Siccome sono figo, tentavo di mappare una popolazione su una cartina, usando gnuplot, il sommo software di plotting. Dettagli su peppelab.
Per un motivo molto semplice: vedo che succede quando li fanno a me.
È sempre più difficile scrivere risposte originali a chi fa auguri non originali, uno si trova sempre a doversi ripetere alternando faccine, puntini di sospensione, punteggiatura varia randomicamente.
Quindi, non avendo 700 frasi diverse (ma neanche 5, vah) per fare gli auguri alla gente[1], non ne faccio; rispondermi sarebbe solo una rottura di scatole, come sarebbe anche per me scrivere la stessa cosa ogni giorno su bacheche diverse.
Se dovete scrivere qualcosa, fate in modo che vi si possa rispondere in maniera diversa da un ctrl-v. È l’unico modo per essere davvero apprezzati.
Questo post sarà modificato spesso, serve a conservare snippet che voglio trovare subito, quando mi servono. Suggerimenti ben accetti.
Un documento “vuoto”:
\documentclass[11pt,a4paper]{article}
\usepackage[italian]{babel}
%\usepackage[utf8]{inputenc} % non usarlo, che \`e meglio.
\usepackage{siunitx}
\usepackage{microtype}
\usepackage[bookmarks,colorlinks=red]{hyperref}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{rotating} % quanto sono grosse, le tue tabelle--immagini?
%\usepackage{amsmath} \usepackage{amssymb} % quanta roba matematica ti serve, eh?
%\usepackage{fullpage} % vuoi il testo largo come su word?
\author{Pinco Pallino \and Paolino Paperino}
\title{Una relazione qualsiasi.}
\date{\today}
\begin{document}
\maketitle
\begin{abstract}
% Abstract.
\end{abstract}
%\tableofcontents \listoffigures \listoftables % questa riga finir\`a commentata prima di subito, se vuoi usare l'abstract descrivendo il lavoro. commentata per intero o anche a pezzi. eventualmente, figures e tables si spostano in coda.
\end{document}
Un’immagine.
\begin{figure}[htpb]
\centering
\includegraphics[width=0.9\textwidth]{filename}
\caption{ \label{fig:}}
\end{figure}
Un’immagine ruotata sul lato lungo della pagina.
\begin{sidewaysfigure}[p] % needs "rotating"
\centering
\includegraphics[height=0.9\textheight]{filename}
\caption{ \label{fig:}}
\end{sidewaysfigure}
Io mi sarei anche rotto i coglioni, eh.
E no, non dico nulla. Tanto chiunque può inventarsi tutti i fatti che vuole e rompere ancora di più.
La situazione a Fukushima, giusto per restare nel campo dei fatti, è pesante ma non tragica. Ci sono un paio di reattori con impianto di raffreddamento rotto, che vengono innaffiati con acqua di mare per raffreddarli. La “esplosione del reattore #1” non è un botto nucleare, semplicemente l’idrogeno del raffreddamento ha preso fuoco esplodendo come sua natura e distrutto il capannone attorno al terzo contenimento.
Pare che il combustibile sia danneggiato, ma il rischio di fusione del core con successiva dispersione dell’uranio fuso nell’ambiente è un rischio che si correrà solo se durante la prossima settimana non riusciranno a raffreddarlo adeguatamente. La parte difficile di ciò è trovare energia per le pompe.
La radioattività intorno alla centrale deriva dal deliberato rilascio di vapore dall’interno del reattore, per diminuirne temperatura e pressione ed evitare che scoppi. La distribuzione di ioduro di potassio deriva dalla possibilità che ci siano piccole quantità di iodio radioattivo in quei vapori.
E si, un operaio è morto, qualche altro ha preso dosi non indifferenti di radiazione che probabilmente gli accorceranno un po’ l’aspettativa di vita. Queste vittime sono di qualche ordine di grandezza meno rispetto al numero totale della catastrofe terremoto, e non mi sembra corretto imputarle interamente “al nucleare” come se fosse una cosa slegata dal terremoto.
