti porteranno via
Come il fuoco nelle ombre
come le ore di sera
e le voci nei sogni
e i sogni nel vero
come il fuoco nelle onde
come le voci di sera
e le ore nei sogni
e i sogni nel vero
E non saranno le illusioni
che corrono a deviare il cielo
nelle distanze immaginarie
io non ti perderò così
Niente di vero nel destino
se nega quando ha scelto il mare
brucia il ricordo dell'estate
là dove un giorno ha detto sì
Come il fuoco nelle ombre
come le ore di sera
e le voci nei sogni
e i sogni nel vero
come il fuoco nelle onde
come le voci di sera
e le ore nei sogni
e i sogni nel vero
L'alba che sale fino a qui
scioglie il misteri delle mani
se di due notti avrà ragione
io non ti perderò così
Niente di vero nel destino
che veste le ombre d'aria a sera
non basteranno i suoi richiami
e non ti porteranno via
Come si muore dentro ai film
come ogni notte porta via
le luci bianche dei fanali
io non ti perderò così
in un mondo che non vedevo
era invisibile e ora c'è
e l'impensabile è il pensiero
Se guardo intorno adesso so
tutto è più di quello che vedo
Sente l'anima
ogni stella di sera
che mi porta a te
dove illumini l'ora
Sente l'anima
ogni strada lontana
fino in fondo a te
dove tornare ancora
Io sono sempre stato qui
in un mondo che non sapevo
e posso chiedermi dov'è
e a che cosa altro esiste insieme
se guardo intorno adesso so
non conta fino a dove vedo
Sente l'anima
ogni stella di sera
che mi porta a te
dove illumini l'ora
Sente l'anima
ogni strada lontana
fino in fondo a te
dove tornare ancora
e dovunque intorno vedi solo nero
mentre cerchi senza sapere se c'è
una luce che spenga la notte in te
Vieni vieni se non trovi più dov'eri
e dov'erano i sogni adesso ci sono i pensieri
Vieni vieni quando non hai direzione
c'è una lunga fila che ora sta passando fuori
Una volta ancora non sai dove sei
un altro domani è perso dentro ieri
mentre ovunque guardi intorno c'è qualcuno
eppure sembra che non ci sia nessuno
Vieni vieni se non trovi più dov'eri
e dov'erano i sogni adesso ci sono i pensieri
Vieni vieni quando non hai direzione
c'è una lunga fila che ora sta passando fuori
Vieni vieni se non vedi dove stare
vieni se non sai da dove arrivi e dove andare
Vieni vieni se ora vaghi senza meta
nella notte scura e non c'è nessuna cometa
Vieni vieni se sei senza direzione
nella lunga fila che ora sta passando fuori
Vieni vieni non posticipare ancora
quando è troppo il buio per una luce sola
Se il tuo lume si confonde nell'attesa
Vieni fuori e porta la tua lampadina accesa
tutti insieme chi non ha capito qualcosa
da lontano si vedrà una carovana luminosa
in cammino verso non si sa che cosa
da lontano si vedrà una carovana luminosa
senza più la paura di credere a te
io saprò come quando un sogno si avvera
la verità che hai chiuso nel tuo segreto
E le stelle lontane
saranno luce nella sera
la distanza sarà
un orizzonte che non c'era
e le onde del mare
arriveranno fino al cielo
nell'istante infinito
che io vivo
nel tuo mistero
Nell'istante in cui sceglierai quando vedere
ogni luce che hai scelto di chiudere in te
potrai credere al sogno dentro ogni segreto
e sarà nell'istante
in cui vorrai
davvero
E adesso dentro è freddo come fuori
Quando non ti vedo ridi come nelle prime foto
Nelle nostre guardi i tuoi vestiti
L’isola dei sogni era la destinazione ma le linee della mano stanno
Cambiando direzione
Io esco a fare un giro, nessuno da incontrare
Per quello che ho sentito nessuno da incolpare
Io esco a fare un giro, niente da cercare
È solo un giro intorno
È la fase lunare
Adesso c’è silenzio, non parla più nessuno
Le strade vuote e niente da spiegare
È arrivato il temporale, prenditi il tuo ombrello
Controlla se hai la copia delle chiavi
L’isola è sul muro, gli occhi sul soffitto, i fiori alle pareti
E il cielo fuori dalla stanza
Io esco a fare un giro, nessuno da incontrare
Per quello che ho sentito nessuno da incolpare
Io esco a fare un giro, niente da cercare
È solo un giro intorno, nessuno da incontrare
E’ questo il sangue e com’è, è come il vino e il mare, gira
Con la fase lunare
E’ solo un giro intorno,
È la fase lunare
sei già pronto a partire
In verità ti dico
Cristo non venire
e se devi tornare
torna con le prove
per poter dimostrare
che oltre a te c'è un superiore
qui per trenta denari
nessuno si commuove
se tornerai ti venderanno
anche a ventinove
Se verrai senza armi, senza saper mentire
o provocare allarmi, Cristo non venire
se tornerai convinto ti sapranno smentire
sanno quello che fanno
Cristo non venire.
