Progvolution
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L’odio profondo per una qualunque idea di esistenza è un pozzo senza fondo dove si affonda. Sono le cose più semplici che fanno più male come provare a pensare a vite immaginarie. Da non fare, da non fare. Poi alla fine con una parola – disagio – si risolve tutto il dolore. Bisogna gettare tutto […]
Di quando non conta più nulla e tutto deve rimanere dentro. Di quando rimane solo il fumo e il silenzio. Di quando pensi meno uno ma non si capisce il traguardo. Di quando hai il meglio di quello che puoi ed è già insopportabile. Di quando ti rendi conto della futilità dei cerotti. Di quando […]
Vieni qui a condividere la violenza della mestizia. Anche se neanche questo posto ti appartiene, anche se il continuo sgretolarsi del senso ti frana addosso tra le parole e il vuoto grande che le circonda. Ripetutamente, stancamente, debolmente. Con una periodicità agonizzante, con un lumicino che fa pena. Costa poco, vale poco, perciò non riesce […]
Di nuovo un incipit di un post. Di nuovo un post su un blog. Di nuovo un pensiero pubblico con diffusione privata. Quello che dici e quello che dovresti dire. Partecipare e condividere. Dire buongiorno tutti i giorni della tua esistenza, che ha un limite, che ha una fine scritta, che non è buona. L’angoscia esistenziale dei quadri […]
Vi prometto un mondo migliore dove il prossimo grattacielo sarà 10 metri più alto di quello più grande finora costruito e dove è di prossima costruzione il centro commerciale più grande d’Europa, fino al prossimo. Coming soon una ricarica del cellulare che durerà seicento anni e la socialità digitale in totale mobilità anche nell’alto dei cieli, per fare compagnia […]
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La Coscienza by {'mbid': '66418fa5-501d-4edd-a988-238c6dbdcb5c', '#text': 'Assalti Frontali'}13 hours ago
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| [person name] put "[title]" onto shelf Sul finire della guerra civile spagnola le truppe repubblicane si dirigono verso la frontiera francese. Al loro interno matura la decisione di fucilare un gruppo di franchisti. In un bosco si consuma la fucilazione collettiva. Tra i prigionieri c'è Rafael Sanchez Mazas, fondatore e ideologo della Falange,uno dei responsabili diretti del conflitto fraticida, che riesce però a sfuggire e salvarsi. ... |
| [person name] put "[title]" onto shelf SCHEDA DOPPIA e con dati errati da non aggiungere in libreria o, se lo si possiede, da eliminare. La scheda corretta è all'url: http://www.anobii.com/books/Triste,_solitario_y_final/0178469a93ff98fe7f/ |
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…o che forse, il valore di un individuo, in una società che sta perdendo il senso dell’umano, si calcola ormai in ragione del tempo che sa trascorrere nelle attese inutili e servili.
Ennio Flaiano
Ma forse non ogni uomo è uomo; e non tutto il genere umano è genere umano. Questo è un dubbio che viene, nella pioggia, quando uno ha le scarpe rotte, e non più nessuno in particolare che gli occupi il cuore, non più vita sua particolare, nulla più di fatto e nulla da fare, neanche da temere, nulla più da perdere, e vede, al di là di se stesso, i massacri del mondo.
Un uomo ride e un altro piange. Tutti e due sono uomini; anche quello che ride è stato malato, è malato; eppure egli ride perché l’altro piange.
Elio Vittorini
Non varrebbe la pena conoscere, se conoscere non ci mettesse in crisi.
Point Lenana, pag. 38
Wu Ming
(via pointlenana)
Sedetti […] accorgendomi che la mia vita era già abbastanza lunga, se poteva contenere periodi quasi dimenticati, tutto un gruppo sparpagliato di anni indifferenziati.
Saul Bellow
…mentre sembriamo così attentamente e anche disperatamente aggrappati a noi stessi, preferiremmo di gran lunga abbandonarci. Non sappiamo come. Così, talvolta, ci buttiamo via, quando in realtà quello che veramente vogliamo è cessar di vivere così esclusivamente e vanamente per noi stessi, impuri e ignari, volti a osservarsi nell’intimo e incatenati al nostro io.
Saul Bellow
…conosciamo noi stessi troppo bene per non condividere la cattiva opinione che gli altri hanno di noi.
Saul Bellow
Ho cominciato a osservare che, più il resto del mondo si fa attivo, più lentamente io mi muovo e che la mia solitudine s’accresce in proporzione al frastuono e alla frenesia del mondo.
Saul Bellow
Le lettere non fu difficile trovarle… le bruciai una per una in giardino, mentre pensavo come è facile distruggere il passato e come è difficile dimenticarlo.