Come sempre, se ho scritto cazzate, ditemelo.
PS: Non me ne frega nulla del piano di sviluppo nucleare italiano. È una mossa stupida, adesso che i costi sono immensi rispetto ai benefici. Penso che quei miliardi di euro vadano meglio investiti in progetti come questo, di importanza strategica per questa nazione che ha stupidamente chiuso le sue centrali.
PS2: Gli antinuclearisti che si basano sulla paura irrazionale della gente non meritano che li ascolti, mi fanno soltanto incazzare. È normale esprimere i propri dubbi e valutare di conseguenza i pro ed i contro. Ma i terroristi come loro meritano Guantanamo.
(meno male che non dovevo scrivere. eh.)
Quando Maurizio Gasparri (o qualcuno simile di simile, non ricordo esattamente chi) ha detto che per fermare le violenze sarebbero necessari degli arresti preventivi, sapeva esattamente quello che diceva.
Scegliere metodi da repressione antidemocratica non fa altro che selezionare il campo di battaglia, e il Gasparri che ha scelto uno entro il quale hanno la certezza di vincere. Infatti, questa protesta ha due modi di procedere, che vanno scelti in base allo stato della democrazia in Italia.
La via democratica. Viene scelta se la democrazia funziona ancora, e si compone di azioni non violente, agendo sull’opinione pubblica e sui membri del parlamento per convincerli singolarmente[1]. Si tratta comunque di azioni HUMINT e SIGINT[2]
La via violenta. Questa invece si sceglie quando i meccanismi democratici non funzionano più. E siccome lanciare sampietrini è una cazzata che non otterrà nulla, per ottenere il controllo di una nazione “la via violenta”, è in pratica terrorismo stragista della peggior specie. Necessario, se e solo se i mezzi democratici non funzionano più.
Maurizio Gasparri ha scelto la seconda, forte della convinzione (vera) che su quel piano vincerebbero, ma anche no: ha tutta l’intenzione di aizzare[3] i manifestanti a sputtanarsi con l’opinione pubblica, legittimando un intervento di forza.
Cosa ancora più importante: gli arresti preventivi sono solo una minaccia che non sarà attuata. Servono solo ad alzare il livello dello scontro, invitano al terrorismo facendo credere che la democrazia non funzioni più.
Ai manifestanti la scelta, adesso. La democrazia italiana funziona, oppure no?
Update. Mi ha scritto Paolo Mattiangeli. Non c’è alcuna relazione politica fra i soggetti sotto nominati; il suo è un ruolo soltanto tecnico.
L’altro giorno ero in giro sul web e vedo un messaggio di posta spammoso, proveniente da un indirizzo del dominio “maggioranzasilenziosa.com”.[1]
Questo messaggio conteneva fondamentalmente l’appello “difendiamo l’università dalla demagogia” della fondazione Magna Carta, di Gaetano Quagliarello, senatore PdL. Cambiavano pochi dettagli, come l’indirizzo a cui mandare le adesioni ed altre sottigliezze lessicali, ma l’impostazione e l’elenco di motivi restano invariati.
Una query whois sul nome del dominio porta a questi risultati:
Registrant:
Paolo Mattiangeli
Viale ***, ***
ROMA, RM 00152
IT
[...]
Registration Service Provider:
Aruba S.p.A. - Servizio Aruba.it, comunicazioni@staff.aruba.it
[...]
Record last updated on 26-Oct-2010.
Record expires on 27-Oct-2011.
Record created on 27-Oct-2008.
[...]
Il dominio è registrato dal 2008, viene citato da parecchi siti ed sempre associato con la medesima area politica.
Il registrant, la persona che ha registrato il dominio, il suo padrone, viene anche trovato, come membro del “Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva”, che sul suo sito si definisce creazione di nientepopodimenoché Marco Pannella, fra i ringraziamenti di Radio Radicale.