Se tornerai tra gli uomini
a convincere qualcuno
con solo quattro stimmate
non sarai nessuno
Del regno della terra
non potrai essere degno
per crocifiggerti dovrai
comprare chiodi e legno
La tua resurrezione
non riuscirà a stupire
qui ognuno vuol risorgere
senza prima morire
Insieme il sole con l’inverno e tutto il tempo che non ho
Se sarò come ho scelto o come mi diranno
E se il mio sogno è solo l’ultima delle illusioni
Dimmi dimmi padreterno quando vincerò
Se nell’andata o nel ritorno o dovrò invadere lo stadio
Non ho chiaro se in quest’epoca evoluta chi comanda
è l’ultimo dei re
o soltanto il primo schiavo
E io non vivrò convinto di non vivere ancora
anche se l’orizzonte è dove dicono di andare
adesso ognuno è libero di raggiungere il sole
non è più come al tempo degli schiavi
Dimmi dimmi padreterno quanto obbedirò
e se mi piegherò per forza o di spontanea soggezione
se eseguire porta dritti a comandare
o soltanto a un altro grado di sottomissione
Dimmi dimmi padreterno come comprerò
I sogni che non ho mai spento e non danno quote e azioni
Non ho mai appreso da nessun seminario
Se è più libero uno schiavo o più servi i suoi padroni
E io non vivrò convinto di non vivere ancora
anche se l’orizzonte è dove dicono di andare
adesso ognuno è libero di raggiungere il sole
non è più come al tempo degli schiavi
E io volevo urlare e ho chiuso il fiato in gola
Nel sole che cambiava mentre tu ricordavi
Quando un nome era un numero senza nessun valore
com'è lontano il tempo degli schiavi
Dimmi dimmi padreterno quanto sognerò
E se di sogni comandati è fatto il più della ragione
E se ormai l’unico senso della libertà
È starsene tra i pochi a mantenerne l’illusione
E io non vivrò convinto di non vivere ancora
anche se l’orizzonte è dove dicono di andare
adesso ognuno è libero di raggiungere il sole
non è più come al tempo degli schiavi
e io non vivrò convinto di non vivere ancora,
anche se l’orizzonte è dove dicono di andare
in file lunghe secoli per raggiungere il sole
lontano come al tempo
al tempo degli schiavi
io posso farti brillare come una moneta
e se mi amerai quanto serve per scordare il tempo
io ti amerò
a pagamento
Io pagherò tutto adesso. Tu con il tempo.
Ora puoi monetizzare l'impulso che sento
eviterà incomprensioni in questo momento
tu sarai felice
io appena contento
Anche se l'abilità non è quella di un tempo
c'è il desiderio che ho di questo incontro
tra la tua necessità e il mio sentimento
io ti amerò
a pagamento
io e te soli come con nessuno accanto
sarò nei rimorsi ma mai nel rimpianto
vede dove nessuno sa
e la tua luce ha deciso
di stare lontano
Ora non ho paura
di chiedermi il perché
che lasci un un segno ancora
il buio che viene
E' ancora notte, ritorna, ogni notte scende e mi lascia vedere
io sono qui ad aspettare una luce che non c'è
E' ancora notte e la notte che torna e lascia un sogno con me
ad aspettare una notte
la notte che non viene
Ora non ho paura
di chiedermi il perché
se la tua luce ha deciso di stare lontano
ecco la notte ancora
vede dove nessuno sa
lascerà un segno se scegli
di stare lontano
E' ancora notte, ritorna, ogni notte scende e mi lascia vedere
io sono qui ad aspettare una luce che non c'è
E' ancora notte e la notte che torna e lascia un sogno con me
ad aspettare una notte
la notte che non viene
non viene
e aspetti mentre scende assente
schegge fino al cielo splendide e lontane
aspetti dentro l'ombra del destino
Ora scende il buio dell'eclisse nel tuo cielo
Un inganno d'ombra ti viene a nascondere
nella notte lunga sei la luce che non c'è
Venere
In un'orbita che porta un nome che non sai
aspetti mentre scende assente
schegge fino al cielo splendide e lontane
e aspetti che si sveli il tuo destino
Ora sei nell'ombra e l'eclisse nel tuo cielo
cerca la tua luce la viene a nascondere
e scende lentamente fino a splendere per te
Venere
Il dio di un'altra luce toglie la tua dalla sera
per lasciarti sola dove chi cerca non può vedere
Ora guardi dalla notte il buio nel tuo cielo
l'ombra che ti oscura è solo il nulla senza te
mai nessuna eclisse ti potrà nascondere
Venere
combatto a nome di chi non m'ha detto il nome
non sono quello che vorrei e forse peggiore
le mie speranze erano qui, erano nuove
e se il colpevole sono io
voglio le prove
Il capo finge di ragionare, si tratta bene, la rabbia sale
il commodoro non regge il mare, non sta più bene, abbraccia il timone
il colonnello non può sparare, la mente oscilla, la borsa sale
il megaleader deve arrivare
qui non c'è nessuno che sa comandare
In cima e in poveriferia, orizzonte uguale
sia per chi cambia vita e chi solo canale
Esploderemo molto prima noi del sole!
le mie speranze erano qui, erano nuove
e se il colpevole sono io
voglio le prove
Il capo finge di ragionare, si tratta bene, la rabbia sale
il commodoro non regge il mare, non sta più bene, abbraccia il timone
il colonnello non può sparare, la mente oscilla, la borsa sale
il megaleader deve arrivare
qui non c'è nessuno che sa dove andare
il megaleader deve arrivare
non c'è nessuno che sa comandare
come se ne vanno i sogni
persi nei giorni vuoti
è lontano
dove adesso punta
il tuo tracciante
che nessuna notte ha spento
andare via
senza cercare più uno sguardo
e il tuo
segue la luce dentro
E' un'altra notte che verrà
e un'altra che non tornerà
si allontana la città
non la sentirai
è un altro sogno che non va
un altro che ti cercherà
guarderanno fino a dove
ti vedranno andare
Sai che andrai via da qui
come sono andati i sogni
seguendo giorni vuoti
o più lontano
sulla via che segna il tuo tracciante
illuminando il buio
di una vita che
non ti ridato più lo sguardo
e il tuo
aveva una luce dentro
E' un'altra notte che verrà
e un'altra che non tornerà
si allontana la città
non la sentirai
Tra un altro sogno che non va
un altro che non tornerà
ti guarderanno mentre
ti vedranno andare
E' un'altra notte che verrà
e un'altra che ti cercherà
il buio intorno al tuo tracciante
si illuminerà
tra un altro sogno che non va
un altro che non tornerà
ti guarderanno mentre
la tua luce si allontana
E' un'altra notte che verrà
e un'altra che non tornerà
la tua luce si vedrà
fin dove andrai
È il freddo della primavera
Sa che sarà solo e non cerca ragione
Si guarda negli occhi da solo
E aspetta che torni una sera
Per chi vorrà dimenticare il suo nome
Cercando il sogno di notte nelle onde
E un desiderio dentro alle sue stelle
Per poter scegliere se stare qui o andare lontano
Potrai confonderti tra le altre ombre
Per imparare a colpire alle spalle
Senza aspettare la rivoluzione
che c’è in ogni istante
La notte non guarda la luna
in fuga dalla sua chimera
cerca la distanza per tornare ancora
Nascosto nel tagli del buio
aspetta che torni una sera
Per chi vorrà chiamare ancora il suo nome
Cercando il sogno di notte nelle onde
E un desiderio dentro alle sue stelle
Per poter scegliere se stare qui o andare lontano
Potrai confonderti tra le altre ombre
Per imparare a colpire alle spalle
Senza aspettare la rivoluzione
che c’è in ogni istante
E’ già denaro lo sguardo che svende
Batte sul petto per mille altre colpe
Sa già convivere con l’estinzione
Forma il comando feroce e potente
La processione delle anime spente
E dentro ognuna la stessa paura
Che cambia di nome
E mentre guardi la notte tornare
Con il bisogno di un’alba che splende
Sai già convivere con l’estinzione
senza più la paura di credere a te
io vedrò come quando un sogno si avvera
la verità che hai chiuso nel tuo segreto
E le stelle lontane
saranno luce nella sera
la distanza sarà
un orizzonte che non c'era
e le onde del mare
arriveranno fino al cielo
nell'istante infinito
che io vivo
nel tuo mistero
Nell'istante in cui sceglierai quando vedere
ogni luce che hai scelto di chiudere in te
potrai credere al sogno dentro ogni segreto
e sarà nell'istante in cui vorrai davvero.
