Procionegobbo
Questo non è un racconto, solo un animale inventato. Magari col tempo ne arriveranno altri fino a fare un vero animalario strano. Calzombrico Lombricus soccum La scoperta di questa rara specie di mollusco è un classico esempio di serendipità. Il professor Schwachkopf dell’università di Asyl stava svolgendo uno studio statistico sul rapporto tra le fasi [...]
Un mio racconto intitolato “Il furbone” pubblicato su “O”, la rivista della scuola Omero.
Ammetto che non è un racconto particolarmente riuscito, troppo autoreferenziale, penso però che sia comunque divertente. La penna di Federico Maiorini L’alba cominciava a schiarire la stanza, se ne stava a gambe incrociate sul divano da ore, il quaderno in una mano e una penna nell’altra. Lo sguardo fisso sui quadretti vuoti del foglio. Ogni [...]
Qualcosa che gratta di Federico Maiorini Quel tintinnio metallico lo conosceva bene. La stupida coppetta era caduta di nuovo. Forse l’umidità, forse il vento che sentiva incanalarsi nelle pareti cave. Il risultato era che il mozzicone di tubo che sporgeva vicino al lavabo era sempre scoperto. Nonostante questa volta ci avesse messo anche il silicone. [...]
Il primo incontro con l’editore alla scuola è andato bene. Il racconto che ho presentato è stato pubblicato sulla rivista “O” della scuola Omero. Il batterista
(editato febbraio 2012) Le credenze religiose esistono. Ovvio no? Credenze religiose di Federico Maiorini Avevo sempre trovato un po’ strano sentire tutte le mattine la credenza della nonna pregare. Ma avevo sempre attribuito la cosa ai miei psicofarmaci, anche la dottoressa era di questo avviso. Almeno fino a quella volta che avevamo dormito insieme. La [...]
Il ritorno in una città bollente provoca strane visioni Cadavere caldo di Federico Maiorini L’estate era stata calda. Bollente. Niente di strano pensarono tutti, colpa del riscaldamento globale titolarono i giornali e mentre eserciti di condizionatori pompavano il calore fuori dagli edifici la vita sudata dei cittadini proseguiva. L’odore giunse lieve i primi giorni di [...]
Come direbbe il Dottore "Mosters are real" L’ippopotamo che canta di Federico Maiorini Sei affamato. Sono giorni che sorvegli le tue prede, dall’interno del televisore di casa. Aleggi tra i lievi campi magnetici dello schermo LCD in attesa che i tre esseri umani sul divano cedano al sonno. Sono giorni che li spii [...]
Posso essere soddisfatto del risultato. Il racconto frutto del corso base di narrativa della Scuola di scrittura Omero è stato pubblicato sul loro blog. Leggetevelo e fatemi sapere cosa ne pensate. Commentate direttamente lì Risveglio
Ho pubblicato un mini-molto-mini racconto sulla bacheca di facebook della Scuola Omero, leggetelo e nel caso vi sia piaciuto mettete un like. Il racconto è qui http://www.facebook.com/federico.maiorini/posts/10150222928272842 e per mettere il like dovete essere fan della Scuola Omero. p.s. è per un concorso
Questo episodio si è svolto qualche mese fa, ero andato nella sede della mia ex azienda per consegnare il modulo SR41 (necessario per la cassaintegrazione) quando sono stato intercettato da un collega che chiameremo A.
A mi aveva passato un contatto (chiamiamolo Coso) al quale mandare il curriculum dicendo che cercavano qualcuno con i miei skill. Mandato il curriculum non ci avevo più pensato, nessuno si era fatto sentire.
A: Ciao Fede, come va?
Io: Avanti, niente di nuovo
A: Ti ha chiamato Coso per quel lavoro?
Io: No
A: Come no? Mi ha detto che c’era un lavoro.
Io: Io l’ho mandato ma non mi ha nemmeno risposto.
A: Non hai trovato altro?
Io: Per ora no.
A: Neanche in nero?
Io: Non lavoro in nero.
A: E perché?
Quella domanda è il fulcro sul quale ruota il marciume mentale di una grossa fetta dei nostri concittadini. Sembra innocente ma è il sintomo di una civicità deviata nella quale le regole del lavoro servono solo ai fessi, nella quale l’unica tutela è il leccaculismo e l’unica virtù lavorativa è la lingua felpata.
Io non lavoro in nero, non dovrebbe essere un concetto difficile. Non dovrebbe qualcosa da spiegare.