Jeanette Winterson
L’abilità a ingannare se stessi, che aiuta a vivere la maggioranza degli uomini, m’è sempre mancata. Non sono mai stato vile senza esserne consapevole.
Francois Mauriac
Al mondo non c’è mai nulla di veramente nuovo – men che meno i grandi drammi dello spirito umano. Anche quando uno di essi sembra originale, a un esame più attento ci si accorge che è già andato in scena prima, naturalmente con protagonisti differenti, e magari con molte varianti. Ma il tema principale, la premessa fondamentale, è la solita vecchia storia.
Apostolos Doxiadis
Vi giuro, signori, che aver coscienza di troppe cose è una malattia, una vera e propria malattia. Eppure sono convinto che non soltanto una coscienza eccessiva, ma la coscienza stessa è una malattia.
Fëdor Dostoevskij
…l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.
Italo Calvino
- L’illusione non si mangia - , disse la donna. - Non si mangia, ma alimenta - ribatté il colonnello.
Gabriel Garcia Marquez
La lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chi sa dove, smette.
Samuel Beckett
… ogni mancanza di fiducia in me stesso e nelle mie capacità, ogni invidiosa e pentita nostalgia dei tempi buoni e grandi che un giorno avevo vissuti, crebbero come dolore entro me, crebbero in altezza come un albero, come una montagna, si allargarono e si concentrarono nella mia nuova impresa…
Hermann Hesse
…le generazioni si guardano torve, si parlano solo per non capirsi, per darsi a vicenda la colpa di crescere infelici e di morire delusi.
Italo Calvino
Trascino la mia vita nel mio angolo, tenendomi la maligna e magrissima consolazione che un uomo intelligente non può in verità diventar nulla e che solo gli sciocchi diventano qualcosa.
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Written, performed, recorded and mixed by Si Flatley.443 plays
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Educati al successo Nolatzco169 plays
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Questa è la fine Santo Niente0 plays
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Norwegian post-progressive art rockers recorded in London on the Missa Atropos tour Gazpacho was formed in Oslo in 1996 by childhood friends Jon-Arne Vilbo and Thomas Andersen along with Jan-Henrik Ohme (later joined by Mikael Krømer, Robert R Johansen and Kristian Torp). The band have honed their unique sound, and a substantial international fan-base, over a string of critically acclaimed albums and numerous tours, including several with long-time supporters Marillion. Missa Atropos, the latest album from Gazpacho, was released earlier this year on Kscope. The album was described by Classic Rock as ‘finely crafted, darkly atmospheric stuff’ and following its release the band embarked on a European tour. London captures the band’s gig on this tour at the legendary Dingwalls venue in Camden. Classic Rock Prog described the evening as ‘sublime’ going on to state, ‘with new album Missa Atropos to draw from as well as a catalogue of songs that draw favourable comparison with both Radiohead and a more sedate Muse, they fill the best part of two hours with invention and brio.’3425 plays
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The new release from Anathema - acoustic re-interpretations of classic tracks Kscope is pleased to announce Falling Deeper, the new, fully orchestral album from Anathema. Falling Deeper continues where the acclaimed 2008 album Hindsight left off. The album features brand new arrangements of songs and haunting melodies from the band’s earliest days as pioneers of heavy music. Tracklist Crestfallen / Sleep in Sanity 6.43 Kingdom 3.59 They Die 2.20 Sunset of Age 7.32 Everwake 3.09 We The Gods 3.00 I Made A Promise 4.10 Alone 6.3616698 plays
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Umberto Palazzo: chitarra e voce Sandra Ippoliti: voce, percussioni Alessio D’Onofrio: chitarra Christian carano: chitarra voce Marco Sburzo Di Pietro: percussioni Questa terza parte era invece riservata a versioni unplugged di classici del Santo Niente, riarrangiati per quell’occasione in queste vesti esclusive e che non potrete ascoltare mai più così dal vivo. 1 - Nuove Cicatrici 2 - Junkie 3 - Cuore di Puttana 4 - La vita è Facile 5 - Pornostar 6 - Luna Viola 8 - Divoraimmenso0 plays
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Noi dire Sanremo 2011 Gialappa’s Band10 plays
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nedhepburn: Joy Division ‘Love Will Tear Us Apart’1140 plays
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sktttrbrain: The Cure//A Forest30 plays
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cubeinthedesert: cosorosso: Teardrop — Massive Attack (feat. Liz Fraser - Cocteau Twins) Love love is a verbLove is a doing wordFearless on my breath (via blogut) (via kapi)563 plays
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nickdrake: laureola: Dream Brother - by Jeff Buckley amazing amazing amazing,awesome fucking track man fantastic!!!!!!!!!brilliant upload thank you for sharing.230 plays
