LaCosta began his artistic career
Nel 1969, nasce General Idea.
I tre fondatori, Feliz Parts, Jorge Zontal, e AA Bronson, vivono e lavorano insieme generando quel pensiero artistico che per anni, e ancor oggi, ispira e trova rappresentazione nei media moderni, sopratutto se si pensa al concetto di “Viral”.
Nel 1972 fondano la rivista FILE magazine, il cui motto è “An alternative to Alternative Press”.
I temi più trattati: Aids, linguaggi mediatici alternativi, architettura, archeologia, recensioni e personalissime analisi dei programmi tv ed in generale della “mass culture”.
Se vi interessa e siete in zona, fino al 30 aprile 2011 potrete vedere una loro retrospettiva dal titolo Haute Culture, presso il Musée d’Art Moderne di Parigi.
Mi sembra ieri: davanti al monitor, con una manciata di colori, carattere dopo carattere (in codice ascii, ovviamente), ad illustrare le “home di sezione” dell’Antanisoft BBS del mitico Coletta (ma quanto sono vecchio???).
Già… mi sembra ieri.
Oggi, l’evoluzione tecnologica nella digital communication, e sopratutto nel modo di comunicare di tutti i giorni, sforna prodotti, idee e strumenti a ritmi incalzanti:
internet semantico, internet delle cose e la bilancia che fa la spia su FB; autovetture per twittare al volante, il frigo che ti scrive in riunione “le uova si sono schiuse” e le consolle che ti fanno sudare; GUI, NUI, BUY or DIE e Pervasive UX; Social Network, click & share, le raccomandazioni di Linkedin, i Poke di Facebook e i badge di FourSquare; l’irrinunciabile 3D e l’immancabile HD; l’iPad, l’iPhone e le App; il dashboard del Mac, le foto, gli acquisti e i pranzi geolocalizzati; l’HTML 5, Android e il mobile, i geek, i nerd, i visionari, le KPI e il Cloud Computing, e chi più ne ha più ne metta…
Lavorare in un qualsiasi campo che abbia a che fare giornalmente con questi argomenti vuol dire cercare, studiare, capire, elaborare, intuire e testare.
E questo per almeno 5-6 ore al giorno, per ogni giorno che continueremo a fare questo lavoro che ci piace, ma al tempo stesso, ci consuma e ci stanca, ci dà soddisfazioni e delusioni.
Mutamenti destabilizzanti? Con che velocità continuerà a cambiare il quotidiano e fino a quando riusciremo a gestire questi cambiamenti? Riusciremo a stare dietro a tutto questo? Per quanto velocemente possa cambiare il mondo che ci circonda, per quante tonnellate di tecnologia futile ma indispensabile possano mai esserci vomitate addosso… Lei sarà sempre lì, come il giorno precedente.
Immutata e rassicurante.
Nonostante la vostra “seduta creativa” con l’iPad sulle ginocchia, mentre iShitNow twitta in rete la vostra regolarità intestinale… la carta igenica vi darà sempre un grande messaggio: i gesti semplici della vita, quelli, non cambieranno mai.
Spero.
La londinese Murmur Records sfodera per i suoi singoli questo design d’ispirazione minimal, misterioso e dark al tempo stesso.
Un utilizzo impeccabile del bianco e del nero rendono il layout perfetto: quando l’idea e le capacità realizzative vanno a braccetto, la semplicità vince.
Image Spark is a great resource for creating online mood boards—particularly useful if you are working with a company that requires high-level brand definition.
Giorni fa, attivando il mio account Tumblr e una serie di “add-on”, quale ad esempio Disqus per i commenti, mi sono reso conto dell’attuale quantità di servizi, utility e web apps, delle più disparate tipologie, che richiedono collegamenti, accessi e condivisioni. Tutto vuole connettersi con tutto.
La confusione mentale generata, a volte anche per il più smart degli utenti, è equiparabile, per usare la più bassa delle metafore, al momento della scelta di un operatore mobile o adsl. Che chiunque voglia lanciare il proprio “social tool”, dichiarato essenziale al momento del rilascio, è comprensibile.
Che faccia “figo” essere subito presente nel nuovo “micro sistema” e possedere un accesso al nuovo tool, pur senza attenta valutazione, anche.
E’ una mia personale opinione, ma ogni piattaforma sulla quale creiamo un account, e dalla quale attiviamo connessioni ed interscambio di informazioni, diventa un “pezzo” della proiezione della nostra persona nella rete, e questa persona è più reale ed efficace nel suo essere presente in questo spazio virtuale, più di quanto lo fosse in un sotto-sistema futurista quale era (perché ormai di passato si tratta) l’avatar creato in Second Life: mondo alternativo (per vite alternative) nel quale diverse aziende hanno voluto essere presenti anche con ingenti investimenti, senza rendersi conto che lo stesso investimento avrebbe migliorato la più importate delle presenze in rete. Quella vera.
Tornando al discorso dei nostri account collegati, che danno vita al nostro “essere” in rete, ed osservando e studiando con attenzione quello che quest’ultima ci offre, possiamo renderci conto che anche l’aspetto “caratteriale” della nostra presenza viene definito dalla scelta di un tool piuttosto che di un altro nello svolgimento della stessa funzione: un esempio ne è la scelta tra un Posterous o un Tumblr, piuttosto che un WordPress, nell’ambito dei blog. Ben vengano, quindi, i competitor (come è il caso di GnuSocial e Diaspora vs Facebook) affinché questa presenza online non risulti omologata e indossata come una divisa.
Nel mio caso il mio portfolio è su Behance, le mie amicizie su Facebook, idee e scarabocchi su Tumblr, colorite esternazioni o scoperte da condividere su Twitter, la mia personale collezione di vinili su Picasa, i miei mixati su SoundCloud ed infine la mia storia professionale sul ben noto Linkedin. Insomma c’è tutto e potrebbe esserci di più. Quindi quale miglior modo per raccontarsi, pardon per “esistere”, in rete se non quello di un aggregatore di servizi? Con un minimo di criterio logico ed una immagine coordinata e curata dei vari “tasselli” (da aggiungere a logo, biglietto, carta intestata, cartoncino americano etc.). Infine, pare essere arrivato un altro pezzo importante da aggiungere alla “web personality”: la memoria. E’ infatti imminente il lancio di Memolane, che diventerà la nostra “memoria digitale” rendendo i ricordi social navigabili attraverso timeline e connessioni.
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