Ora, la domanda sorge: alla luce anche di tutte le ultime dichiarazioni di Pannella, qual è il ruolo dei radicali italiani in tutto ciò? Qual’è la posizione dei radicali in relazione alla riforma ed al voto di fiducia nei confronti del governo? Ma sopratutto, cosa aspettano ancora a prendere una posizione, qualsiasi siano le loro opinioni a riguardo?
(si, lo so che potrebbe anche non significare nulla ed i radicali avere una talpa, ma restiamo nello spazio delle domande e dell’evidenziazione delle coincidenze, eh)
Da quello che ho visto. Una serie di suggerimenti per evitare di fare troppe cazzate.
Non cercare accordi con i sindacalisti. Sono la forza più conservativa del Paese, e vedrebbero molto male qualcosa che ne va ad aumentare l’efficienza, come ad esempio “qualsiasi cosa”.
Non allearti col nemico del tuo nemico, a meno che non sia indispensabile. Farlo significa confondersi con esso. E dà al tuo nemico una possibilità incredibile di risponderti, a ragione. Se il tuo problema è l’università, confonderlo con le generiche contestazioni antigovernative (rifiuti a Napoli, operai di Termini, ecc…) sarà un suicidio. Dal tuo punto di vista ne sarai rafforzato, ma non è così: sarai diluito, accoglierai solidarietà esterna, ma non coinvolgerai i tuoi pari e fallirai inevitabilmente.
Sii pragmatico. L’idealismo non ha mai portato nulla di buono, evitalo. Poniti degli obiettivi a breve, medio e lungo termine, elabora una strategia e seguila. Controlla i tuoi risultati periodicamente, senza sopravvalutarti. Se rinviano una discussione, sarà stato perché avevano fame. Non prenderti meriti se non sono inequivocabilmente tuoi.
Sii pronto per il futuro. Tu hai il potere, adesso: cosa fai? Se non sei in grado di rispondere a questa domanda, lascia perdere. Se contesti una riforma in un campo che ne ha bisogno, devi averne un’altra pronta, almeno nei principî.
Non fare ricorso al “popolo”. Di tizî che dicono “il popolo è con me” ne abbiamo già abbastanza. È inutile decretare un’occupazione per acclamazione generale in aule stracolme, quando poi ci sono soltanto 15 persone disposte a restare a far la guardia. Votate democraticamente. Il voto per un’azione equivale alla propria disponibilità personale: rendi chiaro questo concetto.
Non caricare emotivamente senza motivo. I cadaveri caricano molto di più. Se è questo che vuoi, cerca il morto. Non incitare la folla in assemblea millantando supposte vittorie del “movimento”[1].
Non perdere le decisioni che prendete. Cerca di scrivere dei verbali delle assemblee. Non è necessario scrivere tutte le stupidaggini, ma serve ad evitare che si perdano per strada idee valide.
(io intanto pubblico, ma consideratelo una bozza)
Ed è un bene che non funzioni, per voi. Non per gli amici a cui questo non funzionare risparmia un po’ di spam.
Per. Voi.
Il non funzionare di questo script indica che il vostro browser non consente ad uno script sulla pagina principale di accedere ad un iframe, cosa che potrebbe consentire ad un qualsiasi malintenzionato di rubare i vostri cookies di sessione per un qualsiasi sito, e di spacciarsi per voi, se tale sito si affida esclusivamente a loro per l’identificazione dell’utente già loggato (sono la maggioranza).
Quindi, se vi funziona quel giochetto, preoccupatevi ed aggiornate immediatamente il vostro browser.
Ovviamente, siccome dicono che sono malvagio[1] vi darò la soluzione per usare tale giochetto anche in presenza di queste misure di sicurezza.
