paolina
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[...] ho pensato che forse ha ragione quel libro di fillsofia sufi che dice che delle volte, la gente, quello che vuole, è dell’acqua un po’ più bagnata.
[...] nell’autoapprovazione c’è un elemento che la rende ridicola agli occhi di chiunque abbia un po’ di senso dell’umorismo.
Io sentire l’odore del suo respiro era come se il mondo circostante a me mi arrivava dopo essere passato per le vie respiratorie e i polmoni e i bronchi e tutti gli organi interessati di questa mia amica, si chiama Francesca, questa mia amica.
Io ero come sotto una tenda a ossigeno che mi arrivava questo mondo purificato che aveva un profumo buonissimo [...]
[Paolo Nori, Si chiama Francesca questo romanzo, Marcos y Marcos 2011]
[...] ho pensato che forse ha ragione qul libro di fillsofia sufi che dice che delle volte, la gente, quello che vuole, è dell’acqua un po’ più bagnata.
[...] nell’autoapprovazione c’è un elemento che la rende ridicola agli occhi di chiunque abbia un po’ di senso dell’umorismo.
Io sentire l’odore del suo respiro era come se il mondo circostante a me mi arrivava dopo essere passato per le vie respiratorie e i polmoni e i bronchi e tutti gli organi interessati di questa mia amica, si chiama Francesca, questa mia amica.
Io ero come sotto una tenda a ossigeno che mi arrivava questo mondo purificato che aveva un profumo buonissimo [...]
[Paolo Nori, Si chiama Francesca questo romanzo, Marcos y Marcos 2011]
[...] è tecnicamente impossibile per una donna non dirsi femminista. Senza il femminismo non avreste il permesso di dibattere su quale sia il posto della donna nella società, perché sareste troppo impegnate a partorire sul pavimento della cucina mordendo un cucchiaio di legno per non disturbare la partita di carte degli uomini in salotto, per poi continuare a sturare il water.
È un rompicapo in stile Codice da Vinci: se un uomo vi porta fuori a cena, vi tromba e poi non vi chiama più per due settimane, sta cercando di mettervi alla prova chiedendovi di risolvere un enigma che voi, grazie a un po’ di algebra, ad antichi papiri e ore di lagna telefonica con le amiche, riuscirete a decifrare per portarvi a casa il premio finale: il matrimonio.
Per una donna, ogni mise racchiude la speranza di un incantesimo lanciato per influenzare le sorti della giornata, è un tentativo di prevedere il futuro alla maniera di un oroscopo. [...] Non c’è da stupirsi se il primo pensiero di una donna, in tutte le occasioni importanti della sua vita (che sia il lavoro, la neve o il parto) si traduca nel grido semidisperato: «E ora che cosa mi metto?»
Quando un donna dice: «Non ho niente da mettermi!» ciò che davvero intende è: «Qui non c’è nulla che vada bene per incarnare la persona che voglio essere oggi».
[Caitlin Moran, Ci vogliono le palle per essere una donna, Sperling & Kupfer 2012]
E se si restava seduti a tavola abbastanza a lungo, per punizione, o rifiuto, o semplicemente per noia, non ci si alzava mai più.
Una parte di sé rimaneva lì per tutta la vita.
Come se il contatto prolungato e troppo diretto con il puro scorrere del tempo potesse segnare i nervi per sempre, come quando si fissa al lungo il sole.
Come se una conoscenza troppo profonda di ogni interiorità fosse necessariamente dannosa e impossibile da rimuovere.
(Com’era stanca e logora una casa vissuta all’eccesso).
In quel letto c’erano un sacco di respiri. Un sacco di respiri ma nessuna carezza.
E quando l’evento, il grosso cambiamento nella tua vita è semplicemente una presa di coscienza non è strano? Non c’è assolutamente nulla di diverso tranne il fatto che vedi le cose in un altro modo e di conseguenza sei meno impaurita e meno ansiosa e nel complesso più forte: non è sorprendente che una cosa completamente invisibile nella tua testa possa sembrarti più vera di qualunque altra cosa tu abbia mai provato prima? Vedi tutto più chiaramente e sai che stai vedendo più chiaramente.
