Silvia è
The color orange radiates warmth and happiness, combining the physical energy and stimulation of red with the cheerfulness of yellow.
Orange relates to ‘gut reaction’ or our gut instincts, as opposed to the physical reaction of red or the mental reaction of yellow.
Orange offers emotional strength in difficult times. It helps us to bounce back from disappointments and despair, assisting in recovery from grief.
The color psychology of orange is optimistic and uplifting, rejuvenating our spirit. In fact orange is so optimistic and uplifting that we should all find ways to use it in our everyday life, even if it is just an orange colored pen that we use.
Orange brings spontaneity and a positive outlook on life and is a great color to use during tough economic times, keeping us motivated and helping us to look on the bright side of life.
With its enthusiasm for life, the color orange relates to adventure and risk-taking, inspiring physical confidence, competition and independence. Those inspired by orange are always on the go!
In relation to the meaning of colors, orange is extroverted and uninhibited, often encouraging exhibitionism or, at the very least, showing-off!
The color orange relates to social communication, stimulating two way conversations. A warm and inviting color, it is both physically and mentally stimulating, so it gets people thinking and talking!
At the same time, orange is also stimulating to the appetite. If you love having people around the kitchen table, orange will keep them talking and eating for a long time. Many restaurants use pastel versions of orange, such as apricot or peach or deeper versions such as terracotta, for their décor as they are more subtle than red, yet still increase the appetite and promote conversation and social interaction, which in turn encourages patrons to have a good time and to eat and drink more.
The color orange is obviously the worst color to have in the kitchen if you are trying to lose weight!
Orange aids in the assimilation of new ideas and frees the spirit of its limitations, giving us the freedom to be ourselves. At the same time it encourages self-respect and respect of others.
Orange is probably the most rejected and under-used color of our time. However, young people do respond well to it as it has a degree of youthful impulsiveness to it.
Dov’è la Vita che abbiamo perso con la vita ?
Dov’è la saggezza che abbiamo perso con la conoscenza ?
Dov’è la conoscenza che abbiamo person con l’informazione ?
Ed arrivarono le elezioni, naturalmente anticipate.
Fantozzi, che sentiva molto quel suo diritto e dovere di cittadino, partecipò come sempre nell’incertezza, nell’indecisione e nella paura di sbagliare un’altra volta. Si mise allora a leggere di tutto: dall’estrema destra all’estrema sinistra.
Poi si dette malato e si chiuse in casa, nella stanza della televisione.
Pina: “Ugo?”
Fantozzi: “Pina che c’è?”
Pina: “Ti va la merenda?”
Fantozzi: “No niente, niente, non vedi che sto guardando.”
Pina: “Ma sono due giorni che non mangi.”
Fantozzi: “Pina, stammi a sentire, se io sbaglio il voto questa volta va a finire che non mangiamo e non mangiate per una decina d’anni! Quindi fuori fuori, smammare, via! E fammi un caffè molto forte.
Gli italiani (Paolo Villaggio, Fantozzi; Rizzoli, 1971; in Fantozzi, rag. Ugo - La tragica e definitiva trilogia; Rizzoli, 2013)
Accurate
RAPSODEUS (HD) 2013 - Bruno Bozzetto (by BrunoBozzettoChannel)
Aww *-*
e poi birra cynar liquore strega
sambuca rosolio fernet branca
tamarindo chinotto martini
sansimone tavernello grappa.
negroni bloody mary margaritadaiquiri black russian bellini
mojito alexander caipirinha
centoerbe anisetta vodkatini.
fiumi di gin tonic e fiumi di sakèanice vin brulè assenzio cocacola
ma per vuotare questo amaro calice
stanne sicura: dovrai berne ancora.
Francesca Genti
Per quale scopo si legge l’oroscopo?
Quale persona curiosa non osa?
Quanto costa la costanza?
Chi ha creato la creanza?
Si bandiscono le bande?
Van domate le domande?
Certe parole rispondon da sole.
L’annullamento contiene un lamento
ed il perdono nasconde un bel dono
ma l’abbandono un gran dono non è.