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brouillon: The Velvet Underground - I’m Waiting For The Man I’m waiting for my manTwenty-six dollars in my handUp to Lexington, 125Feel sick and dirty, more dead than aliveI’m waiting for my manHey, white boy, what you doin’ uptown?Hey, white boy, you chasin’ our women around?Oh pardon me sir, it’s the furthest from my mindI’m just lookin’ for a dear, dear friend of mineI’m waiting for my man740 plays
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insalatadiparole: velveteenrabbit: pdvmorris: Paint It Black - The Rolling Stones Was this the first Goth song…naw…but a killer top 10 song and a great trip down nostalgic lane! when i was young and learning about the rolling stones this is the song that made me really like the rolling stones. <3131 plays
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fuochiblu: aaaartstar: there is a light that never goes out - the smiths218 plays
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insalatadiparole: mothmilk: misstugui: NIN - Something I can never have x258 plays
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insalatadiparole: lyriquediscorde: cassket: hospitalbeds: Lou Reed - Perfect Day1 plays
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biondapiccola: Pink Floyd - One of these days I’m going to cut you into little pieces - Meedle (1971)11 plays
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bidonica: metalshell: fuckyeahrocknroll: The Stooges - I Wanna be Your Dog now I wanna be your dog, so come on! Imprescindibile427 plays
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cubeinthedesert: hneeta: Massive Attack - Karmacoma100 plays
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mumblemumblr: King Crimson - Epitaph (1969) Tratto dall’album “In the court of the Crimson King”, Epitaph è uno dei miei brani preferiti, insieme a “21st Century Schizoid Man” e “Lady of the Dancing Water” (quest’ultimo, però, dall’album Lizard). Forse in pochi conoscono questo gruppo, ma sono sicuro che tutti conoscono la copertina dell’album.35 plays
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Poster for the exhibition “The APOGEUM New Expression, 1987”, 2010
see all the artits here
: Green Anaconda (Eunectes murinus)Animal handlers hold a 19-foot anaconda outside of an american zoo (date and location unknown). (Females may reach a length of around 30 ft., males around 10 ft.). Among the world’s largest snakes, anacondas live in rivers and wetlands of South America.
The word anaconda is thought to come from the Tamil word anaikolra, which means elephant killer, alluding to the reptile’s fearsome reputation. (although of course, these South American Snakes would never have seen an elephant).
Anacondas feed on fish, birds, reptiles, and small mammals, though they have been known to take the occasional domestic animal. The big snakes can be dangerous to people, though reports of deliberate predation are very rare. Like other boas, anacondas are nonvenomous, and they often kill their prey by constricting it. Like other snakes, they swallow their prey whole.
(via: National Geo) (photo: Elwin R. Sanborn)
The Roggendorf House is covered by climbing figures called ‘Flossis’ by German artist Rosalie in Duesseldorf, Germany. (Martin Meissner/Associated Press)
Beautiful Jean-Michel Basquiat painting at the Musée d’Art Contemporain in Marseille.
Walter P. Reuther Library (27850) Prohibition, Raids, Detroit, 1929
Alcohol, discovered by Prohibition agents during a raid on an illegal distillery, pours out of upper windows of three-story storefront in Detroit during Prohibition.
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Mi sono sempre ingannato sull’oggetto dei miei desideri. Non sappiamo quel che desideriamo, non amiamo quel che crediamo di amare.
Francois Mauriac
L’amante vuole mordere, divorare, assassinare, distruggere l’amata, nell’impossibile sforzo di comunicazione e di identificazione.
Prefazione de Storia dell’occhio di Georges Bataille
In teoria comprendiamo gli esseri umani, ma in pratica non li sopportiamo, pensai, il più delle volte stiamo con loro di malavoglia e sempre li trattiamo in base al nostro personale punto di vista.
Thomas Bernhard
Quando gli uomini si persuaderanno che i loro figli saranno più infelici di chi li ha generati e i figli dei loro figli ancora più infelici, quando si persuaderanno che non vi è più rimedio nell’universo, che la scienza non farà miracoli e che il cielo è vuoto quanto le loro tasche, che tutti gli spirituali sono degli impostori e tutti i governanti degli imbecilli, tutte le religioni sorpassate, tutte le politiche impotenti, allora si abbandoneranno alla disperazione e vegeteranno nella miscredenza, ma moriranno sterili.
Albert Caraco
Dopo aver sperato che il nostro nome sia scolpito attorno al sole, cadiamo nell’altro estremo, e auspichiamo che sia cancellato ovunque e scompaia per sempre. La nostra smania di affermarci non aveva limiti? Non ne avrà neanche quella di cancellarci. Spingendo fino all’eroismo la volontà di rinuncia, noi impieghiamo le nostre energie ad accrescere la nostra oscurità, a cancellare finanche la minima traccia del nostro passaggio, il minimo ricordo del nostro respiro. Odiamo chiunque si attacchi a noi, conti su di noi o attenda qualcosa da noi. La sola concessione che possiamo ancora fare agli altri è di deluderli.
