Massimiliano Calamelli
Programmer, book lover, writer wannabe, always on.
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Massimiliano e l'incapacità di di fare un pacco regalo un poco più che guardabile.7 hours ago from web | Reply, Retweet, Favorite
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Ci ho il dispiacere per non aver fatto la foto con il telo da bagno sulla sabbia, era pure caldo oggi
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@dottorblaster è il mio 404 standard :)
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8:03, secondo caffè, stacce, fa rima e c'è (cit) (@ Area di Servizio Bevano Est) http://t.co/30mGFc69
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Spatashing zanzaree
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Ho ripreso la reflex dal check-up periodico, è belliffima e pulitiffima *___*
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[Blog post] : Un paio di shortcut da tenere a mente http://t.co/n2EBGfM3
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[La potenza del cinema] nella mia testa il legame tra AC/DC e Iron Man è ormai indissolubile.
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Tento di sfogare contro il sedile dell'auto una improvvisa voglia di pogo, ma il risultato non è soddisfacente.
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Io un giorno voglio andare a vedere i cannoni per usano sparare alle nuvole.
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@dessisa sì dai miei tutto ok. Un collega ha avuto parecchi danni. È un senso di pesantezza generale.
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Una giornata che fatica a decollare, schiacciata da un cielo grigio e piovoso, appesantita dagli eventi del weekend.
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Ho comprato *volontariamente* dei calzini in tinta con le scarpe. Da qui a "fescion bloggher" il passo è breve, brevissimo.
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@ilariapic ROTFL :D
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@ilariapic @RobGrassilli @aghigi @cchiaramars @chiara75 @dplastino @enzofalace @kirdan @lcolantoni @lghinelli fuckyeah la Pigna!
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@ilariapic STAI FORSE DICENDO CHE SON VECCHIO??? (faccina)
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[Del programmare serate] Non capiamo una fava dal 19758 days ago from web | Reply, Retweet, Favorite
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Freschetto, anzichenò.
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Un internato dell’ex ospedale psichiatrico di Sassari..
Vincenzo Barreca
- Apollo: "Okay, Houston, we've had a problem here"
- Houston: "Uh... are you sure? What kind of problem?"
- Apollo: "Ahahah, no, ok, I'm just joking"
- Houston: "Be serious, please"
- Apollo: "Ok, I APOLLOGIZE"
[…] e non posso suonare la chitarra, perché mi fa male il tendine, e non riesco a scrivere, perché mi fa male il cuore. […]
Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Sempre meglio che sulle donne sposate.
[…] Non mi ricordo, dici, raccontamela di nuovo, e io, ogni volta, ricomincio, cercando di rallentarmi, di prenderti per mano e portarti nei posti in cui sono stata, farti vedere quello che ho visto, sentire quello che ho sentito. Poi succede che arrivi alla pagina dell’oggi e, per quanto tu possa andare veloce, la pagina del domani è ancora lì, incollata, devi armarti di pazienza e di un tagliacarte per poterla leggere, sempre che sia già scritta – questo non lo so. Per non parlare della pagina del dopodomani, o di quella che racconta la mia storia tra un mese, o tra un anno. […]
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collettivovoci: Clockwise legge “Nuove Parole” diNeonbible Musica: Streets of philadelphia - Bruce Springsteen42 plays
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camilke: Pane e pomodoro, da Ricette immorali, Manuel Vàzquez Montalbàn. In sottofondo A quièn le importa di Alaska. E tanti auguri a Grushenka!60 plays
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collettivovoci: Verah legge “l’origine del mondo” diValentina Maran40 plays
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collettivovoci: Peppemar legge “Sei scappata perché era brutto tempo” di Azael50 plays
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collettivovoci: Il cagnolino rise (F.Ruggieri) legge “Non correre” di Emanuele Vannini - Van deer Gaz daSchegge di liberazione Post scriptum: vuoi inviarci un contributo vocale? Manda il tuo mp3 a collettivovoci@gmail.com60 plays
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collettivovoci: Madamepsychosis legge “I baci nello specchio” diMillimetrica80 plays
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collettivovoci: Chiaralice NiñaDeGB legge “Che non so spiegare” di Zales42 plays
