paolina
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Che boccata d’aria, ogni volta che diceva il mio nome. Era come se venisse estratto il mio numero alla lotteria.
Ti può far sentire così sola, vedere gli estranei fuori alla luce del giorno, che fanno compere, un giorno che non è di quelli buoni.
Staccammo i volti uno dall’altro. Baciandoci piano, più piano. Pause. Abbellimenti. Punteggiatura. Io lo tenevo ancora per le braccia, stretto. Ricòrdatelo, pensai.
Lui mi restò vicino, e mi reggeva il volto, le spalle, e mi sfiorava dietro al collo, e per un tempo che mi parve più di un’ora ce ne restammo lì in piedi a farci compagnia con le mani e le labbra e la pelle e il silenzio.
[Aimee Bender, L'inconfondibile tristezza della torta al limone, Minimum Fax 2011]
Distrugge ciò che è preciso, non ciò che forte.
«Sei diventato l’uomo che volevi essere? Cosa ti dà equilibrio? La fama? La forza? Il potere? Un giro in barca? Bere il vino fresco quando c’è lo scirocco? L’odore della melanzana fritta? Hai quello che vuoi? Hai una mano che ti accarezza la schiena quando ne hai bisogno? E allora perché non hai inseguito questa idea di pace? Perché non ti sei allenato per costruire quei lunghi pomeriggi in cui risuonano le cicale e le voci dei figli?»
«Sai cosa vorrei? Rubare il freddo dell’inverno, accussì, quando viene lo scirocco, avrai sempre un po’ di sbrizzìo di vento sulla pelle e sul cuore. Di una storia, invece, vorrei ricordare solo gli attimi prima. L’attimo prima di pescare il pesce, l’attimo prima di toccare le mìnne, l’attimo prima di assaggiare l’arancia. [...]»
È sorprendente l’insistenza con cui le donne domandano agli uomini cosa stiano pensando. La risposta, il più delle volte, è semplice, come elementare è il maschio: a nulla. [...] Non c’è nessun esercizio di logia. Ancor più stupefacente è come il maschio si senta in obbligo di fornire una risposta arguta e profonda che ne alimenti il fascino misterioso.
Le ferite della carne, ago e filo e non sanguinano più. I tagli dell’anima, invece, sono fontane di sangue.
[Davide Enia, Così in terra, Dalai editore 2012]
Sono innamorata dello smettere.
A suo modo è un’arte, se ci pensate. Smettere bene richiede un innato senso della bellezza; bisogna saper sentire il momento della svolta, proprio quando il desiderio fa la sua comparsa, quello è il momento di darci un taglio
La gente si accorge solo di quando te ne vai; se resti non se ne accorgono. È come quando si sente davvero un ronzio continuo solo dopo che ha smesso.
Tutti parlano dello shopping come di una fesseria, ma la sostanza è tutta qui. Si tratta dell’affezionarsi visivamente a un oggetto in modo così profondo che non lo si può più lasciare nel negozio.
[...] c’è qualcosa i tremendo, qualcosa di schifoso, nel guardare una persona innamorata di te che si sforza di credere a quella che tutti e due in fondo sapete che è una mezza bugia.
[Aimee Bender, Un segno invisibile e mio, Miminum Fax 2002]
Il tuo cuore assomiglia a un grande fiume ingrossato da lunghe piogge. Tutti i segnali stradali stati sono sommersi dalla corrente e trascinati in qualche luogo oscuro. Mentre la pioggia continua a cadere violenta sul fiume. Ogni volta che vedi ai notiziari immagini di inondazioni come questa, pensi: Ecco, dentro di me è esattamente così.
- Secondo lei la musica possiede la capacità di cambiare le persone? Cioè, può succedere che ascoltando una certa musica in un determinato momento, uno abbia intensamente una grande trasformazione?