perchè ogni giorno sento una bestemmia e una preghiera più di ieri
E vorrei ogni chiesa senza clero e catechismo
per godere senza intermediari degli introiti del turismo
io vorrei non dover mai supplicare l'indulgenza
del potere temporale di un divino di cui resta in dubbio la presenza
Uh se il paradiso mi vorrà feroce - porta tu la mia croce
Uh se un sacramento mi vorrà invasore - sarò gran peccatore
Se un insegnamento mi vorrà infelice - non farò ciò che dice
E se un padreterno darà comandi a voce - - porta tu la mia croce! Porta tu la mia croce!
Io vorrei estirpare da me ogni senso di colpa
e spolpare ogni frutto proibito come la vita mi spolpa
E vorrei non dover pregare mai per il perdono
di un dio che non si vede nonostante il buco enorme nell'ozono
Uh se il paradiso mi vorrà feroce - porta tu la mia croce
Uh se un sacramento mi vorrà invasore - sarò gran peccatore
Uh se il mio martirio sarà l'altrui dolore - prendi tu il mio tortòre!
E se un padreterno darà comandi a voce - - porta tu la mia croce! Porta tu la mia croce!
E poi sei prego, i rimorsi vanno via. Ma i rimpianti restano tutti qui.
sei già pronto a partire
In verità ti dico
Cristo non venire
e se devi tornare
torna con le prove
per poter dimostrare
che oltre a te c'è un superiore
qui per trenta denari
nessuno si commuove
se tornerai ti venderanno
anche a ventinove
SE VERRAI SENZA ARMI
E SENZA SAPER MENTIRE
O PROVOCARE ALLARMI
CRISTO NON VENIRE
SE TORNERAI CONVINTO
TI SAPRANNO SMENTIRE
SANNO QUELLO CHE FANNO
CRISTO NON VENIRE
Se tornerai tra gli uomini
a convincere qualcuno
con solo quattro stimmate
non sarai nessuno
Del regno della terra
non potrai essere degno
per crocifiggerti dovrai
comprare chiodi e legno
La tua resurrezione
non riuscirà a stupire
qui ognuno vuol risorgere
senza prima morire
io posso farti brillare come una moneta
e se mi amerai quanto serve per scordare il tempo
io ti amerò
a pagamento
Io pagherò tutto adesso. Tu con il tempo.
Ora puoi monetizzare l'impulso che sento
eviterà incomprensioni in questo momento
tu sarai felice
io appena contento
Anche se l'abilità non è quella di un tempo
c'è il desiderio che ho di questo incontro
tra la tua necessità e il mio sentimento
io ti amerò
a pagamento
io e te soli come con nessuno accanto
sarò nei rimorsi ma mai nel rimpianto
senza più la paura di credere a te
io saprò come quando un sogno si avvera
la verità che hai chiuso nel tuo segreto
E le stelle lontane
saranno luce nella sera
la distanza sarà
un orizzonte che non c'era
e le onde del mare
arriveranno fino al cielo
nell'istante infinito
che io vivo
nel tuo mistero
Nell'istante in cui sceglierai quando vedere
ogni luce che hai scelto di chiudere in te
potrai credere al sogno dentro ogni segreto
e sarà nell'istante
in cui vorrai
davvero.
Musica: Italo Nicola Greco e Enrico Sbriccoli (Jimmy Fontana). Testo: Franco Migliacci. Errori e omissioni nell'interpretazione: Toniutti
Io sono il presidente ti ricordi di me
per molti ero un incubo, per molti di più un re
Ora sono su un'isola persa nel mare blu
vi parlo dalla radio, qui non ho le tv!
Sarei rimasto ancora ma dovevo andare via,
le minorenni, i minorati e poi la polizia
sentivo voci dentro e fuori di me, dicevano
"apri Milano due, aprimil'ano tre"
Avrei voluto ancora governare
ma poi sono fuggito per amore
Avrei potuto ancora comandare
io sono El presidente di questo lungomare
Io sono il presidente e parlo da quaggiù
vi mancherò tantissimo ma io non torno più
Il mio regno crollava e allora ho preso il volo
tanto anche là tra i sudditi ero comunque solo
Non posso dare ordini ma che soddisfazione
ho anticipato i giudici e ho scelto la prigione
Avrei voluto ancora governare
ma poi sono fuggito per amore
Avrei potuto ancora comandare
ma sono El presidente di questo lungomare
La libertà del popolo non vale
questa dolce prigione dell'amore
avrei potuto ancora comandare,
io sono El presidente
non mi dimenticare
non mi dimenticare
non mi dimenticare...
senza dove e come
questa è l'occasione
non aspetterà
La stella che deve
ancora non cade
sarà un altro sogno
che ci salverà
insorgere ora
tra ignoranza e ragione
questa è la mia arma
non ti ucciderà
Vivere ancora per cambiare in questa fase umana con quello che da
Vivere errando nell'errare in subordine al respiro contro la gravità
Vivere ancora per cambiare in questa fase umana e quello che non da
Vivere come un'insurrezione, ancora contro le onde senza verità
Non può mai finire
sempre cominciare
quante volte ancora
ancora non si sa
chi sono i nemici
nel fuoco trasversale?