Ieri quelli di 40k mi hanno regalato, in anteprima di un giorno sull’uscita, “L’uomo che mise fine alla storia“. E’ un racconto, scritto nello stile di un servizio giornalistico, un racconto di fantascienza ma anche un racconto storico su una parte della seconda guerra mondiale piuttosto ignorata da noi occidentali: i crimini di guerra dell’esercito giapponese in Cina, in particolare l’attività dell’Unità 731. Siamo per lo più abituati a vedere solo il lato sconfitto e nuclearizzato del Giappone nella seconda guerra mondiale, probabilmente perché il processo di Tokyo non ebbe lo stesso eco di quello di Norimberga e in particolare molte cose furono taciute o negate.
L’impalcatura fantascientifica alla base della storia è la costruzione di una apparecchiatura che permette di viaggiare nel passato come una sorta di fantasma e di assistere a quello che è successo; allo stesso tempo però la mera osservazione distrugge la traccia di quell’evento che non può più essere rivisto da nessuno. A quel punto sorgono anche delle questioni sia morali che pratiche. Chi ha più diritto ad assistere ad un determinato evento storico? Chi ne è coinvolto in veste di parente delle vittime oppure uno storico, un giornalista, un professionista della narrazione in generale? Chi ha sovranità su un evento? Chi può decidere di svelare o nascondere, magari per sempre, una verità?
“L’uomo che mise fine alla storia” è un bellissimo racconto di fantascienza, ma anche una accusa al negazionismo in generale, alla tentazione di perdonare senza ricordare bene sia le vittime che carnefici.
Un grazie a 40k per la piacevole lettura.
Chiarimento:
l’ebook mi è stato regalato e avrei anche potuto liquidarlo in poche righe su Twitter ma visto che mi è piaciuto molto è valsa la pena di dedicargli più di 140 caratteri.
La Lega si sta finalmente mostrando per quella che realmente è: un partito suv. Grosso, rumoroso, volgare, ridicolo ma che da al proprietario (l’elettore) l’illusione di possedere qualcosa di speciale e lo compensa per la scarsa dotazione genitale. Scarso senso morale nel caso del partito. Del resto è poi così strano che un partito di imbecilli razzisti votato da imbecilli razzisti sia in realtà una tale montagna di merda? Sarà sicuramente un complotto di Roma ladrona.
Sapete che mi succede quando vedo due persone che si baciano? Mi viene da sorridere.
Mi viene da sorridere perché penso sempre che sono due persone che stanno condividendo un piccolo momento di felicità. È automatico, sorrido.
E sapete un’altra cosa? Non importa di che sesso o di che età, due persone che si amano in quel momento sono belle.
Contrariamente a Giovanardi che, nella mia immodesta opinione, è un disgustoso bigotto represso.
I dipendenti Eutelia sono addirittura usciti al freddo per protestare contro il piano industriale che lascia fuori 25 dipendenti. Quando il loro capitano ne ha fatti fuori 2000 però non hanno fatto un fiato. Quando i loro colleghi hanno manifestato ad Arezzo da tutta Italia non hanno cacciato mai la testa fuori dalla sede di via Calamandrei. Sappiate cari ex colleghi che se sui giornali si parla di voi è solo perché c’erano altri, non voi, che manifestavano in tutta Italia contro i ladri e i truffatori che si appropriavano anche dei vostri stipendi. Perché le magliette e gli striscioni con scritto Eutelia erano portati con orgoglio e rabbia da altri, non da voi.
Perché le notti gelide e gli scioperi della fame sotto Montecitorio li hanno fatti altri, non voi. Perché le denunce per le occupazioni per difendere l’azienda dai finti imprenditori le hanno prese dei lavoratori, non voi. Perché il natale e il capodanno in ufficio li hanno fatti altri, non voi.
Perché ancora oggi se cerchi su qualunque giornale una foto di manifestanti Eutelia trovate centinaia di foto dei vostri ex colleghi e un paio delle vostre. Perché se chi ha distrutto, rubato e illegalmente venduto a tranci i lavoratori adesso è sotto processo o vigliaccamente latitante a Dubai non è merito vostro.
Provate a fare una ricerca su google images per “eutelia”, le vedete tutte quelle manifestazioni? Voi non ci siete mai stati.
Queste Magliette non le avete mai portate.
Il bastardo spalleggiato da una dozzina di guardie private non l’avete mai affrontato.