Ad ogni modo, essi non potranno capire il nostro desiderio di sfuggire al sovraffaticamento dell’io, di arrestarci sulla soglia della coscienza e di non penetrarvi mai, di acquattarci nel più profondo del silenzio primordiale, nella beatitudine inarticolata, nel dolce stupore in cui giaceva la creazione prima del frastuono del verbo. Questo bisogno di nasconderci, di farla finita con la luce, di essere gli ultimi in tutto, questi accessi di modestia in cui, rivaleggiando con le talpe, le accusiamo di ostentazione, questa nostalgia del non nato e del non nominato – sono tutte modalità per liquidare l’esperienza dell’evoluzione e ritrovare, con un balzo all’indietro, l’istante che precedette l’inizio del divenire.
Emil Cioran
Ad un certo punto della mia vita ho fatto dei calcoli precisi: che se io esco di casa per trovare la compagnia di una persona intelligente, di una persona onesta, mi trovo ad affrontare, in media, il rischio di incontrare dodici ladri e sette imbecilli che stanno lì, pronti a comunicarmi le loro opinioni sull’umanità, sul governo, sull’amministrazione municipale, su Moravia.
Leonardo Sciascia
Il mio amore per Carolina è stato un amore felice e perfetto, reciproco, pieno di tenerezze e di allegria, un amore che ha conosciuto tutta l’estensione che gli era propria: forse è per questo che non ha lasciato traccia in me e, probabilmente, neppure in lei. Non è stato tranciato né violentato in nessun modo: si è consumato sino all’ultima scintilla giorno dopo giorno, e poi non è rimasto più niente, perché le cose vere non lasciano mai niente dietro di sé.
Aldo Busi
Pensai: questa è la morte, chi cazzo se ne frega dei fiori!
Philip Roth
Ho in sospetto la facilità dei mezzi ricavati dai sentimenti.
Fornire i propri sentimenti non spetta all’autore, spetta all’altro.
«Intendiamoci, non voglio che tu mi sia amico; se ti parlo, non è per sentirti parlare, ma per impedirtelo».
Gesualdo Bufalino
Avevi ragione. Quello che temevi si è avverato: non mi hai lasciato niente. Nemmeno la voglia di cercarti.
Massimo Volume
Conobbi il disagio delle prime libertà. I genitori mi esortavano a partecipare della vita dei coetanei che la sera si ritrovavano in una piazza e un poco parlavano con le ragazze e un poco parlavano tra loro di quelle.
Mi cresceva a volte una pena in quei luoghi che dovevano essere di allegria e che invece pulsavano di esibizionismo, di sopraffazioni. Si era accolti e respinti secondo una gerarchia di valori incomprensibile e inesorabile. Perciò non andavo la sera con i coetanei e passeggiavo intorno alle pinete chiuse aspettando l’ora di tornare a casa.
Sono stato innamorato soltanto di una bottiglia e di uno specchio.
Sid Vicious
(via incantevolesquilibrata)
Strano in realtà non è tanto il fatto che molte persone facciano uso delle droghe, ma che molti, malgrado i massicci problemi esistenziali, non ne facciano uso.
Noi, I ragazzi dello zoo di Berlino
(via fljotavik)
Mille anni di melanconia giacevano tra loro e lei non aveva risposte da dare.
Cosa c’era da rispondere se la vita era un poema, la droga e l’incenso di un numero incalcolabile di ieri e di domani?
Sotto il tavolo le loro ginocchia si toccavano. Sotto quanti tavoli ginocchia e mani, scheletri articolati dall’amore, cose che camminano automaticamente e si toccano, polline, radici che sprofondano, fibre e vertebre, verdi succhi, il vento che geme e cose che strisciano nella notte senza far rumore. Trambusto e movimento, ali che si piegano, la luce che punge senza riscaldare, mondi che sospirano impercettibilmente e ossa che biancheggiano e polvere che prende vita.
Henry Miller
Il tempo passava.
Un tempo freddo come il ghiaccio.
Era un tempo diverso da quello che avevano sperimentato prima. Era un tempo freddo come il, ghiaccio, senza divisioni e senz’arresto. Un tempo circolare, prenatale, senza molle, o ritmo, o flusso…
La fine.
Tutte le cose arrivano a una fine dove ricominciano assumendo la forma di un cerchio o di un cane che si morde la coda o dell’eternità di cui ha cognizione, che è incomprensibile e inoppugnabile. La fine è un coniglio che lecca i raggi della luna sul selciato, pistole che ticchettano automaticamente dove la colonna vertebrale si schiaccia in un globo ossuto.