finché batte un cuore
la morte piangerà
Vivere ancora per cambiare in questa fase umana con quello che da
Vivere errando nell'errare nella realtà illusione senza verità
Vivere ancora per cambiare in questa fase umana e quella che verrà
Vivere come un'insurrezione, ancora contro le onde senza verità
la stella che deve
ancora non cade
sarà un altro errore
che ci salverà
Vivere ancora per cambiare in questa fase umana con quello che da
Vivere errando nell'errare in subordine al respiro contro la gravità
Vivere ancora per cambiare in questa fase umana e quella che verrà
Vivere come un'insurrezione ancora contro le onde, senza verità
musica e testo: Francesco Nuti
pianoforte: Eugene
e aspetti mentre scende assente
schegge fino al cielo splendide e lontane
aspetti dentro l'ombra del destino
Ora scende il buio dell'eclisse nel tuo cielo
Un inganno d'ombra ti viene a nascondere
nella notte lunga sei la luce che non c'è
Venere
In un'orbita che porta un nome che non sai
aspetti mentre scende assente
schegge fino al cielo splendide e lontane
e aspetti che si sveli il tuo destino
Ora sei nell'ombra e l'eclisse nel tuo cielo
cerca la tua luce la viene a nascondere
e scende lentamente fino a splendere per te
Venere
Il dio di un'altra luce toglie la tua dalla sera
per lasciarti sola dove chi cerca non può vedere
Ora guardi dalla notte il buio nel tuo cielo
l'ombra che ti oscura è solo il nulla senza te
mai nessuna eclisse ti potrà nascondere
Venere
Per vendere un tempo diverso da quello che vedi
Non senti più niente da quando c’è questo rumore
Ma i mercati si aprono e chiudono con le esplosioni
E noi eravamo già qui dai giorni del futuro
Per chiedere solo un destino diverso da sè
E dentro al caos di vivere almeno una volta nella vita
In una crisi universale tesa a crescita infinita
Essere in grado di capire è una condizione intermittente
Ti verrà detto che le ali non competono agli umani
e di salire in alto per guardare gli altri da lontano
di vedere tutto e non sapere niente
insieme complice e innocente
E i fatti succedono in finedelmondovisione
Per credere a una verità anche se non è vera
Un nemico ti sceglierà anche se non ne vuoi uno
E nemmeno un figlio di dio scenderà a vedere
A scegliere di farti vivere di ossigeno o anidride
E’sempre chi sembra di non interessarsi e poi decide
Quello che il tempo concede
E non si fermerà davanti a niente
Ti verrà detto che le ali non competono agli umani
e di salire in alto per guardare gli altri da lontano
di vedere tutto e non sapere niente
insieme complice e innocente
Ancora al recupero dei pezzi per capire il tuo mistero
Da cercare insieme nell’inverosimile e nel vero
E a quello credere, come non hai mai creduto a niente
E’ stato deciso per legge un cambio di umore
Sperare in nuove speranze è la strategia
E dentro al caos di vivere una volta sola nella vita
con gli orari che ti spingono a velocità infinita
Essere in grado di capire è una condizione intermittente
Ti verrà detto che le ali non competono agli umani
e di salire in alto per guardare gli altri da lontano
E di non evitare di prenderere tutto anche di dove non c’è più niente
Ma saprai di essere com’eri e più di quello che hai deciso
Quando dove non lo vedevi trovi e scompare l’infinito
Sarai e ti sentirai
complice e innocente
io posso farti brillare come una moneta
e se mi amerai quanto serve per scordare il tempo
io ti amerò
a pagamento
Io pagherò tutto adesso. Tu con il tempo.
Ora puoi monetizzare l'impulso che sento
eviterà incomprensioni in questo momento
tu sarai felice
io appena contento
Anche se l'abilità non è quella di un tempo
c'è il desiderio che ho di questo incontro
tra la tua necessità e il mio sentimento
io ti amerò
a pagamento
io e te soli come con nessuno accanto
sarò nei rimorsi ma mai nel rimpianto
potrai di nuovo brillare come una moneta
E ritroverai la fiducia perduta di un tempo
io ti voterò a pagamento
Anche se la crisi c'è non è questo il momento
serve la stabilità, veniamoci incontro
la maggioranza terrà, con qualche scontento
e sarà tuo il parlamento
io ti voterò a pagamento
Tra la mia parte e la tua c'è un sentimento
la disponibilità a favorire un incontro
tra le tue necessità e il mio orientamento
Estinguerò un mutuo
ne accenderò cento
Ti voterò a pagamento
Sarai nei rimorsi
ma mai nel rimpianto.