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collettivovoci: Batchiara legge “Lettera d’amore n° 1045 diIpathia in sottofondo “Viaggio di notte” di Roberto Cacciapaglia La voce, le parole, la musica. <3170 plays
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collettivovoci: Tony legge “Ho cominciato” diMillimetrica41 plays
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collettivovoci: Benedetta Torchia Sonqua legge la Cicatrice di Batchiara da Cicatrici, Barabba Edizioni 2011Cicatrici- l’ebook - Barabba Edizioni 201151 plays
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batchiara: Batchiara legge “Lettera d’amore n° 1045” di Ipathia Succedono cose nella tua vita. Succedono catastrofi naturali e allagamenti e terremoti di cui io non so nulla, se non solo che ti portano via da me. Tu corri fuori a controllare, e io non so nemmeno dove sia questo fuori: so solo che mi dici “esco fuori a controllare che pare si stia allagando tutto” e questo per me significa che non avrò le tue parole per un momento, breve o lungo, è indifferente. So solo che mi avverti di quel che accade e io non ti chiedo nulla, perché l’unica cosa che mi riguarda è che ti accadono catastrofi per cui non stai con me. La misura della tua assenza e della tua presenza su cui io non so indagare. “Non mi chiedi mai nulla” mi dici, sorridendo. E io ti spiego che non è per disinteresse, che non è per egoismo. Non ti chiedo nulla perché la tua vita con le sue gioie e le sue catastrofi non è mia, non mi riguarda. Vorrei che mi riguardasse. Lo vorrei tanto. Vorrei chiederti notizie e darti un po’ delle mie preoccupazioni, vorrei prendermi qualche responsabilità sul tuo stare bene e il tuo essere felice e darti un appoggio per quando sei stanco di rimediare alle catastrofi. Ma tutto quello che sono autorizzata a sapere è se ci sei o no. Non i motivi. Non i motivi per cui non ci sei, soprattutto. Quelli vengono per ultimi, assolutamente ultimi. Se dovessi iniziare a chiederti qualcosa inizierei a chiederti i motivi della tua presenza. Perché ci sei? Ti chiederei, quanto hai intenzione di esserci? No, non per intensità, quello lo so. Ma per durata? Quanto ti fermi? Quando te ne andrai? Ti va di restare? Ti chiederei di restare. Ti chiederei di stare con me, sempre. E tu mi diresti che non puoi. O che non vuoi, che poi è uguale. E dovrei allora chiederti il perché e tornare così ad indagare sulla tua assenza. Per questo non ti chiedo nulla. Mi basta sapere che ti succedono delle catastrofi, dei terremoti, degli allagamenti, delle eruzioni vulcaniche e delle invasioni di cavallette che ti portano via da me per qualche minuto, per qualche ora. E io non voglio sapere se sono anche io una piccola catastrofe che ti è successa e che ti ha portato via altrove, da qualcosa, da qualcuno. Facciamo delle cose insieme. Secondo me siamo capaci. Facciamo delle cose insieme. E quando non possiamo essere insieme non facciamoci domande. Abbiamo catastrofi a cui rimediare senza diventare noi stessi una catastrofe l’uno per l’altro. Vorrei. Non fraintendermi. Vorrei. Essere il centro del tuo universo per cui quando piove e tutto si allaga tu corri fuori a controllare. Per me, per farmi stare asciutta e al sicuro. E io ti passerei gli stracci e i sorrisi e ti terrei al sicuro dai venti e dalle frane, soffierei via i tornadi e schiaccerei i terremoti con i piedi. E tu mi abbracceresti senza dover più scappare fuori ed avvertirmi della tua assenza. Perché saremmo insieme davvero davvero e non avremmo bisogno di giustificare le sparizioni momentanee. Lo vedi? In ogni caso non servirebbe farti domande e indagare. Niente. Per ora resto qui, dall’altra parte delle tue responsabilità. Resto qui al caldo e all’asciutto. Spero solo che quando tu sarai fuori, lontano da me, a controllare le catastrofi e gli allagamenti, tu sia al sicuro. E al caldo, e all’asciutto. Anche se non dipende da me.E se non ho il diritto di sapere se lei è abbastanza da tenerti vivo in mezzo a tutte queste catastrofi non voglio avere il dovere di preoccuparmi. Grazie però per avermi avvertito. So che posso ancora aspettarti, so che poi tornerai da me. Nell’assurdo tentativo di non volersi prendere responsabilità e non voler sapere nulla di quel che accade nelle assenze reciproche siamo riusciti comunque a creare uno spazio di sincerità. Io da qui non voglio mai tornare indietro, mai.Però se mi dicessi “chiedimi tutto e sarò per sempre tuo” io ti risponderei “raccontami tutto e sarò per sempre tua”. (in sottofondo “Viaggio di notte” di Roberto Cacciapaglia)70 plays
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batchiara: collettivovoci: LEGGI CHE TI PASSA Manuela legge un brano da “Persuasion” di Jane Austen Libro amatissimo, bellissima lettura.30 plays