Ora, solo ora, protestate e vi indignate.
Non avete fatto un cazzo in tre anni.
Lo spettacolo pietoso della seduta al XIII municipio (il mio) non è un episodio esecrabile, è solo la merda che galleggia. Quello che c’è sotto è peggio.
(via Manteblog)
Ieri è iniziata la mattanza finale, cassa integrazione a pioggia sulle ceneri di Agile. Probabilmente anche la mia lettera è in viaggio. Si archivia così pezzo della storia dell’informatica italiana: Agile, per chi non lo sapesse, era il ramo d’azienda ceduto da Eutelia a fallimentaristi di professione (se vi interessa gongolate “Massa e Liori”, Omega e Landi che a me non va di scrivere altro), un ramo nel quale sono finiti i lavoratori di Getronics(Olivetti) e Bull Italia.
Dopo un anno e mezzo di amministrazione straordinaria la gare per la vendita si è conclusa e l’acquirente sta dettando le condizioni, durissime. Per carità, ne ha tutti diritti ma fa comunque male dopo tutto quello che abbiamo passato vedere gli uffici vuoti, gli armadi con ancora i nomi sopra abbandonati, i colleghi cambiare umore tra l’abbattuto per la situazione e il sollevato perché forse è davvero finita.
Oggi sono arrivato tardi quindi sarò l’ultimo ad uscire dagli uffici Agile di Roma. Chiuderò la porta senza sapere se la prossima volta entrerò per lavorare o come cassaintegrato per ritirare il modulo SR41.
Buon anno e in bocca al lupo a tutti.
A fare un bilancio degli anni passati sotto Alemanno sindaco c’è solo che da piangere, o da vomitare. Tra le poltrone nelle aziende comunali regalate ad amici e parenti, lo squallido teatrino della pajata in piazza con Bossi e la Polverini (altro cancro di Roma), la criminalità organizzata alla carica e i servizi pubblici allo sfascio ci sarebbe solo da star zitti e vergognarsi. Invece nella tipica espressione del berlusconiano “noi però siamo meglio di loro” il gerarca sindaco se ne esce con un “Roma è più pulita di Parigi”. Anche non avendo mai visto Parigi mi permetto di dubitarne, ma anche se fosse vero? È un discorso da immaturo mentale. Lui puzza più di me quindi non ho bisogno di lavarmi? Il semplice indicare uno stronzo sul marciapiede non ti rende meno merda.
Questa città puzza, spero solo non sia l’odore della putrefazione perché assomiglia tanto all’odore che immaginavo in questo racconto Cadavere caldo
Buon Natale
È un pezzo dell’internet italiana che se ne va. Un po’ dispiace, soprattutto per quei tanti blog abbandonati che il 31 gennaio prossimo spariranno nel nulla. Ho sempre considerato i blog abbandonati come dei cassetti in un vecchio armadio in soffitta: non gli dai importanza e la maggior parte delle volte sono solo pieni di polvere, a volte però nascondono tesori. Indipendentemente da chi e da come sia stato inventato, gestito, venduto e dismesso Splinder è stato un pezzo consistente della blogosfera italiana. La considero una perdita.
Quale onore, Samuele Landi (o uno dei sui lacché) è venuto a commentare sul mio blog dalla sua latitanza a Dubai. Perché ti firmi Tizio? E senza email?
Paura? E di che? Coscienza sporca?
Questo post è lungo quindi mettetevi comodi.
Una premessa. Credo nella libertà di espressione e nella libertà di professare la propria fede, qualunque essa sia. Credo anche nella libertà di prendermi gioco degli aspetti ridicoli di qualunque religione e nella libertà di qualunque credente di prendere in giro gli aspetti ridicoli dell’ateismo.
Credo anche che, in conseguenza del fatto che non tutti la pensiamo allo stesso modo, ci siano limiti sui luoghi e i tempi nei quali esercitare tali libertà.
La scuola è uno di questi luoghi. La scuola pubblica in particolare dovrebbe essere un luogo assolutamente neutrale dal punto di vista religioso, un santuario dell’etica e dell’educazione. Concetti che possono essere inclusi in una religione ma che non derivano da nessuna.