all'orizzonte
e quando vedo che
qui i sogni contano
meno di sempre
mi torna in mente il tuo nome
Illusi e disillusi
ora combattono
in una guerra
civile invisibile
con solo rabbia nel cuore
tienimi vivo dentro
anche se il giorno è spento
contro la legge di questo tempo
che non volevo per te
E quando sento
di aver perduto ogni sogno e non c'è più
niente da credere
e non so più dove andare
mi torna in mente il tuo nome
E' troppo tempo
che i tempi non cambiano
solo un cenacolo
tiene il comando
di vite che vanno
dove non vogliono andare
tienimi vivo dentro
anche se il giorno è spento
contro la legge di questo tempo
che non volevo per te
mi tieni vivo dentro
anche se il giorno è spento
quando è difficile
credere a un sogno
che è vivo solo per te
E gli anni corrono e correranno
Io non sarò mai
mai come vogliono
non appartengo a quelli che cercano
chi li dovrà comandare
tienimi vivo dentro
anche se il giorno è spento
contro la legge di questo tempo
che non volevo per te
mi tieni vivo dentro
anche se il giorno è spento
quando è difficile
reggere a un mondo
che non ha cielo per te
E quando sento
di aver perduto ogni sogno e non c'è più
niente da credere
e non so più dove andare
mi torna in mente il tuo nome
mi torna in mente il tuo nome
all'orizzonte
e quando vedo che
qui i sogni contano
meno di sempre
mi torna in mente il tuo nome
Illusi e disillusi
ora combattono
in una guerra
civile invisibile
con solo rabbia nel cuore
tienimi vivo dentro
anche se il giorno è spento
contro la legge di questo tempo
che non volevo per te
E quando sento
di aver perduto ogni sogno e non c'è più
niente da credere
e non so più dove andare
mi torna in mente il tuo nome
E' troppo tempo
che i tempi non cambiano
solo un cenacolo
tiene il comando
di vite che vanno
dove non vogliono andare
tienimi vivo dentro
anche se il giorno è spento
contro la legge di questo tempo
che non volevo per te
mi tieni vivo dentro
anche se il giorno è spento
quando è difficile
credere a un sogno
che è vivo solo per te
E gli anni corrono e correranno
Io non sarò mai
mai come vogliono
non appartengo a quelli che cercano
chi li dovrà comandare
tienimi vivo dentro
anche se il giorno è spento
contro la legge di questo tempo
che non volevo per te
mi tieni vivo dentro
anche se il giorno è spento
quando è difficile
reggere a un mondo
che non ha cielo per te
E quando sento
di aver perduto ogni sogno e non c'è più
niente da credere
e non so più dove andare
mi torna in mente il tuo nome
e non conto niente
succede che io sento un'onda
e sale
è travolgente
dimentico chi sono
e dove non è importante
ma io rispondo solo a me
e forse neanche
Io sono sempre in questo stato
e lo sono da sempre
e mi comanda di non obbedire alla mia mente
vado avanti insieme da arrestare e inarrestabile
sono la prova vivente
dell'esistenza
di uno stato
ingovernabile
Io contro l'estasi non voglio
e non posso niente
Io quando vedo quella luce
sul mio orizzonte
io non capisco più chi sono
non è importante
c'è una potenza che mi prende
è travolgente
Io sono sempre in questo stato
e lo sono da sempre
e mi comanda di non obbedire alla mia mente
vado avanti insieme da arrestare e inarrestabile
sono la prova vivente
dell'esistenza
di uno stato
ingovernabile
produced by Sento Subito!
recorded and mixed @ Studiobluff - Rome
È il freddo della primavera
Sa che sarà solo e non cerca ragione
Si guarda negli occhi da solo
E aspetta che torni una sera
Per chi vorrà dimenticare il suo nome
Cercando il sogno di notte nelle onde
E un desiderio dentro alle sue stelle
Per poter scegliere se stare qui o andare lontano
Potrai confonderti tra le altre ombre
Per imparare a colpire alle spalle
Senza aspettare la rivoluzione
che c’è in ogni istante
La notte non guarda la luna
in fuga dalla sua chimera
cerca la distanza per tornare ancora
Nascosto nel tagli del buio
aspetta che torni una sera
Per chi vorrà chiamare ancora il suo nome
Cercando il sogno di notte nelle onde
E un desiderio dentro alle sue stelle
Per poter scegliere se stare qui o andare lontano
Potrai confonderti tra le altre ombre
Per imparare a colpire alle spalle
Senza aspettare la rivoluzione
che c’è in ogni istante
E’ già denaro lo sguardo che svende
Batte sul petto per mille altre colpe
Sa già convivere con l’estinzione
Forma il comando feroce e potente
La processione delle anime spente
E dentro ognuna la stessa paura
Che cambia di nome
E mentre guardi la notte tornare
Con il bisogno di un’alba che splende
Sai già convivere con l’estinzione
Società
Ordini
contro
Straordinari
Euribor
Prestiti
Limousine
Credit cardz
Royalties
contro
Mutui
Social card
Vendesi
L'importante l'importante è stringersi
finché si ripeteranno i secoli
l'importante l'importante è stringersi/scindersi
finché è in onda Ricchi contro poveri
Libertà
Missili
Eserciti
contro
Limiti
Militi
Gemiti
Benefit
Proprietà
Redditi
contro
Spiccioli
Caritas
Termini
L'importante l'importante è stringersi
finché si ripeteranno i secoli
l'importante l'importante è stringersi
finché è in onda Ricchi contro poveri
L'importante l'importante è scindersi
L'importante l'importante è fingersi
nel giorno che scorre via senza toccare
il sogno ritorna e in un attimo sfuma
per lasciare un senso che so che non ha
E' tanto che non c'è nessuno qui intorno
è più di quanto è già passato da quando
vivo insieme alla distanza e non scelgo
chiuso via ad immaginare il ritorno
E' tanto che non c'è nessuno qui intorno
chiuso dal confine dentro lo sguardo
tra i ricordi nell'attesa del tempo
fuori da ogni mondo e lontano dentro
Si accende la radio quando sa che è l'ora
il giorno che torna avrà un nodo centrale
sarà la risposta a una scelta o più d'una
che quello che lascio alle spalle non ha
E' tanto che non c'è nessuno qui intorno
è più di quanto è già passato da quando
vivo insieme alla distanza e non scelgo
chiuso via ad immaginare il ritorno
E' tanto che non c'è nessuno qui intorno
tra i confini immaginari del tempo
a chiudere in attesa un ultimo sguardo
dentro ai giorni che ritornano in cerchio
...e una notte che sarà
una tra quelle
ad aspettare
la sola stella
sulla città...