Certe parole le scopri da te.
in questa casa
io non ci resto
in questa casa
più non resisto
sbraitano i cani ed i vicini
io di abbaiare sono ormai stanca
la concretezza ancora mi manca
sogno un domani come i bambini
fatto di nuvole e divertente
senza litigi né giorni grigi
e mi figuro che nasca dal niente
ma ogni futuro
va costruito
duro lavoro
è garantito.
Sono sulla metro, guardo nel vetro
evito gli sguardi, penso che è tardi.
Turro. Rovereto. Pasteur. Loreto.
Ho appuntamento al duomo con un uomo
ma mentre viaggio mi sfugge il coraggio.
Avrei dovuto rifletterci prima,
ormai sono a Lima. Giunta a Venezia
mi sento un microbo, una Rickettsia.
La fiumana umana mi porta a galla;
quando la rossa incontra la gialla
scendo, risalgo e penso: si balla!
Dove la gialla incrocia la rossa
io mi convinco che tutto si possa.
Il re della città dell’allegria
aveva una tremenda malattia:
sentendosi in dovere di godere
passava in preda all’ansia le sue sere…
progettava ogni sorta di sollazzo
per il Paese e dentro al suo palazzo
fra acrobati circensi e musicisti
spremeva bile dalla colecisti
ma digeriva male riso e canti
nonché entusiasmo e grida degli astanti
e non sa più la gioia cosa sia
il re della città dell’allegria.
Tuffarmi fra gli astri del firmamento
frangermi come il mare su uno scoglio
degustare ogni singolo momento
riempire di parole qualche foglio
è così semplice quello che voglio
spesso però proprio non me la sento
e ritorno sui miei passi, mi imbroglio
sbaglio, mi pento, è un continuo tormento
finché, esasperata, non mi arresto
scoraggiata mi assesto nella stasi
desisto, calpesto ogni insano sogno
resto come in attesa di un pretesto
in balia delle correnti, dei casi
in sostanza nel marasma mi infogno.
Una volta c’era, e c’è
una dolce fanciullina,
non beveva mai il caffè
ma non per… la caffeina;
non voleva denti gialli,
ci teneva all’apparenza
molto brava con i balli
era sempre di tendenza.
Ben sapendo d’esser bella
lei bramava di sfondare
s’atteggiava già da stella,
iniziò a farsi guardare
dai ragazzi del quartiere
dai compagni della scuola
dal suo prete e dall’usciere;
non restava mai da sola.
Trovò presto un fidanzato,
un sincero garzoncello
che l’amava, innamorato
come statua era il suo uccello
come eroe dell’Evo Medio
adorava la sua donna
e fu sempre molto serio
non le tolse mai la gonna.
Senza vesti, lei posò
da un fotografo di spicco
per un bel book da show-girl
da mandare all’uomo ricco
e spedì il libro con Fede
(era alquanto religiosa)
d’esser presa fra le prede
ospiti a Villa Omertosa.
La speranza non è vana
la ragazza vien notata:
sei carina, brava, sana
dice una telefonata,
lei si sente lusingata
sogna già con emozione
d’esser sempre più ammirata
live ed in televisione.
Chi la chiama assiduamente
non lo fa così per gioco
è persona assai influente
ciò che dà non è da poco
lei si sente debitrice
ed insieme fortunata
riesce a diventare attrice,
questo non la rende ingrata.
Lui la venera e la vizia
lei si monta un po’ la testa
e ne ostenta l’amicizia
invitandolo alla festa
per la sua maggiore età,
sempre incline a folleggiare
il vecchiardo prende e va,
non si fa certo pregare…
La consorte del signore
non gradisce la sorpresa
suscitando gran clamore
si dichiara parte lesa,
la notizia gira il mondo
ma poi viene tacitata:
non è giusto andare a fondo.
Privacy sia rispettata.
La mia lavatrice dice
gorgogliando con orgoglio
che se lava lei è felice
e fa più di ciò che voglio
oltre a stare al mio volere
si dimostra alquanto estrosa
è un’artista da vedere
lei trasforma il bianco in rosa
in un ciclo di lavaggio
mima il rombo di un biplano
dal decollo all’atterraggio
urla più di un capo indiano
ma la dote peculiare
che giustifica ed avalla
questa lode singolare
è che mentre lava, balla!
E non c’è soltanto quella
…la mia lavatrice è bella.