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collettivovoci: LaSaccolegge“Cicatrici d’Amore”di Nastjadall’ebook Cicatrici- Barabba Edizioni60 plays
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collettivovoci: LEGGI CHE TI PASSA Fatacarabina legge “Nonna” da Trilogia della città di K. di Agota Kristof (R.I.P.)10 plays
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collettivovoci: Giorgio B. legge “Sperare mi fa sentire come i cigni delle giostre che girano in tondo con un numero sotto il culo aspettando di essere pescati” diEcudiélle sottofondo è del Zarbang Trio The Void…What is the Hearth www.zarbang.com10 plays
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collettivovoci: LEGGI CHE TI PASSA Benedetta Sonqua legge “Proviamo anche con Dio/non si sa mai” capitolo 8 da “Hanno tutti ragione” di Paolo Sorrentino, ed. Feltrinelli, Milano 2010.41 plays
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collettivovoci: LAsacco legge “I miei libri” diLo scorfano20 plays
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collettivovoci: Massimiliano Calamelli (Mc) legge “La lista dell’attesa” di Intweetion50 plays
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batchiara: collettivovoci: Il Maestro legge “La Paura” diJacklord in sottofondo, A Perfect Circle - Annihilation (e la pioggia) Il Maestro ha una voce splendida60 plays
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intweetion: sumiresullosputnik: io, di mestiere - di intweetion [Mi leggono con la voce e io non so mica troppo bene cosa dire.] Eh, la gente lo fanno, a volte :)50 plays
Posts
[Più che un post è un post-it, ci segno sopra un paio di cose da ricordare]
* Chrome
Shift+Ctrl+T -> riapre l’ultimo tab chiuso, nella medesima posizione
* Esplora Risorse (Windows 7 di sicuro, Vista non so)
Shift+R-Click in una cartella -> nel menù pop-up appare la entry per aprire una console nella directory relativa al R-Click
Akille ha detto tutto, lo quoto e non aggiungo altro.
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La spiaggia è deserta, nonostante il sole sia sufficientemente forte per far togliere la felpa e restare in t-shirt. È tutto uno spennellare di muri e ringhiere, un avvitare dadi e bulloni ai giochi per i bambini, uno spazzare e rastrellare sabbia. E tutto questo in un silenzio quasi assoluto, interrotto ogni tanto dai versi dei gabbiani o dal rombare, in lontananza, di qualche moto che si arrampica su per il promontorio. Dai che ci siamo.
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Primo esperimento significativo con Arduino Uno, qualcosa che va oltre il classico “Hello, world” con annesso blink del LED giallo.
Inizialmente mi sono accontentato di montare qualche componente esterno direttamente su due pin strip infilate nei connettori della scheda, ma la scarsa stabilità del sistema mi ha fatto desistere, e così ho acquistato cinque Proto Shield, cioè un circuito stampato preforato (tipo una scheda millefori) e preformato per essere sovrapposto alla board Arduino Uno. Ed ecco il circuito iniziale, riportato nel proto shield.
C’è un trimmer collegato ad un ingresso analogico, un dip switch a due vie collegato a due ingressi digitali, e due LED ad alta luminosità (per rendere il tutto più figo) collegati a due uscite PWM. Il loop principale del firmware funziona così: leggo il valore relativo al trimmer, e uso il valore per pilotare in PWM i due LED, solo se il corrispondente pin del dip switch è su ON, altrimenti spengo il LED. Inoltre, se la variabile legata al debug è vera, invio sulla seriale il valore letto sul trimmer.
Ecco il firmware.
#include "dimmer.h"
#include <SoftwareSerial.h>
#define LED_R 10
#define LED_V 11
#define TRIMMER A0
#define DIP1 5
#define DIP2 6
boolean debug = true;
int brigthness = 0;
//The setup function is called once at startup of the sketch
void setup() {
pinMode(LED_R, OUTPUT); // Red LED, output
pinMode(LED_V, OUTPUT); // Green LED, output
pinMode(DIP1, INPUT); // 1st switch
pinMode(DIP2, INPUT); // 2nd switch
if (debug) Serial.begin(57600);
}
// The loop function is called in an endless loop
void loop() {
brigthness = analogRead(TRIMMER);
if (digitalRead(DIP1)) analogWrite(LED_R, (int)(brigthness / 4));
else analogWrite(LED_R, 0);
if (digitalRead(DIP2)) analogWrite(LED_V, (int)(brigthness / 4));
else analogWrite(LED_V, 0);
if (debug) {
Serial.print("Brigthness: ");
Serial.println((int)(brigthness / 4), DEC);
}
}
Nel breve termine vorrei: 0] legare il debug ad un tasto fisico, invece che ad una variabile hard-coded; 1] verificare se tramite una coppia trasmettitore / ricevitore IR si può mettere in piedi un sensore di prossimità; 2] pilotare una barra LED usando il minor numero di pin; 3] (il vero obiettivo) interfacciare la board ad una macchina radiocomandata, in modo da sfruttare la meccanica e l’elettronica di base preesistenti.