La fine è il principio di un cerchio prima che la periferia si paralizzi e si coaguli in punti che non sono mai esistiti e non potrebbero esistere neanche oggi se non ci fossero le lavagne e ciò che formale lavagne.
La fine è quando ogni cassetto è stato vuotato e tutto ciò di cui uno ha bisogno si può mettere in un fazzoletto o quando non hai più bisogno di iniziali nel cappello e la misura è un’equazione vuota.
La bussola indica i quattro punti cardinali e tu puoi viaggiare orizzontalmente o verticalmente perché è tutta un’illusione: biglietti, stazioni ferroviarie, destinazione, distanza, velocità.
Quando dici addio questa è la fine, una strana fine non finita simile a una tenia che si ciba di se stessa. Una fine che finisce con un nodo alla gola o un singhiozzo.
Note che girano, fuliggine, fattorie, facce, vuote, il vuoto, facce, fattorie, ricordi, il muschio della memoria, mote che girano, proiettiliche fanno clic, troppo tardi, tutto troppo tardi, cambia, cambia idea, resta, salta, torna indietro, nebbia, fattorie, facce, vuote, il vuoto.
Lui aveva appena chiuso la porta quando lei volò su al telefono. Arriva… sta venendo… sta andando via. Si, vuole dire addio.
Addio.
Sto venendo.
Sarò li tra un po’.
Addio.
Addio.
Henry Miller
Perché lui era cieco e aveva solo il senno di un uomo, perché si umiliava con la verità e non aveva fiducia nelle sue arti, perché nel domani vedeva solo la sordida pula di ieri… per via di tante cose estranee alla sua comprensione maschile le parole che lei si strappava dal petto gli giungevano pesanti di dolore e di amarezza.
Henry Miller
Restai a lungo fermo così, pieno di odio per il mondo. Lo odiavo con tutto me stesso, in modo violento e totale. Il mondo era pieno di morti assurde, che ti lasciavano in bocca un sapore di fiele. Io ero debole, impotente, e contaminato da tutta la sporcizia del mondo dei vivi. Le persone entravano da una porta e uscivano dall’altra. Chi usciva non poteva tornare indietro mai più.
Haruki Murakami
Il sorriso era così dolorosamente breve e fuggevole che sembrava il baluginio di un coltello.
Henry Miller
… si farà tacita e mi guarderà, mi studierà mentre io mi muovo, senza mai chiedermi che cosa mi tortura, mai, mai, perché questa è la sola cosa che teme, la sola cosa che ha paura di conoscere. Non ti amo! Ma non me lo sente urlare? Non ti amo! Di continuo lo grido, con le labbra serrate, l’odio nel cuore, la disperazione, la rabbia disperata. Ma le parole non escono mai dalle mie labbra. La guardo e mi si ferma la lingua. Non posso… Tempo,tempo, infinito tempo a nostra disposizione, e niente per colmarlo, se non bugie.
Henry Miller
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Plates of the cerebro-spinal nerves, with references for the use of medical students
By Paul B. Goddard.
Published: 1837 by J. G. Auner in Philadelphia
apodyopiss: “How can a three-pound mass of jelly that you can hold in your palm imagine angels, contemplate the meaning of infinity, and even question its own place in the cosmos? Especially awe inspiring is the fact that any single brain, including yours, is made up of atoms that were forged in the hearts of countless, far-flung stars billions of years ago. These particles drifted for eons and light-years until gravity and change brought them together here, now. These atoms now form a conglomerate- your brain- that can not only ponder the very stars that gave it birth but can also think about its own ability to think and wonder about its own ability to wonder. With the arrival of humans, it has been said, the universe has suddenly become conscious of itself. This, truly, it the greatest mystery of all.” ― V.S. Ramachandran, The Tell-Tale Brain: A Neuroscientist’s Quest for What Makes Us Human
To obtain a true and perfect knowledge [of the vascular system] I have dissected more than ten human bodies, destroying all the other members, and removing the very minutest particles of the flesh by which these veins are surrounded. And as one single body would not last so long, since it was necessary to proceed with several bodies by degrees, until I came to an end and had a complete knowledge; this I repeated twice, to learn the differences…
A Da Vinci drawing forom 1511 of drawings of muscles of the shoulder and arm, and the bones of the foot
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Chromolithograph of a cutaway of the male human head, with the major nerves identified.
Illustrated by H.W. Merton. From Domestic Medical Practice, published in 1913.
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Osteology, the spine, Dorsal Vertebrae
- Henry Gray, Gray’s Anatomy (1858)
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François Xavier Saint George took his own “I will” statements and burned “No You Won’t” into them using electrical wire. In his artist statement he says “As long as you think you can do something, a burning reminder blows your dream off.”