- Certo, può accadere. Si sperimenta qualcosa, e questo a sua volta produce dentro di noi qualcosa. È una specie di reazione chimica. Poi, in seguito, esaminando noi stessi, ci accorgiamo che tutto il nostro mondo ha acquistato grandezza e profondità. A me è capitato. È raro, ma succede. Come innamorarsi.
- I ricordi ti scaldano il corpo dall’interno. Ma allo stesso tempo ti lacerano dentro.
le cose accadute sono come un piatto che si è rotto in mille pezzi. Per quanto possa tentare di incollarne i frammenti, non potrà mai tornare come era in origine
[Murakami Haruki, Kafka sulla spiaggia, Einaudi 2002]
Ma prima che se ne andasse misi la mano di nuovo sul suo collo e scivolammo in un abbraccio che dapprincipio fu goffo – ma che importava? -; insistemmo, e finimmo con lo stringerci forte l’uno contro l’altra: restai aggrappato al suo silenzio e, chiudendo gli occhi davanti alla nostra immagine riflessa nella finestra della cucina, intuii distintamente la figura di un nodo, fatto dalle tacite paure e dal mio famelico desiderio, che avrebbe resistito saldamente al peggio che il futuro ci avrebbe riservato.
[...] si era messa in ghingheri, come fa la gente quando è presa da quello strano senso delle convenienze a cui è legata la convinzione che, caso mai dovessero andare incontro al loro destino, almeno sono vestiti come si deve.
[Jonathan Coe, La famiglia Winshaw, Feltrinelli 1994]
[è un post che scrivo per me: faccio finta che il blog sia un diario, come ai vecchi tempi]
questo è l’anno che i prossimi anni dirò che bell’anno quell’anno.
è l’anno delle persone giuste nei momenti perfetti, di me che sono stata proprio brava (“ho lavorato bene” si dice in questi casi) e ne ho visto i risultati dentro al cuore e negli occhi degli altri.
ho molte meno persone vicino e sono proprio quelle che voglio. la mia famiglia è tutta stretta intorno a un piccolino che arriverà fra poco e non vediamo l’ora di scoprire se avrà davvero i piedini piccoli come le calzine che gli ho preso.
stanno tutti bene e io mi sento la più fortunata perché oggi sono qui con loro.
Restammo così per un pezzo, a capo chino, immobili e vagamente compiaciuti, come un paio di zitelle che hanno imparato a trovare consolazione nella sofferenza insondabile del mondo.
Ho sempre immaginato di poter arrivare alla saggezza attraverso una serie di causalità, come bluffando.
Forse la sorpresa più grande della vita coniugale è la sua persistente cerimoniosità, anche quando sei arrivata a conoscere il corpo e le abitudini dell’altro meglio dei tuoi.
Non mi garbava pensare che entrambe le alternative – una vita fuori misura, pericolosa, o una vita tranquilla da salariato – conducevano prima o poi allo stesso vago disagio, allo stesso convincimento che la nuova generazione avrebbe dovuto migliorare la propria sorte
Il guaio di un’unione tranquilla è che non accetta di spezzarsi – non succede mai che l’ingiustizia o la crudeltà creino un’apertura dalla quale, senza sentirsi in colpa, si possa entrare in una nuova vita. Si vive di piccole cose: una cucina disposta esattamente come tu la volevi, pomodori che maturano su viticci che hai piantato e legato con le tue mani.
“Un tipo pensieroso, credo,” [...] “Uno di quegli individui silenziosi e umorali che la gente definisce ‘difficili’, intendendo dire in realtà che sono dei rompicoglioni.”
Le persone che sono state oggetto di cure affettuose non possono immaginare quanta libertà ci sia nell’essere cattive.
[Michael Cunningham, Una casa alla fine del mondo, Bompiani 2003]
Capisco che in fondo a poter riempire quel contenitore imperfetto che è la scrittura, sono solo ricordi e pensieri altrettanto imperfetti.
[...] di regola non prendeva mai in mano un libro se lo scrittore non era morto da almeno trent’anni.