Tutti cercano di correggere i pensieri, migliorare i sentimenti e lavorare sulle proprie relazioni e attitudini di genitori, invece di sposarsi e allevare figli come facevano una volta.
[...] infine – come un viaggiatore notturno giunto in una stazione ferroviaria reso meno squallida delle precedenti soltanto dalla luce fioca del mattino, dai piccoli miracoli della visibilità ripristinata: una pallida pozzanghera nel parcheggio ghiaioso, il fumo che usciva serpeggiando da un comignolo di lamiera – giunse a una decisione.
[Jonathan Franzen, Le correzioni, Einaudi 2002]
- Ma di quei frammenti di cose viste, uno che se ne fa, dopo?
- Li riordina, li dispone come stelle su un grande cartone che si chiama memoria.
- E non si possono buttare via?
- No, è impossibile. La memoria non ha un pattumiera.
- E allora cosa deve fare, uno, se non li vuole?
- Li aspetta al varco per ucciderli, come Danglard, oppure non ci bada.
Adamsberg non era un uomo emotivo, sfiorava i sentimenti con cautela, come i rondoni toccano le finestre aperte accarezzandolo con l’ala, evitando di precipitarsi dentro, tanto è difficile, poi, la strada per uscire.
[Fred Vargas, Un luogo incerto, Einaudi 2009]
Certe volte penso, ma lo penso veramente, che bisognerebbe piantarla con questa storia del parlare. Perché tanto non serve a niente. Non è questione di capirsi, fare fatica a ritrovarsi sulle cose; non è questo. È che nessuna conversazione regge l’argomento per più di un paio di battute; è la pertinenza, il problema.
[...] credo che i posti, in generale proprio, tendano a far sentire le persone inadeguate. Non ci si sofferma abbastanza sul razzismo implicito dei posti; ma i posti impongono comportamenti, discriminano gente molto di più di quanto la gente non si accorga o finga di non capire. Non è mica vero che si può andare dove si vuole. Uno semmai può circolare, cioè passare per un posto, ma se non ha niente da fare deve andarsene. Non si può mica restare, nei posti.
[Diego De Silva, Non avevo capito niente, Einaudi 2007]
Che boccata d’aria, ogni volta che diceva il mio nome. Era come se venisse estratto il mio numero alla lotteria.
Ti può far sentire così sola, vedere gli estranei fuori alla luce del giorno, che fanno compere, un giorno che non è di quelli buoni.
Staccammo i volti uno dall’altro. Baciandoci piano, più piano. Pause. Abbellimenti. Punteggiatura. Io lo tenevo ancora per le braccia, stretto. Ricòrdatelo, pensai.
Lui mi restò vicino, e mi reggeva il volto, le spalle, e mi sfiorava dietro al collo, e per un tempo che mi parve più di un’ora ce ne restammo lì in piedi a farci compagnia con le mani e le labbra e la pelle e il silenzio.
[Aimee Bender, L'inconfondibile tristezza della torta al limone, Minimum Fax 2011]
Distrugge ciò che è preciso, non ciò che forte.
«Sei diventato l’uomo che volevi essere? Cosa ti dà equilibrio? La fama? La forza? Il potere? Un giro in barca? Bere il vino fresco quando c’è lo scirocco? L’odore della melanzana fritta? Hai quello che vuoi? Hai una mano che ti accarezza la schiena quando ne hai bisogno? E allora perché non hai inseguito questa idea di pace? Perché non ti sei allenato per costruire quei lunghi pomeriggi in cui risuonano le cicale e le voci dei figli?»
«Sai cosa vorrei? Rubare il freddo dell’inverno, accussì, quando viene lo scirocco, avrai sempre un po’ di sbrizzìo di vento sulla pelle e sul cuore. Di una storia, invece, vorrei ricordare solo gli attimi prima. L’attimo prima di pescare il pesce, l’attimo prima di toccare le mìnne, l’attimo prima di assaggiare l’arancia. [...]»