Strinse tra le braccia la disperazione.A quella disperazione accarezzò i capelli.Regalò voce. Raccontò favole.
Durante la guerra fredda i propagandisti occidentali coniarono un’immagine assai efficace per descrivere la dittatura materiale e ideologica cui erano sottoposti i paesi del Patto di Varsavia: “socialismo reale” fu chiamata. Termine di straordinaria comunicativa perché diceva tutto senza dire: di fronte alle promesse di un “radioso sol dell’avvenire”, nella sua realtà attuale e quotidiana il socialismo era solo sorveglianza del Kgb o della Stasi, penuria materiale, censura, file davanti ai negozi di generi di prima necessità, oppressione totale (o totalitaria) sotto un tallone nello stesso tempo poliziesco e ideologico (un pensiero unico sovietico diremmo oggi). Quel che caratterizzava il socialismo reale era che non potevi sfuggire, non potevi andartene, non potevi né cambiarlo, né ricusarlo. Ci pensavano i carri armati dei “paesi fratelli” a ricordarlo. Una volta spazzato via il socialismo reale e delegittimato il socialismo immaginato, l’ironia della storia vuole che oggi ci accorgiamo di vivere nel “capitalismo reale”. Anche noi siamo topi in gabbia che non possiamo sfuggire né allo spread né agli interessi del debito; anche per noi non c’è rifugio per quanto lontano dove non ci raggiungano gli esattori del nostro debito: ci rincorrerebbero anche su Marte. Anche noi dobbiamo vivere nella penuria: i greci anziani devono privarsi della sanità e gli spagnoli giovani del lavoro, per ottemperare agli ordini dei nostri “banchieri fratelli”, cui per imporre i diktat non servono più carri armati, ma ispettori finanziari. Anche noi siamo strangolati dall’ideologia.
Ed è straordinario come tutti facciano finta di credere all’idea che l’austerità serva a qualcosa mentre invece è solo la corda a cui impiccarci.
Per andare d’accordo con tutti basta non averci niente a che fare.
La paura finisce con un bastone in mano #scrittosuimuri #torino #wall
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Zond-8 Earthset, October 24, 1970.
Zond-8 flew by the Moon and returned to Earth with high quality photographs, some from as close as 1,350 km. Images were shot with the 400 mm AFA-BAM camera, on 13 by 18-centimeter frames of isopanchromatic film. A session of 20 full-Moon pictures was followed by a session of 78 lunar-surface pictures (including 17 shots of Earth over the lunar horizon). (via The Planetary Society)
The Moon by John Adams Whipple, 1857–60
In December 1849, John Whipple made his first photograph of the moon, a daguerreotype taken through the telescope at the Harvard College Observatory in Cambridge. Although he did not make the first lunar photograph in America, in terms of accuracy and aesthetics Whipple produced what were internationally recognized as the most sublime photographs of the moon. This study, made with his partner James Black, recalls the maxim in astronomy: the more clearly one can see an object in space, the more beautiful it looks.
via: Metropolitan Museum
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Non si tratta di un affaruccio privato. Sono veramente gli stupidi, è veramente l’abominio della società letteraria – di sempre, ma particolarmente di oggi – lasciar credere alla gente che per fare un romanzo basti avere una storiella privata, la propria storia. La nonna morta di cancro, una storia d’amore, bastano a fare un romanzo, ma è una vergogna, è una vergogna pensare a una cosa simile. Scrivere non è una faccenda privata, è veramente lanciarsi in una questione universale.
Gilles Deleuze
Gli uomini hanno il dono della parola non per nascondere i pensieri ma per nascondere il fatto che non li hanno.
La grafomania (mania di scrivere i libri) diviene fatalmente un’epidemia di massa quando il progresso di una società raggiunge tre condizioni fondamentali:
1) un alto livello di benessere generale che permette alla gente di dedicarsi ad attività inutili;
2) un alto grado di atomizzazione della vita sociale e il conseguente, generale isolamento degli individui;
3) una radicale mancanza di grandi cambiamenti sociali nella vita interna della nazione…
[…] L’effetto, tuttavia, si ripercuote sulla causa. L’isolamento generale crea la grafomania, ma la grafomania di massa rinforza e aumenta l’isolamento generale. L’invenzione della stampa permise un tempo agli uomini di comprendersi a vicenda. Nell’era della grafomania universale, il fatto di scrivere libri assume un significato opposto: ognuno si circonda delle proprie parole come di un muro di specchi che non lascia filtrare alcuna voce dall’esterno.