Come fai se no a fidarti? diceva.
“Con questo non voglio dire che non mi fido della letteratura contemporanea in assoluto. È solo che non vorrei sciupare del tempo prezioso leggendo opere che non hanno ricevuto il battesimo del tempo.”
Per ogni ferita che io possa averti causato, ne ho causata una uguale a me stessa. Perciò, ti prego, nom odiarmi. Io sono una persona imperfetta. Molto più di quanto non immagini. E proprio per questo nom devi odiarmi.
[Haruki Murakami, Tokyo Blues Norwegian Wood, Feltrinelli 1993]
Ricordati che le cose che ti entrano in testa poi ci restano per sempre, gli disse. Forse dovresti rifletterci.
Però certe cose uno se le dimentica, no?
Sì. Ci dimentichiamo le cose che vorremmo ricordare e ricordiamo quelle che vorremmo dimenticare.
Tutte le cose piene di grazia e bellezza che ci portiamo nel cuore hanno un’origine comune nel dolore.
Nascono dal cordoglio e dalle ceneri.Domanda: che differenza c’è fra ciò che non sarà mai e ciò che non è mai stato?
[Cormac McCarthy, La strada, Einaudi 2007]
[...] la vita moderna ci ha privato delle risorse tradizionali, e ha creato una situazione in cui ci aspettiamo da una sola persona quella protezione e quei legami emotivi che un tempo erano garantiti da una molteplicità di reti sociali. Le relazioni intime fra adulti sono sovraccariche di aspettative. [...] Viviamo a chilometri di distanza dalle nostre famiglie, non frequentiamo più gli amici di infanzia, e veniamo regolarmente sradicati e trapiantati. Tutta questa discontinuità ha un effetto cumulativo. Portiamo nella nostra relazione sentimentale una vulnerabilità esistenziale quasi intollerabile… come se già l’amore di per sé non fosse abbastanza pericoloso.
L’infanzia è stata santificata al punto che non sembra più ridicolo che un’adulta si sacrifichi interamente per sostenere lo sviluppo senza macchia e senza dolore della sua prole: una macchina da allevamento disponibile ventiquattr’ore su ventiquattro. È una bella differenza rispetto ai tempi in cui i figli erano considerati prima di tutto risorse economiche per la collettività, e le donne ne partorivano molti nella speranza di tenerne qualcuno. Non ricaviamo più lavoro dai nostri figli; oggi ne traiamo significato.
Al margine di ogni coppia vive il terzo. È il fidanzatino del liceo di cui ricordiamo ancora le mani, la cassiera carina, il bel professore con cui flirtiamo quando andiamo a prendere nostro figlio a scuola. Il terzo è il sorriso di un uomo sulla metropolitana. È la spogliarellista, la pornostar, la prostituta, anche se non l’abbiamo mai toccata. È quello su cui fantastichiamo facendo l’amore con nostro marito. È quella che puoi trovare sempre più spesso su internet. Reale o immaginato, incarnato o no, il terzo è il fulcro attorno al quale la coppia trova l’equilibrio. È la manifestazione del nostro desiderio verso ciò che è oltreconfine. È il proibito.
[Esther Perel, L'intelligenza erotica, Ponte delle Grazie 2007]
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Chi fa un lavoro come il mio impara in fretta una cosa, e cioè che il primo a lamentarsi ha quasi tutte le colpe. Si chiama coda di paglia e ehi, non l’ho inventata io: questa cosa la sappiamo tutti, da tutti i punti di vista.
Il tuo cuore assomiglia a un grande fiume ingrossato da lunghe piogge. Tutti i segnali stradali stati sono sommersi dalla corrente e trascinati in qualche luogo oscuro. Mentre la pioggia continua a cadere violenta sul fiume. Ogni volta che vedi ai notiziari immagini di inondazioni come questa, pensi: Ecco, dentro di me è esattamente così.