Ogni volta che ci passo, sulla Romea, penso la stessa cosa, ovvero che mi piacerebbe percorrerla su due ruote, magari in bici, per potermi fermare senza problemi e fotografare la miriade di cose che passano davanti agli occhi. Paesaggi, specchi d’acqua, e tutta una serie di edifici commerciali risalenti agli anni ’70, chiusi e abbandonati da decenni, decadenti e affascinanti allo stesso tempo. Sarebbe senza dubbio un viaggio atipico, però questa cosa mi manca, un viaggio senza meta, anzi, meglio, un viaggio che è Viaggio e Meta allo stesso tempo.
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Domenica ho accompagnato la settenne al Carnevale di Crevalcore (BO), (sì, sono arrivati un po’ lunghi con i festeggiamenti, ma solo per motivi puramente organizzativi) e ci sono un paio di cose che volevo raccontare.
Il hijab.
Se non sai cosa è, guarda qui. Ce ne erano tante di donne e ragazze velate in questo modo, con colori sgargianti e disegni elaborati. Perfettamente inserite in quel clima festoso. Ma tante proprio. Soprattutto se si considera che Crevalcore conta 13mila e rotti abitanti. È una osservazione puramente statistica, questa, e da dietro l’obiettivo della macchina fotografica ho avuto la forte impressione di trovarmi in un paesino in cui le due culture si sono bene integrate. Le donne più grandi erano assieme ai loro figli e compagni, mentre quelle più giovani giravano in gruppi, spesso misti. Non fosse stato per l’abbigliamento, non c’erano differenze rispetto alle famiglie degli indigeni. È stata una bella impressione.
Le maschere, quelle per l’ossigeno.
Il mio pomeriggio di festa ha subìto uno scossone, ad un certo punto. Il carro dei colleghi, sul quale si trovava la settenne, assieme agli altri carri ha percorso per tre volte un circuito attorno al centro cittadino. Io seguivo, o precedevo, a seconda dei momenti, la carovana a piedi, cercando qualche soggetto da fotografare. Insomma, ad un certo punto, in una strada secondaria, tengo l’occhio nel mirino per mettere a fuoco l’ennesimo lancio di coriandoli e mi accorgo che nell’edificio alla mia destra, dietro una grande vetrata, ci sono molte facce che guardano la strada. Stupito mi sposto per evitare il riflesso sul vetro, e capisco al volo che si tratta di un ospizio. Le facce, tutte rugose, corrispondono ad altrettanti anziani, quasi tutti su sedie a rotelle, buona parte con la maschera dell’ossigeno. Non mi è chiarissimo perché le mascherine mi abbiano colpito così tanto, probabilmente perché erano maschere di tristezza, contrastanti con le maschere di allegria che indossava la gente, oltre il vetro, nella strada. Quella vista lì, improvvisa, quei tubicini, quegli occhi vacui, non mi aspettavo tutto questo, e mi sono gelato, bloccato.
E niente, il carnevale alla fine è stato bello, mi sono divertito anche io che generalmente sopporto a fatica questo tipo di eventi, e qui, se interessa, c’è il photoset completo.
Sono quasi arrivato a casa, l’ultima galleria, poi lo svincolo, poi ci sono. Il traffico è intenso, come non lo vedevo da parecchio qui, forse solo d’estate. Entro nella galleria trascinato dalla corrente di questo fiume di auto, con la vista che si occupa a tenere sotto controllo gli stop delle auto che mi precedono e con la testa sovrapensiero, ripensando ai giorni trascorsi fuori casa. E procedo così, con le lampade gialle della galleria che si susseguono abbastanza velocemente, lampade stop pensieri, lampade stop pensieri, lampade stop pensieri. Però madonna non passa più sto tunnel, penso, sarà la stanchezza ma mi pare più lungo del solito, vabbè proseguo, ché non posso fare diversamente. Lampade stop pensieri, lampade stop pensieri. No c’è qualcosa che non va, sta durando veramente troppo, non è che mi sono sbagliato e sto più indietro rispetto a dove pensavo? Non mi pareva, ho pure visto il cartello. Poi, in fondo, più avanti, vedo finalmente la fine delle lampade gialle, e il cartellone luminoso dice “Ci scusiamo per il disagio, siamo stati costretti ad allungare temporaneamente la galleria”. Finalmente sono fuori, rallento e imbocco lo svincolo.