E' tanto che non c'è nessuno qui intorno
è più di quanto è già passato da quando
vivo insieme alla distanza e non scelgo
chiuso via ad immaginare il ritorno
E' tanto che non c'è nessuno qui intorno
chiuso nei giorni che aspettano il tempo
di uscire dall'attesa dentro lo sguardo
fuori senza immaginare il ritorno
fuori senza immaginare il ritorno
fuori senza immaginare il ritorno
come se ne vanno i sogni
persi nei giorni vuoti
è lontano
dove adesso punta
il tuo tracciante
che nessuna notte ha spento
andare via
senza cercare più uno sguardo
e il tuo
segue la luce dentro
E' un'altra notte che verrà
e un'altra che non tornerà
si allontana la città
non la sentirai
è un altro sogno che non va
un altro che ti cercherà
guarderanno fino a dove
ti vedranno andare
Sai che andrai via da qui
come sono andati i sogni
seguendo giorni vuoti
o più lontano
sulla via che segna il tuo tracciante
illuminando il buio
di una vita che
non ti ridato più lo sguardo
e il tuo
aveva una luce dentro
E' un'altra notte che verrà
e un'altra che non tornerà
si allontana la città
non la sentirai
Tra un altro sogno che non va
un altro che non tornerà
ti guarderanno mentre
ti vedranno andare
E' un'altra notte che verrà
e un'altra che ti cercherà
il buio intorno al tuo tracciante
si illuminerà
tra un altro sogno che non va
un altro che non tornerà
ti guarderanno mentre
la tua luce si allontana
E' un'altra notte che verrà
e un'altra che non tornerà
la tua luce si vedrà
fin dove andrai
Non serve per partire
Per una strada bianca
E ritrovare un tempo perso
che mi teneva dove avevo i segni dell’inverno
E senza nessun ordine ho tenuto chiuso in me
Non cercherò le orme
Neanche se sarò incerto
Per ogni volta che ho ceduto e qualcun altro ha scelto
Per ritrovarmi dove le correnti mi hanno spinto
E far passare ancora un altro giro del sole
Io sono dove non si vede più la strada
Andavo via da me cercando una ragione
E ora che non ne ho non cerco coordinate
Le mie le ho abbandonate
Io sono dove non si vede più la strada
Andavo via da me cercando una ragione
E ora che non ne ho non cerco coordinate
E se non torneranno
Mi perderò nell’iride d’estate
Ti vedo e sei memoria
Non ti avevo perduto
distanze senza fine adesso mi scorrono accanto
Sarò com’ero quando non guardavo indietro fermo
E quello che credevo non l’avevo visto ancora
Io sono dove non si vede più la strada
Andavo via da me cercando una ragione
E ora che non ne ho non cerco coordinate
Le mie le ho abbandonate
Io sono dove non si vede più la strada
Andavo via da me cercando una ragione
E ora che non ne ho non cerco coordinate
E se non torneranno
Mi perderò nell’iride d’estate
sei già pronto a partire
In verità ti dico
Cristo non venire
e se devi tornare
torna con le prove
per poter dimostrare
che oltre a te c'è un superiore
qui per trenta denari
nessuno si commuove
se tornerai ti venderanno
anche a ventinove
SE VERRAI SENZA ARMI
E SENZA SAPER MENTIRE
O PROVOCARE ALLARMI
CRISTO NON VENIRE
SE TORNERAI CONVINTO
TI SAPRANNO SMENTIRE
SANNO QUELLO CHE FANNO
CRISTO NON VENIRE
Se tornerai tra gli uomini
a convincere qualcuno
con solo quattro stimmate
non sarai nessuno
Del regno della terra
non potrai essere degno
per crocifiggerti dovrai
comprare chiodi e legno
La tua resurrezione
non riuscirà a stupire
qui ognuno può risorgere
senza prima morire
lo sai che quello che non vedi
non è così lontano
Il mondo fuori è l'ultimo
e diverso da come sei
quando rinunci a credere
e non c'è niente che non sai
Nel cielo dei satelliti
i desideri da chiamare
dove le stelle guardano
e restano lontane, ma
L'amore non ha limite, l'amore è dentro un attimo
è quello che hai tenuto in te
che ti libererà
E mentre cambia la tua vita
che vive solo per cambiare
Lo sai che oltre le nuvole
non c'è la verità
Lo sai che solo una parola
ha dentro un'infinita via
e ogni ferita servirà
a consolarti il cuore
lo sai che è dentro un temporale
che nasce un'altra estate
e i sogni che si spezzano
li stringi nelle mani, ma
L'amore non ha limite, l'amore è dentro un attimo
è quello che hai tenuto in te
che ti libererà
Insieme il sole con l’inverno e tutto il tempo che non ho
Se sarò come ho scelto o come mi diranno
E se il mio sogno è solo l’ultima delle illusioni
Dimmi dimmi padreterno quando vincerò
Se nell’andata o nel ritorno o dovrò invadere lo stadio
Non ho chiaro se in quest’epoca evoluta chi comanda
è l’ultimo dei re
o soltanto il primo schiavo
E io non vivrò convinto di non vivere ancora
anche se l’orizzonte è dove dicono di andare
adesso ognuno è libero di raggiungere il sole
non è più come al tempo degli schiavi
Dimmi dimmi padreterno quanto obbedirò
e se mi piegherò per forza o di spontanea soggezione
se eseguire porta dritti a comandare
o soltanto a un altro grado di sottomissione
Dimmi dimmi padreterno come comprerò
I sogni che non ho mai spento e non danno quote e azioni
Non ho mai appreso da nessun seminario
Se è più libero uno schiavo o più servi i suoi padroni
E io non vivrò convinto di non vivere ancora
anche se l’orizzonte è dove dicono di andare
adesso ognuno è libero di raggiungere il sole
non è più come al tempo degli schiavi
E io volevo urlare e ho chiuso il fiato in gola
Nel sole che cambiava mentre tu ricordavi
Quando un nome era un numero senza nessun valore
com'è lontano il tempo degli schiavi
Dimmi dimmi padreterno quanto sognerò
E se di sogni comandati è fatto il più della ragione
E se ormai l’unico senso della libertà
È starsene tra i pochi a mantenerne l’illusione
E io non vivrò convinto di non vivere ancora
anche se l’orizzonte è dove dicono di andare