Questa neutralità è già violata grazie ai disgraziati accordi con lo Stato Vaticano i quali per chi non lo ricordasse sono opera di Benito Mussolini e Bettino Craxi, due veri esempi di etica e moralità. Poi dici che uno ce l’ha coi socialisti…
Tanto dovrebbe bastare ai cavalieri crociati moderni e invece no. Sfortunatamente per loro i tentativi di rendere l’insegnamento della religione cattolica obbligatorio o di dargli lo stesso peso delle altre materie nelle valutazioni scolastiche sono sempre falliti. Cosa hanno pensato allora? Intanto estendere quell’insegnamento, pedoindottrinamento direi, alle scuole materne fino ad un’ora e mezza a settimana e poi dove ci riescono fregarsene delle scelte e dei valori religiosi dei genitori.
Questo succede alla scuola comunale dell’infanzia “Il Poggio” di Acilia dove in totale spregio di coloro che hanno scelto di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, a tutti i bambini viene insegnato a pregare.
Tre volte al giorno, prima dei pasti.
Alzate la mano destra, l’altra sul cuore.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Signore benedici il cibo che stiamo per prendere.
Fa che non manchi mai a nessun bambino.
Grazie Gesu.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Buon appetito.
Questo è stato insegnato a nostro figlio, senza che sia stata minimamente tenuta in conto la nostra volontà di non avvalerci dell’ora (e mezza) di religione e, cosa gravissima, senza darne alcuna comunicazione. Noi l’abbiamo scoperto perché Edoardo durante una cena dai nonni ha proposto un brindisi e ha recitato a memoria la preghiera.
Ritengo tale comportamento in una scuola pubblica inaccettabile, illegale e lesivo dei diritti dei genitori.
Io e mia moglie abbiamo scritto una lettera di diffida alla dirigente scolastica, consegnata a mano il 20 settembre alla quale ancora non abbiamo ricevuto risposta se non alcune confuse spiegazioni di due maestre: …lo fanno tutti…sì anche i musulmani…è un modo di stare insieme…nessuno si è mai lamentato.
Il giorno di presentazione del Piano di Offerta Formativa, 22 settembre, la dirigente davanti a tutti i genitori rivolgendosi a noi ha detto di aver appena ricevuta la lettera e che ci avrebbe risposto per iscritto ma solo dopo aver consultato i docenti. Ovviamente “non è questo il momento di discuterne” e dopo una autoincensante presentazione è andata via per altri impegni lavorativi, assicurando la sua reperibilità sia telefonica che di presenza a scuola.
La presentazione del POF si è trasformata praticamente in un monologo di una particolare maestra col suo immancabile fischietto al collo sui meriti e i pregi della scuola, su come loro siano tutti bravi e uniti, sulla perfetta intesa tra docenti e genitori, su quanto siano fantastici i bambini che escono da “Il Poggio”.
Curiosamente quel giorno le maestre avevano anche molto da dire su Edoardo e a riunione terminata ci hanno chiamato da parte. Tra una sigaretta e l’altra ci hanno esposto la loro opinione, maturata in una settimana: Edo è molto indietro e non al livello degli altri bambini di cinque anni.
Gioca troppo a fare il dinosauro, solo i bambini più piccoli giocano in quel modo.
Non sa disegnare.
Gli mancano le basi per arrivare alla prima elementare.
Poi interpretando un autoritratto sorridente “Vede? Si è disegnato con i denti da dinosauro!”
Un disegno nel quale aveva disegnato la sua famiglia e alla quale aveva aggiunto il Signor Niente e i suoi cento fratelli è diventato un campanello di allarme.
Guardi qui, vede si è fatto delle braccia lunghe, enormi come ali. Vuole volare via.
Poi vede gli autoritratti degli altri bambini? Il suo è diverso.
Gli altri autoritratti erano tutti uguali, stesso stile. Una uniformità di omini e principesse che a me inquietava un po’.
Insomma tanti piccoli messaggi sull’inettitudine e sulla salute mentale del bambino e dei genitori.
Di base noi abbiamo fiducia nei docenti, è necessaria una fiducia iniziale per delegare ad altri una parte dell’educazione e dell’istruzione di un figlio, quindi sul momento ci siamo preoccupati e abbiamo lasciato cadere per qualche giorno la questione preghiere.
Abbiamo osservato Edoardo. Ci siamo confrontati con altri genitori. Con i nostri genitori. Con amici.
Non ci crediamo.
Non capiamo come si possa scambiare passione e conoscenza, i dinosauri sono la principale al momento ma non l’unica, con l’ossessione.
Non capiamo come il suo stile di disegno, per quanto impreciso, sia un campanello di allarme. E di cosa poi?