È sorprendente l’insistenza con cui le donne domandano agli uomini cosa stiano pensando. La risposta, il più delle volte, è semplice, come elementare è il maschio: a nulla. [...] Non c’è nessun esercizio di logia. Ancor più stupefacente è come il maschio si senta in obbligo di fornire una risposta arguta e profonda che ne alimenti il fascino misterioso.
Le ferite della carne, ago e filo e non sanguinano più. I tagli dell’anima, invece, sono fontane di sangue.
[Davide Enia, Così in terra, Dalai editore 2012]
Sono innamorata dello smettere.
A suo modo è un’arte, se ci pensate. Smettere bene richiede un innato senso della bellezza; bisogna saper sentire il momento della svolta, proprio quando il desiderio fa la sua comparsa, quello è il momento di darci un taglio
La gente si accorge solo di quando te ne vai; se resti non se ne accorgono. È come quando si sente davvero un ronzio continuo solo dopo che ha smesso.
Tutti parlano dello shopping come di una fesseria, ma la sostanza è tutta qui. Si tratta dell’affezionarsi visivamente a un oggetto in modo così profondo che non lo si può più lasciare nel negozio.
[...] c’è qualcosa i tremendo, qualcosa di schifoso, nel guardare una persona innamorata di te che si sforza di credere a quella che tutti e due in fondo sapete che è una mezza bugia.
[Aimee Bender, Un segno invisibile e mio, Miminum Fax 2002]
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Che cosa non sopporta?
La gente, soprattutto la gente che si lamenta in continuazione. Nessuno al mondo ha tutta la sfiga che si merita quindi non dovrebbe lamentarsi affatto.
Quando un donna dice: «Non ho niente da mettermi!» ciò che davvero intende è: «Qui non c’è nulla che vada bene per incarnare la persona che voglio essere oggi».
Una volta volevo cambiare il mondo. Adesso mi basta lasciare questa stanza con un po’ di dignità.
[…] i peli determinano gli alti e bassi della nostra vita quotidiana, la programmazione di eventi sociali, talvolta l’intero corso dell’esistenza di una donna.
Un uomo pensa: Ah, devo andare a una festa la settimana prossima, sarà meglio che mi dia una sciacquata prima di uscire di casa.
Una donna, dal canto suo, visualizzerà il calendario come fosse lo schermo a mezz’aria di Minority Report, per dare il via a un ciclo di furiosa pianificazione depilatoria.
E quando l’evento, il grosso cambiamento nella tua vita è semplicemente una presa di coscienza non è strano? Non c’è assolutamente nulla di diverso tranne il fatto che vedi le cose in un altro modo e di conseguenza sei meno impaurita e meno ansiosa e nel complesso più forte: non è sorprendente che una cosa completamente invisibile nella tua testa possa sembrarti più vera di qualunque altra cosa tu abbia mai provato prima?
fai arrossire il tuo viso, aspetta che domani dal freddo esce il sole
donandogli calore tu.
fermati solo un istante ad ascoltare il vento del mare che sale
e non mi dire mai di no, e non mi dire no.
Vinicio Capossela ft Saluti da Saturno - Letami
(grazie a lei)
Quelle giornate che cominciano con un diomadonna, continuano con un vaffanculo, insistono con un macheccazzo, secondo voi, come terminano? Secondo me co sticazzi
Tutto è naturale. La luce sulla punta delle tue dita è quella delle stelle. Ogni forma di vita comincia con una spirale, di molecole e nebulose. La crudeltà, l’egoismo e la vanità sono cose noiose. Ogni sé è fatto di tanti sé. La ragione è bellezza. Quella tra luce e buio è una separazione arbitraria. La pulizia è indefinibile e naturale quanto la sporcizia. Il corpo fisiologico è puro spirito. La monotonia è follia. La frontiera è dentro e fuori. L’universo è il messia. I sensi sono divinità. Dove c’è il corpo… c’è tutto”.