Ricordati che nella vita bisogna sempre andare avanti, chiusa una porta si apre un portone, chiuso il portone sei fuori dal mio condominio e vai a rompere il cazzo a qualcun altro.
(via yomersapiens)
desiderare che la gente non sia cretina è troppo, ma almeno per una volta nella sua vita si facesse i cazzi suoi, lasciasse in pace il prossimo senza additarlo, senza avere sempre una cazzo di opinione, perché qua abbiamo sempre tutti un’opinione, un giudizio su tutto, qualcosa da dire, siamo opinion dealers, E SANTIDDIO pensavo che mia madre fosse spaccapalle, ma quanto mi ero sbagliata, quanto poco conoscevo il mondo.
vediamo bene nelle parole di De Falco, di là dai meriti personali e dai doveri d’ufficio, quel che, senza essere eroico, deve valere per tutti: un rigore e un’inflessibilità alla quale in troppe circostanze della vita non siamo più abituati. Dal genitore troppo condiscendente, al professore troppo comprensivo, fino al politico troppo cedevole verso gli umori dell’opinione pubblica, vediamo assai di rado qualcuno che agisca senza esitazioni né incertezze: qualcuno che sappia qual è il suo dovere, sappia che è chiamato a farlo e lo fa, senza tante storie.
We all have secrets we keep locked away from the rest of the world - friendships we pretend, relationships we hide.
But worst of all is the love we never let show. The most dangerous secrets a person can bury are those we keep from ourselves.
Sagittario. Ormai ne sono quasi sicuro: il senso della vita è una cosa a metà strada tra rubabandiera e 1, 2, 3 stella.
insomma tutto questo per più di un mese fa si che già adesso non ne può più nessuno, commessi e clienti. hanno tutti perso l’aire, la cortesia entusiasta dei primi giorni, la felicità coatta ed irrazionale e la sensazione mentre ti trascini fra un reparto e l’altro è che loro ti sputerebbero volentieri in faccia piuttosto che vederti e vorrebbero morire fino all’anno nuovo. tu di tuo pagheresti anche un po’ di più del prezzo pieno solo per non dover collezionare tessere e tener scontrini con cui comperare altre robe collo sconto e sentire l’altoparlante che smista masse in questo o in quel reparto ed in fondo in fondo se ti sputassero in faccia li capiresti anche e gli daresti pure la mancia.
Lindsay Lohan photographed by Mario Testino for Vanity Fair, February 2006
Figadì contribution
La violenza in Europa è la prima causa di morte per le donne tra i 14 e i 44 anni. Su tre donne che perdono la vita in Italia, una è stata uccisa dal proprio partner
Oggi è la giornata internazionale contro la violenza alle donne.
Un pugno in faccia. Dannato silenzio! | Il blog del direttore
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sono rotta fuori e distrutta dentro.5 hours ago from web | Reply, Retweet, Favorite
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«mi stai sul cazzo» «almeno mi consideri speciale!» [quando la donna non comprende neanche i messaggi più diretti]5 hours ago from web | Reply, Retweet, Favorite
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@sybelle eravamo tristi, adesso va meglissimo! (ho deciso di lasciare in ufficio il mio ologramma e vado a casa)6 hours ago from web | Reply, Retweet, Favorite
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@Foxarts anche troppo #drink :) @heyplasti @robcip @eta @red_milano @funkysurfer @ladedi @fabiolalli
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@r0by lo sto comprando. subito. adesso.12 hours ago from web | Reply, Retweet, Favorite
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@Tettoso sei matto?14 hours ago from web | Reply, Retweet, Favorite
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oggi si accettano tutti i consigli per superare l'hangover (perché pare sia solo giovedì).
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@fabiolalli grazie a te per la bella serata! @La_Dedi
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quando descrivono le facce sui libri io me le immagino solo con le cose descritte. tipo: aveva gli occhi grandi = faccia senza bocca e naso.35 hours ago from web | Reply, Retweet, Favorite
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