Se poi aggiungi che “il bambino è sempre attento, ascolta e capisce tutto” e “si è integrato benissimo e non ha problemi” la cosa diventa ancora più oscura.
Non sarà che in talune scuole si preferisce allineare i bambini verso il basso in modo da avere meno problemi?
Che un bambino che distingue tra un dinosauro e un rettile possa mettere in difficoltà? Che la fantasia nell’inventare storie originali sia un difetto?
Che usare correttamente il congiuntivo, come fa Edoardo, sia fuori moda?
E chi gli ha detto che i nonni debbano essere sposati altrimenti non possono essere nonni? E che nonna Giovanna, la seconda moglie di mio padre non può essere nonna?
E che i genitori debbano essere sposati?
Non sarà che la lettera di diffida nella quale evidenziavamo l’illegittimità e l’illegalità dei riti confessionali in orario scolastico sia stata un boccone amaro?
Grazie a Dio, a Zeus, al Fato al 23 (che a Roma è bucio de culo) si è liberato un posto in un’altra scuola statale dove Edoardo da lunedì sta facendo di nuovo l’inserimento. Una scuola dove non vengono somministrate credenze religiose non richieste, abbiamo chiesto prima, e dove speriamo trovi maestre migliori.
Venerdì 30 è arrivata la risposta scritta della dirigente scolastica, datata 29 settembre:
[…]in risposta alla questione posta all’attenzione della sottoscritta sulla pratica di culto a scuola, vi informiamo che le docenti interpellate in merito si sono dette consapevoli che la preghiera a scuola durante l’orario di svolgimento delle lezioni non è consentita dalla normativa dalla normativa vigente, e di conseguenza si regoleranno per eventuali programmazioni di pratica devozione di effettuarle al di fuori dell’orario scolastico. […]
Il grassetto è mio, per evidenziare una cosa a mio avviso grave: le maestre erano consapevoli di violare la legge. Quindi non era solo una nostra impressione, lo sapevano e anche la dirigente ce lo conferma.
A questo punto non credo che potremo far cadere la questione. Sicuramente lo faremo presente all’URP del distretto scolastico.
Nel frattempo, tre volte al giorno, i bambini de “Il Poggio” continuano a pregare?
Aggiunta a mente fredda.
Nessun merito nella vicenda va a Nonciclopedia, talvolta esilarante talvolta solo fastidiosa e volgare, ma molti demeriti agli avvocati che non hanno previsto un tale ritorno di fiamma. Prendere sul serio un articolo di Nonciclopedia e chiamarlo diffamazione è come prendere sul serio il problema delle scie chimiche e farne interrogazioni parlamentari: da idioti.
Talmente spiritoso che ha denunciato e fatto chiudere il sito della Nonciclopedia.
A Vasco ufficio legale di Vasco…mavaff
Come possiamo uscirne se il ministro della pubblica istruzione è convinta che per far passare i neutrini tra il CERN e il Gran Sasso sia stato costruito un tunnel di 750 chilometri? Talmente convinta dell’esistenza di tale tunnel da credere anche che l’Italia abbia contribuito con quarantacinque milioni di euro alla sua costruzione. (link al comunicato e backup in caso lo cancellassero)
Idiozia, ignoranza o una combinazione delle due?
Da quando l’anno scorso ho venduto il mio iLiad sono rimasto in attesa di un’occasione per ricomprare un lettore di ebook. Questa è arrivata grazie ad alcune conoscenze che mi hanno messo in contatto con una ragazza americana avida lettrice ma nostalgica della carta.
Avrei preferito un lettore con il supporto nativo degli ePub ma a 75€ un Kindle nuovo non si rifiuta di sicuro.
La lettura sul dispositivo è perfetta, lo schermo è di una nitidezza meravigliosa e, contrariamente a quello che credevo, le dimensioni dell’area di lettura sono adeguate.
E’ vero che sull’iLiad riuscivo a leggere anche i pdf formato A4 senza giocare troppo con lo zoom ma è una cosa di cui posso fare tranquillamente a meno.
Il Kindle non legge nativamente i file ePub ma la cosa non è poi così importante, acquisto solo ed esclusivamente libri non protetti o protetti da social drm quindi mi basta caricarli con Calibre per averli sul dispositivo nel formato corretto.