Fare affidamento sui mezzi pubblici notturni al sabato sera. Si conoscono persone che sono uscite dal locale alle due, hanno raggiunto a piedi la fermata e quando finalmente è arrivata la 90 sono andate direttamente al lavoro.
E quelli che ti propongono un lavoro sottopagato, con contratto atipico, e te lo dicono col tono di chi ti fa un piacere “io investo su di te”.
Io ti investirei, invece. E una volta fatto, ingranerei la retro.
vanityfair: The Vanity Fair Oscar party was clearly not Tom Cruise and Katie Holmes’ first time at the photo booth rodeo.
non c’è niente che determini a smettere con i carboidrati come provarsi i vestiti estivi a marzo
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and all this stirring inside my bellywon’t quell my want for love, and I may swoon from all the swelling, but I won’t want for love.0 plays
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The scars of your love remind me of us They keep me thinking that we almost had it all50 plays
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manyinwonderland: collettivovoci: L’elena legge “Mille zerità” di KhenzoMusica: Jónsi “Un-named new piano song”. l’elena, il principe, l’islandese che miagola. Capolavoro.0 plays
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rispostesenzadomanda: fotonico: Eet_Regina Spektor18 plays
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collettivovoci: Oriella legge “Back to basics” diLapaolina e la paolina la ringrazia :)70 plays
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roiability: Io Leggo Sir Squonk90 plays
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roiability: violenta fiducia: Un segreto che tengo per mano.56 plays
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candyinprogress: La setta degli insonni (da “Le conseguenze dell’amore”) [candy come Toni Servillo]60 plays
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@shaina81 brava! diglielo! @deadmanwriting24 hours ago from web | Reply, Retweet, Favorite
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sudo anche dentro.
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ho detto a una di spostare la macchina dalle strisce, lei ha iniziato a insultarmi, sono arrivati i carabinieri e hanno insultato lei <3
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sono una che mi piacciono i campioncini nelle riviste.
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@LucaBizzarri (l'ho ritrovata, che 'chifo http://t.co/rfZTqotv)3 days ago from web | Reply, Retweet, Favorite
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@giudit ma infatti, magre ok, ma qui mancano dei pezzi!
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@LucaBizzarri io non saprei da che parte prenderle quelle cosce lì.
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[paolina e la moda] perché alle modelle di costumi fotoscioppano le cosce fino a farle sembrare quelle di un ragazzino delle medie? è sexy?
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#iopensoa è una settimana così lunga che domani sembra lunedì.3 days ago from web | Reply, Retweet, Favorite
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oggi in ufficio c'è quell'entusiasmo come fosse il 6 di agosto con 30° solo che domani non sei in ferie.4 days ago from web | Reply, Retweet, Favorite
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oggi è un giorno da falsificare la giustificazione, fingere un mal di pancia, mettere il termometro sulla lampadina.
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@pm10 @prezzemolo :(
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@prezzemolo stai bene, sì?
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@prezzemolo due al prezzo di uno! beata te!
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mi son svegliata alle 6, piove il mondo e questo in treno russa fortissimo nonostante gli stia tirando calci tutt'altro che involontari.
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@firstallways ma sai che è buona? :) http://t.co/KDWBcGTk
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volevo cercare uno che odio su fb ma so solo il nome e che adesso è pelato.
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piuttosto che uscire a comprarle, ho appena infornato un crostata con la ricotta al posto delle uova,
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@lasoncini ecco, non sono matta.
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sono così stanca che potete raccogliermi col cucchiaino (e buttarmi nella birra).
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Last Known Surroundings by {u'mbid': u'4236acde-2ce2-441c-a3d4-38d55f1b5474', u'#text': u'Explosions In The Sky'}9 days ago
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Take This Beach by {u'mbid': u'd8a84e4f-c79d-4469-a699-c654d1e00090', u'#text': u'Ben Ottewell'}9 days ago
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Chose by {u'mbid': u'd8a84e4f-c79d-4469-a699-c654d1e00090', u'#text': u'Ben Ottewell'}9 days ago
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