Io ho provato per quanto riguarda l’invito a gruppi di vecchio tipo (per le fanpage e per gli eventi funziona senza problemi). Basta aprire l’iframe in una nuova scheda cliccando sul selettore col tasto destro, e quindi “apri riquadro in nuova scheda” o simili. Per poi proseguire inserendo il coso “javascript:fs.select_all()” nella barra dell’indirizzo. Lamerozzi miei cari.
Quelli che mi seguono da un po’ (nessuno? fatevi vivi) sapranno che questo blog era da un bel po’ di tempo su netsons. Mi trovavo bene, anche se le prestazioni erano leggermente altalenanti. Ho scelto di abbandonarli quando hanno introdotto il sistema dei crediti, visto che sarei comunque durato al massimo cinque mesi, con le mie visite.
Per circa tre settimane mi ero trasferito su 000webhost, che sulla carta da tutto, illimitato: nella realtà è lento, lentissimo, e mal supporta le funzioni di aggiornamento automatico di wordpress.
Da ieri, sono qui su Altervista, scegliendo la formula dell’alterblog. Rispetto a molti altri provider di blogging hosted come wordpress.com, qui ognuno può installarsi i plugin che preferisce, modificare il tema[1] o sceglierlo fra quelli proposti[2]. Unico neo che ho trovato, fino ad ora, l’impossibilità di usare il plugin per disqus. Ma non dovrebbe essere un problema difficile da risolvere, modificando il tema in modo da usarlo senza richieste server2server, come su blogger (e non sono nemmeno sicuro di volerlo risolvere, a dir la verità).
Perché è basata su una strategia suicida. Non è una vera protesta, è semplicemente una presa d’atto delle imposizioni. Consiste nel buttarsi a terra cadaveri dopo essere stati colpiti dall’artiglieria nemica: nessuna risposta al fuoco, che sarebbe invece una fondamentale reazione.
Perché non colpisce il nemico. Bloccando le lezioni colpisci solo gli studenti, non il governo. Il governo se ne frega altamente delle università che si fermano: secondo gli ideologi della protesta il governo vuole affossare l’università pubblica, quindi, per protestare, acceleriamo il processo voluto dal “nemico”. Fantastica strategia.
(e vorrei anche continuare a scrivere, ma sono stanco. e siddiato.)
Ci sono persone convinte che il moto perpetuo esista e che un complotto di fisici lo nasconda, persone convinte che tutto venga dalla creazione e l’evoluzione non funzioni, che la medicina “ufficiale” racconti solo palle mentre solo le medicine alternative hanno capito.
«Gli alieni sono creature del diavolo: di notte mi vengono in casa a minacciare di morte»
«Purtroppo chi passa tutto il giorno a vedere programmi cretini come il Grande Fratello poi non gliene frega niente se in cielo vede un UFO».
Questo processo diede occasione a molti di riflettere sulla natura umana e dei movimenti del presente. Eichmann, come detto, tutto era fuorché anormale: era questa la sua dote più spaventosa. Sarebbe stato meno temibile un mostro inumano, perché proprio in quanto tale rendeva difficile identificarvisi. Ma quel che diceva Eichmann e il modo in cui lo diceva, non faceva altro che tracciare il quadro di una persona che sarebbe potuta essere chiunque: chiunque poteva essere Eichmann, sarebbe bastato essere senza idee, come lui. Prima ancora che poco intelligente, egli non aveva idee e non si rendeva conto di quel che stava facendo. Era semplicemente una persona completamente calata nella realtà che aveva davanti: lavorare, cercare una promozione, riordinare numeri sulle statistiche, ecc. Più che l’intelligenza gli mancava la capacità di immaginare cosa stesse facendo.
Imagine a world in which every single person on the planet is given free access to the sum of all human knowledge.
il mio migliore amico diceva sempre che la conversazione uomo-donna era overrated e che il tutto si doveva limitare a 4 parole: “me la dai?” “si”.