Milan Kundera
Noi diciamo una parola e annientiamo un essere umano senza che questo essere umano da noi annientato, nel momento in cui pronunciamo la parola che lo annienta, abbia cognizione di questo fatto micidiale, pensai. Un simile essere umano, messo a confronto con una tale parola micidiale, nel senso che micidiale è il concetto che ad essa corrisponde, ancora non intuisce nulla dell’effetto micidiale di questa parola e del concetto che ad essa corrisponde, pensai. […] Noi diciamo una parola, micidiale a un essere umano e, com’è ovvio, in quell’istante non siamo consapevoli di avergli detto una parola micidiale.
Thomas Bernhard
Convenzionale per definizione, estranea alle nostre esigenze imperiose, la parola è vuota, estenuata, senza contatto con il nostro profondo: non ce n’è nessuna che provenga
da esso o che in esso discenda.
Se all’inizio, quando fece la sua comparsa, poteva servire, oggi non è più così: non una sola, nemmeno quelle che furono trasfigurate in imprecazioni, contengono la minima virtù tonica. La parola sopravvive a se stessa: lunga e penosa desuetudine.
Emil Cioran
Più ci si accosta alla solitudine, più si desidera deporre la penna. Di che cosa e di chi parlare se gli altri non contano più, se nessuno merita la dignità di nemico?
Smettere di reagire all’opinione è un sintomo allarmante, una superiorità fatale, acquisita a detrimento dei nostri riflessi, e che ci mette nella posizione di una divinità atrofizzata, lieta di non muoversi più, perché non trova nulla che valga un gesto .
Emil Cioran
Di tutto ciò che è stato scritto amo solamente ciò che l’uomo ha scritto con il suo sangue.
Nietzsche
Esposto» è un bel verbo, è un participio passato in forma passiva, non implica un’azione attiva, una responsabilità. «Gli operai sono esposti»… Bella frase. Suona più pulita di «I padroni hanno ammazzato degli operai…»
Quel che lo tormentava era un’inadeguatezza delle parole, la coscienza vaga che le parole erano solo sbocchi fortuiti delle sue sensazioni.
Robert Musil
Scrivi, mi dico, alla fine troverai un destinatario. O il mittente,
Aldo Busi
Nell’asfissia del sentire, che a gara con l’altra del respiro ci soffocava le fauci, ogni parola grande stingeva, appariva una truffa di adulti. Anche la libertà, anche la verità.
Gesualdo Bufalino
Io non voglio solo parole. Se sono tutto quello che puoi darmi, allora faresti meglio ad andartene.
Francis Scott Fitzgerald
(via singingthesetears)
Uno scrittore non ha niente da dare se non quello che scrive. Al lettore non deve nient’altro che la disponibilità della pagina stampata.
Charles Bukowski
Le parole si drizzavano dentro di lui come pietre tombali e danzavano senza piedi; lui le ammassava come un’acropoli di carne, le irrorava di pioggia con un odio vendicativo finché non dondolavano come cadaveri appesi a un lampione.
Henry Miller
Sì. Il fatto di scrivere è stato importante. Ma quello che ho scritto, il risultato di questo lavoro, non ha nessun significato.
Haruki Murakami
Per non addormentarsi, per non cadere vittime di quell’insonnia che si chiama “il vivere” essi ricorrono alla droga che consiste nel mettere parole assieme, all’infinito.Questo non è un processo automatico, dicono, perché c’è sempre l’illusione che ci si possa fermare a volontà. Ma non si possono fermare; sono solo riusciti a creare un’illusione, che forse è cosa labile, ma sempre lungi dall’essere ben desti e ne attivi ne inattivi. Io volevo essere ben desto senza parlarne e senza scriverne, per accettare la vita in assoluto.
Henry Miller
Tutti hanno le loro illusioni di un tipo o dell’altro. Anche Monica voleva diventare scrittrice. Tutti stavano per diventare scrittori. Scrittori! Quanto mi sembrava futile. Tutti volevan fare gli scrittori.Scrittori! Dio, come mi pareva sciocco!
Henry Miller
Sapere che non si scrive per l’altro, sapere che le cose che sto per scrivere non mi faranno amare da chi amo, sapere che la scrittura non compensa niente, non sublima niente, che è precisamente là dove non sei: è l’inizio della scrittura.
Roland Barthes
(via miss-dronio)
E’ impossibile scrivere in pace se quello che si scrive vale qualcosa.
Charles Bukowski
(via instabileequilibrio)La posta del lavoro letterario è quella di fare del lettore non più un consumatore ma un produttore di testo. La nostra letteratura è segnata dal divorzio inesorabile mantenuto dall’istituzione letteraria tra il fabbricante e l’utente del testo, tra l’autore e il lettore. Questo lettore si trova allora immerso in una sorta di ozio, di intransitività, e, per dir tutto, di serietà: invece di essere lui a eseguire, di accedere pienamente all’incanto del significante, alla voluttà della scrittura, non gli resta in sorte che la povera libertà di ricevere o di respingere il testo: la lettura si riduce a un referendum.