adesso ognuno è libero di raggiungere il sole
non è più come al tempo degli schiavi
e io non vivrò convinto di non vivere ancora,
anche se l’orizzonte è dove dicono di andare
in file lunghe secoli per raggiungere il sole
lontano come al tempo
al tempo degli schiavi
e ognuno dice come ci devi stare
poi hai voluto i sogni anche di giorno
e per tenerli ci si indebita con la realtà
ma servono per quando il mondo ti tiene a terra
per volontà divina o destino inferiore
ma un pezzo di te dimenticato, forse d'anima
lascia il mondo dov'è e e inizia l'ascensione
Sale torna nell'aria
lascia la gravità
alla città che non la vede
e se ne va
in aria sopra i fili e l'elettricità
del mondo ne ha abbastanza
Sale torna nell'aria
lascia la gravità
dimentica i confini, gira
e se ne va
in aria sopra i fili e l'elettricità
lascia cos'ha
e si innalza
La realtà resta angosciante e però abbonda
di meraviglie nascoste alla visione
quando lo sguardo incontra l'inatteso
manda in rovina ogni schema regolatore
e senti di aver abbassato il tuo orizzonte
e intorno non c'è neanche un petalo di fiore
ma una rimanenza abbandonata, forse d'anima
lascia il mondo dov'è e inizia l'ascensione
Sale torna nell'aria
lascia la gravità
alla città che non la vede
e se ne va
in aria sopra i fili e l'elettricità
del mondo ne ha abbastanza
Sale torna nell'aria
lascia la gravità
dimentica i confini, gira
e se ne va
in aria sopra i fili e l'elettricità
lascia cos'ha
e si innalza
non serve molto per togliere col dare
e amministrare bene il divino in terra
a ognuno la sua paura di volare
a ogni generazione la sua giusta guerra
Sale torna nell'aria
lascia la gravità
alla città che non la vede
e se ne va
nell'aria sopra i fili e l'elettricità
del mondo ne ha abbastanza
Sale torna nell'aria
lascia la gravità
dimentica i confini, gira
e se ne va
nell'aria sopra i fili e l'elettricità
lascia cos'ha
e si innalza
E dovrò scegliere a chi lasciare anni di fama e fortune
Ho sperato in un mondo abbronzato steso al sol dell’avvenire
Ma ho trovato la gioia in questo purgatorio fiscale
Io vorrei una ricarica al cuore e poi campare
Senza le pene degli altri sorvegliato da schiave soldate
C’è chi va in cielo a preghiere, chi con gli aeroplani, io compro le quote
Ma sono più libero qui con tutto il peso dell’oro
Io sarò tuo amico se paghi bene
Che da sempre cane non mangia cane
Saremo il problema e la soluzione
E per sempre giovani e senza pene
Mettimi dov’eri e staremo insieme
Finché il pescecane non mangia il cane
Scaleremo fino alla luna a sera
Terremo lontana ogni notte nera.
Io vorrei un altro io per il necessario cambio di proprietà
E il completo controllo su ogni processo di riproduzione
Regna il dubbio nel regno animale e non so bene ancora chi sia
E se sono più cane o pescecane o una specie migliore
Io vorrei una ricarica al cuore e poi campare
Senza le spese per gli altri e il mio nome nell’inno allo stadio
Ma ho soltanto una vita e per quanto sia il migliore tra tutti ho un destino comune agli altri
E questa è una disperazione
Io sarò tuo amico se paghi bene
Che da sempre cane non mangia cane
Saremo il problema e la soluzione
E per sempre giovani e senza pene
Mettimi dov’eri e staremo insieme
Finché il pescecane non mangia il cane
e saremo in cima alla luna a sera
Terremo lontana ogni notte nera
quante strade vanno in polvere se non sai percorrerle
e non servirà nascondersi, fai solo progetti semplici
non discutere più gli ordini è la volontà del cielo
io devo emanarli tutti, tu puoi non eseguirli in fondo ma non discutere più gli ordini, servirà anzitutto a te
E non saremo soli e sogneremo ancora e non vorrai cambiare via
E non saremo soli e sogneremo ancora e non vorrai più andare via
Ci divertiamo da secoli/tu ribellati una tantum poi non discutere più gli ordini farà bene a tutti vedi
io comando tu obbediscimi, renditi la vita semplice, non combattere i tuoi complici, lascia ad ognuno i suoi incarichi
anche se non serve darteli/anche se non vuoi eseguirli, fai la base e reggi i vertici e pensa anche un po' più a te
E non saremo soli e sogneremo ancora e non vorrai cambiare via
E non saremo soli e sogneremo ancora e non vorrai più andare via
E sogneremo ancora, ma sogneremo soli
non servirà cambiare via.
l'uomo è inferiore
l'uomo che implora perdono
con un fiore
l'uomo è veloce, l'uomo è vorace
si lava e converge nel posto migliore
Lei lo accudisce e sopporta paziente
lei lo aspetta sta male e ancora lo vuole
lei spera e rivolge preghierine al signore
ma con tutto lo sforzo
l'uomo è inferiore
L'uomo è deciso, è sempre in errore
l'uomo è un campione senza valore
è perentorio nel suo sciupare
ogni occasione di tenersi il seme
Lei lo accudisce e sopporta paziente
lei lo aspetta sta male e ancora lo vuole
lei spera e rivolge preghierine al signore
ma con tutto il buon cuore
L'uomo è inferiore
è il passato che torna
Mentre rubano un'altra libertà
e nessuno disturba
Ora è chiaro che il mondo non è qua
anche se gira intorno
Quanto abbiamo da vendere e quanto e per quanto da scegliere?
Se chi sale sa che non dovrà mai scendere
In questi tempi che mi confondono
e nonostante sia già uno scandalo
con gli elementi che inoltre emergono
gli impresentabili si presentano
In questi tempi che si confondono
le previsioni che ancora sbagliano
è tutto pronto è già festa e tornano
gli impresentabili si ripresentano
Non succede più niente non sperare,
la tua voce ti inganna
Riverenza produce sazietà
se nessuno disturba
Una grande pazienza serve già
quando canta Madonna
Quanto abbiamo da vendere e quanto da scegliere?