Come dite? Acquisto? Sì, esatto i libri li compro. Compravo quelli di carta non vedo perché non dovrei pagare quelli digitali. Il lavoro va retribuito che sia quello dell’autore o quello dell’editore.
Quello su cui non transigo sono i DRM. Sono solo una rottura di palle e lo sono solo per chi il libro lo acquista regolarmente, non certo per chi lo scarica piratato. Provate a farvi un giro nei circuiti p2p, troverete tutto quello che viene pubblicato protetto da DRM disponibile e senza protezione. Trovo assurdo che i libri, digitali e non, possano essere soggetti a licenze d’uso che limitino le mie possibilità di lettura. L’ho comprato e voglio leggerlo dove, quando e come voglio.
E’ anche il motivo per il quale non ho ancora acquistato libri sullo store del Kindle.
Sono felice di vedere che esistono editori un po’ più lungimiranti che hanno capito che le uniche arma contro la pirateria sono la qualità (intesa anche come facilità di fruizione) e i prezzi. Ne cito due tra i tanti che non usano drm e praticano prezzi umani: Newtoncompton che ha un catalogo ebook ben fornito e Fanucci che finalmente mi permetterà di leggere Dick e tutto il ciclo della Spada della Verità senza spendere un patrimonio e senza portarmi in giro dei mattoni di carta da un chilo.
Magari un giorno potrei fare una lista di editori virtuosi che pubblicano senza DRM e a prezzi decenti.
Nel frattempo se vi va leggetevi il mio racconto…costa poco e non ha DRM
qui in italiano: http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P8R.HTM
Meanwhile, in The Bible…
And just in case you don’t get the reference:
2:23 And he (Elisha) went up from thence unto Bethel: and as he was going up by the way, there came forth little children out of the city, and mocked him, and said unto him, Go up, thou bald head; go up, thou bald head.
2:24 And he turned back, and looked on them, and cursed them in the name of the LORD. And there came forth two she bears out of the wood, and tare forty and two children of them.So remember kids. Before you go calling someone “bald head”. You might wanna make sure that someone isn’t one of god’s crew. Otherwise, the all loving, benevolent super-being in the sky, just might send bears to rip you, and forty of your innocent adolescent friends into tiny, little, bits. And That’ll show ya.
NOW STOP MAKING FUN OF MY PONYTAIL AND GET OFF MY LAWN, YA LITTLE BASTARDS!!!
No ma in Italia si vive molto bene, a patto che tu non sia operaio, studente, malato, gay, pensionato, disoccupato, autonomo, precario, ateo o educato.
quoto
Era un serial killer dalla crudeltà efferata. Individuava le sue vittime e poi non faceva niente:
le lasciava dov’erano, vive, a vivere tutta la loro stupida vita del cazzo.
The Quick Brown Fox Jumps Over the Lazy Dog.
I feel like I’ve been preparing for this image all my life.
The internet is over, everyone can go home
The internet is over, everyone can go home
THE INTERNET IS OVER, EVERYONE CAN GO HOME
I
what
ohgodyes
Perfection
THE PARALLELS ARE DRIVING ME MAD
,
,
caffeacolazione: Perché i fumettisti disegnano dal vero
Why are cartoonists drawing from life
-
.
&ILOVEYOUTOO<3
SPREAD THE DAMN WORD
((…MoThErFuCkIn MiRaClEs))
Woah!
I must tell the world!
(a me su linuz non fa un cazzo)
PIGEONS FROM HELL
PIGEONS FROM FUCKIN’ HELL
Il migliore racconto di orrore puro che Lovecraft non ha mai scritto (e il cui protagonista è, di fatto, Lovecraft)
Mi dai l’occasione per dire che visto che l’ultima traduzione italiana del racconto di Howard è del 1995 (Robert E. Howard, I cicli fantastici, Newton Compton) ho deciso di tradurlo e farne un agile ebook che dovrebbe essere pronto per poco dopo la Fiera di Torino. Sperando che nel frattempo la NC non lo butti fuori nella sua collana a 49 cent.
(Btw: se qualcuno ha la puntata della serie Thriller del 1961 tratta d questa storia mi fa un fischio, che su torrent ho un solo seeder e non mi passa più)
(il fumetto invece sto aspettando mi arrivi dagli USA)
1 Write.
2 Put one word after another. Find the right word, put it down.
3 Finish what you’re writing. Whatever you have to do to finish it, finish it.
4 Put it aside. Read it pretending you’ve never read it before. Show it to friends whose opinion you…