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"Ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici.”
Aldous Huxley
“Io, il mio discorso l’ho fatto. Ora, a voi preparare il discorso funebre per me”.
Giacomo Matteotti (1885 – 1924)(affermazione rivolta ai suoi compagni dopo l’accusa a Mussolini di elezioni truccate dai fascisti; citato in Emilio Lussu, Marcia su Roma e dintorni, Einaudi, 1976)
“[…] La responsabilità della televisione, in tutto questo, è enorme. Non certo in quanto “mezzo tecnico”, ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere. Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre”.
Pierpaolo Pasolini
“Il miglior argomento contro la democrazia è una conversazione di cinque minuti con l’elettore medio”.
Winston Churchill
“Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. […] Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? […] Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”
Antonio Gramsci
"La Democrazia esiste laddove non c'è nessuno così ricco da comprare un altro e nessuno così povero da vendersi".
Jean-Jacques Rousseau
"Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”.
Lorenzo MilaniGli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare”.
Fabrizio De Andrè
Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola".Primo Levi
“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”.
Discorso al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale, Roma, 11 febbraio 1950
Piero Calamandrei
“Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in paradiso”.
Margherita Hack
“If there is no struggle, there is no progress.”
Frederick Douglass
“Se siete neutrali in situazioni di ingiustizia, avete scelto la parte dell’oppressore. Se un elefante ha il piede sulla coda di un topo e dite che siete neutrali, il topo non apprezzerà la vostra neutralità”.
Desmond Tutu
La parola più importante è senz’altro no. No all’intolleranza e all’ineguaglianza, soprattutto. Non dimentico parole altrettanto importanti come amore, onestà, solidarietà.
Ma per prima cosa bisogna dire di no a tutto ciò che lo merita.
José Saramago
“In nome della “libertà”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo un sistema di privilegi, basato sull’esclusione e sulla discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione. In nome della “sicurezza”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all’odio e al razzismo”.
Gino Strada
“Sono pronto a resistere con ogni mezzo, anche a costo della vita, in modo che ciò possa costituire una lezione nella storia ignominiosa di coloro che hanno la forza ma non la ragione”.
Salvador Allende
11 settembre 1973
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Gli scrittori sprecavano lunghi paragrafi e pagine in descrizioni, per costruire la trama e sviluppare i personaggi, ma i loro personaggi erano piuttosto noiosi e alla fine i racconti non dicevano granché. Non veniva detto quasi nulla delle vite sprecate della maggior parte della gente, della tristezza, della tristezza nera generale, della pazzia,... - http://progvolution.tumblr.com/post...
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…avevo capito che uno poteva lavorare tutta la vita e rimanere comunque povero; il suo stipendio spariva per comprare cose di cui aveva bisogno, piccole cose, tipo automobili e letti e radio e cibi e vestiti, che, come le donne, richiedevano un prezzo incredibilmente più alto del loro valore effettivo e lo mantenevano povero, e perfino la sua bara... - http://progvolution.tumblr.com/post...
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Le guerre e gli anni si susseguirono, come le ragazze dementi e i lavori dementi, inutili. Come si fa a raccontare di due o tre decenni buttati al vento? In un secondo. È facile. Gli anni sono fatti per essere sprecati. - http://progvolution.tumblr.com/post...
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La leggenda del santo bevitore - http://www.anobii.com/books...
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Il curioso caso di Benjamin Button - http://www.anobii.com/books...
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Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze - http://www.anobii.com/books...
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Azzeccare i cavalli vincenti - http://www.anobii.com/books...
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Il buio oltre la siepe - http://www.anobii.com/books...
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A ciascuno il suo - http://www.anobii.com/books...
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Tu precipita più in basso, nella voragine della solitudine. Perirai ugualmente, ma con la tua caduta avrai sostenuto il destino che governa la tua anima e la tua opera. Rimani solo e ricorda. Rimani solo e osserva. Rimani solo e rispondi. Non illuderti: non esistono soluzioni diverse. Rimani solo, anche a costo della vita. - http://progvolution.tumblr.com/post...
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Le braci - http://www.anobii.com/books...
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Zeromancer – Weakness - http://www.last.fm/music...
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Mano Negra - http://www.anobii.com/books...
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Il colore viola - http://www.anobii.com/books...
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Helloween – Waiting For The Thunder - http://www.last.fm/music...
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Moonlight shadow - http://www.anobii.com/books...
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Gatto e topo - http://www.anobii.com/books...
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Le opinioni di un clown - http://www.anobii.com/books...
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— Odio — ripeté Case. — Chi devo odiare? Dimmelo tu.
— Chi ami? — gli chiese la voce di Finn. - http://progvolution.tumblr.com/post...
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Neuromante - http://www.anobii.com/books...
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