Se chi sale sa che non dovrà mai più scendere
In questi tempi che mi confondono
e nonostante sia già uno scandalo
con gli elementi che inoltre emergono
gli impresentabili si presentano
In questi tempi che si confondono
le previsioni che ancora sbagliano
è tutto pronto è già festa e tornano
gli impresentabili si ripresentano
(cue: operation wolf level 1 completion message)
vede dove nessuno sa
e la tua luce ha deciso
di stare lontano
Ora non ho paura
di chiedermi il perché
che lasci un un segno ancora
il buio che viene
E' ancora notte, ritorna, ogni notte scende e mi lascia vedere
io sono qui ad aspettare una luce che non c'è
E' ancora notte e la notte che torna e lascia un sogno con me
ad aspettare una notte
la notte che non viene
Ora non ho paura
di chiedermi il perché
se la tua luce ha deciso di stare lontano
ecco la notte ancora
vede dove nessuno sa
lascerà un segno se scegli
di stare lontano
E' ancora notte, ritorna, ogni notte scende e mi lascia vedere
io sono qui ad aspettare una luce che non c'è
E' ancora notte e la notte che torna e lascia un sogno con me
ad aspettare una notte
la notte che non viene
non viene
Società
Ordini
contro
Straordinari
Euribor
Prestiti
Limousine
Credit cardz
Royalties
contro
Mutui
Social card
Vendesi
L'importante l'importante è stringersi
finché si ripeteranno i secoli
l'importante l'importante è stringersi/scindersi
finché è in onda Ricchi contro poveri
Libertà
Missili
Eserciti
contro
Limiti
Militi
Gemiti
Benefit
Proprietà
Redditi
contro
Spiccioli
Caritas
Termini
L'importante l'importante è stringersi
finché si ripeteranno i secoli
l'importante l'importante è stringersi
finché è in onda Ricchi contro poveri
L'importante l'importante è scindersi
L'importante l'importante è fingersi
Ho perso nella notte i miei passi e la tua mano
Nel fuoco che ti illumina una strada ancora il e buio che scompare
Un battito che ha scelto di partire in tramontana
È’ perso nella notte in cerca della strada
con le intenzioni di cambiare
Ferme nelle ombre che i ricordi
non mi fanno abbandonare
Tu sarai l’immenso nell’istante
La notte che voglio attraversare
E insieme il chiarore delle stelle
Che toglie senso ai nomi delle strade
Tu sarai nell’alba che risale
nel giorno che non sa ritornare
Quando mi perderò nel buio ancora
E’ te che non potrò dimenticare
Ti sento sei nell’anima anche se resti lontano
Le immagini che scorrono veloce io vado piano
Il fuoco che ti illumina è paura e insieme voglia di cambiare
Ti trovo solo al buio e chiedo all’ombra di tornare
E’ in lei il momento che ho sempre inseguito e mai cercato
Seguendo ancora le distanze
nei ricordi ombre ed abbagli
che non mi hanno mai mai abbandonato
Tu sarai l’immenso nell’istante
La notte che voglio attraversare
E insieme il chiarore delle stelle
Che toglie senso ai nomi delle strade
Tu sarai nell’alba che risale
nel giorno che non sa ritornare
Quando mi perderò nel buio ancora
E’ te che non potrò dimenticare
All rights reserved - © 2009 Sento Subito
combatto a nome di chi non m'ha detto il nome
non sono quello che vorrei e forse peggiore
le mie speranze erano qui, erano nuove
e se il colpevole sono io
voglio le prove
Il capo finge di ragionare, si tratta bene, la rabbia sale
il commodoro non regge il mare, non sta più bene, abbraccia il timone
il colonnello non può sparare, la mente oscilla, la borsa sale
il megaleader deve arrivare
qui non c'è nessuno che sa comandare
In cima e in poveriferia, orizzonte uguale
sia per chi cambia vita e chi solo canale
Esploderemo molto prima noi del sole!
le mie speranze erano qui, erano nuove
e se il colpevole sono io
voglio le prove
Il capo finge di ragionare, si tratta bene, la rabbia sale
il commodoro non regge il mare, non sta più bene, abbraccia il timone
il colonnello non può sparare, la mente oscilla, la borsa sale
il megaleader deve arrivare
qui non c'è nessuno che sa dove andare
il megaleader deve arrivare
non c'è nessuno che sa comandare
inizia a pulsare
nel circuito della vita che si attiverà
Tu la vedrai
quando l'ombra appare
per portarla via sola dove
l'inganno sa
è a combattere
che l'anima scompare
per quando persa nell'eco
non la sentirai
E' nel nodo che ora ci lega
e che non ha logica
e stringe il sogno alla realtà
E' nella linea che ci incontra
senza dire dove andare
è che eppure è l'unica
Macchine, tra elettricità
la ferita che tiene in funzione la città
E' invisibile, ma il suo segno è qua
fuori è ancora persa l'anima e non sa la strada
è a combattere con quello che accade
per lasciarti entrare quando sera tornerà
E' nel nodo che ora ci lega
e che non ha logica
e stringe il sogno alla realtà
E' nella linea che ci incontra
senza dire dove andare
è che eppure è l'unica
E' nella traccia che ci segnala
quando ogni luce scompare
ma la via si illumina
la mia via si illumina.
che starci da vivo era come da morto
E' un posto che esiste e però è inesistente
si può avere tutto ma non serve a niente
Una volta intorno era tutta campagna
Poi la civiltà e adesso é una fogna
Qui non vali nulla e mettilo in conto
Non potrai stupire chi ti ha messo al mondo
E' Il posto del niente
La terra del nulla
dove niente esiste
La vita si annulla
Il posto del nulla
La terra del niente
dove se uno vive
lo fa inutilmente
E' il posto del niente
La terra del nulla
dove non esisti
e la vita si annulla
Il posto del nulla
La terra del niente
dove ogni pensiero
illude la mente
E c'è stato un tempo in cui qui c'era molto
poi tutto è sparito oppure è stato tolto
e ora c'è soltanto un inutile immenso
in cui le tue azioni non hanno alcun senso
Eppure una volta forse era diverso
si racconta che qui c'era un universo
ma ora non c'è più passato o presente
non serve il futuro e tanto è inesistente
E' Il posto del niente
La terra del nulla
dove niente esiste
La vita si annulla
Il posto del nulla
La terra del niente
dove se uno vive
lo fa inutilmente
E' il posto del niente
La terra del nulla
dove niente esiste
e la vita si annulla
Il posto del nulla
La terra del niente
dove se uno vive
lo fa inutilmente
eppure una volta...
eppure...
Mama was a grounding star!
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- Jan 2010 - PresentOwner / Oddio.it
- Sept 1998 - PresentEditor and writer / La Repubblica - Gruppo Editoriale L'EspressoEditor and writer at La Repubblica - Gruppo Editoriale L'Espresso
- 1995 - PresentStaff writer - journalist / La Repubblica
- 1993 - PresentSchiavo / Studio Vit
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1987 - 1991poca
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