[Una doppia epifania stamattina, ché già è raro ricordare cosa sogno, e in più interpretarlo così facilmente, non succedeva da un pezzo]
Il ritorno dalla capitale mi permette sempre di passare una buona quantità di ore con la mia musica preferita. Ora l’autoradio trasmette un vecchio album live dei Tesla, “Five Man Acoustical Jam”. A parte le canzoni, ho trovato un’altra cosa che mi mette i brividi: l’esplosione del pubblico quando riconosce la canzone che sul palco si accingono a suonare. È un crescendo, che parte dagli urletti di incoraggiamento quando Frank Hannon si mette a cazzeggiare con le corde della chitarra, ed esplode quando sotto al palco si accorgono che inizia a suonare, ad esempio, “Cowboy modern day”. È una cosa che ti fa venire voglia di esserci anche tu, sotto quel palco.
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Evernote, strumento che permette di archiviare note di vario tipo, mi piace sempre più. Uso la versione desktop nei miei PC, mentre nello smartphone ho installato l’app Android, e ho tutto, sincronizzato, a portata di mano. La segnalazione di oggi è relativa ai case study che vengono pubblicati nel blog di Evernote, esempi dai quali si possono prendere spunti per modi d’uso. C’è il vignettista, l’avvocato, la caporedattrice, e così via. Li trovo esempi interessanti.
Posts
- Ah, la nostalgia, signoramia! Ricordi i bei tempi andati delle cassettine?
- Minchia, certo che mi ricordo, era la mia arma segreta con le sbarbe, “Ti ho fatto questa cassetta, se oggi pomeriggio sei a casa passo e magari la sentiamo assieme, ti va?”
- Vecchio porco! Io invece ricordo che andavo sempre a rompere i coglioni al DJ del Roxanne – tanto per impilare nostalgia su nostalgia – per avere la cassettina della serata, ché Youtube ancora non c’era e alcuni pezzi non sapevo come recuperarli.
- Oh ma sai che l’ho fatto anche io a Ca’ de Mandorli? Soccia eravamo troppo furbi!
- Se vabbè, come no. Comunque volevo dirti che ho trovato un sito che ti permette di fare una cosa simile, anzi te ne ho fatta una di esempio, ci sono dei pezzi mitici del periodo Isola nel Kantiere, la trovi qui sotto!
- Soccia ci sei proprio rimasto, all’Isola nel Kantiere, va la! Comunque dopo l’ascolto, promesso, adesso ho su gli Smiths.
[*] la citazione, se non l’hai colta, viene dal periodo in cui RadioDJ era ancora ascoltabile. Ah, la nostalgia!
MC
Mi aveva già stancato il mondo dei “Mashup“, con quel loro proliferare a velocità vorticose nella rete.
Tu pensa quanto poteva avermi stancato una come Lana Del Rey!
Tanto.
Poi, scivolato con le chiappe sulla sedia del mio studiolo, in un periodo di pigrizia senza pari, trovo questa cosa qua:
The Reborn Identity, tuttosommato un’autorità nel mondo Mashup&Remix, mescola This charming man degli Smiths con Videogame di Lana Del Rey.
Lo fa tremendamente bene.
Io, pur avendo passato gran parte dell’adolescenza canticchiando, con tanto di fiori in mano e sculettamenti vari, migliaia di volte il brano dei quattro di Manchester, da qualche giorno sono rapito da questo “giochino”.
Trovo che in rete, spesso, si possa trovare quel “Supermercato dell’arte” di cui parlavamo QUI.
E ho poche altre parole. Davvero.
Qui sotto, anche se molto più banale, trovi anche il video.
Stay tuned,
Daffy
Click here to view the video on YouTube.
Non sarebbe tutto più facile se ognuno di noi arrivasse con un libretto delle istruzioni? Come un frigorifero o una macchina fotografica.
Certo, forse sarebbe meno divertente, ma di sicuro più semplice.
Così sai com’è che funziono. Mica perché sei tonto, è che siamo tutti ingranaggi.
Il progetto è di Marina Abatista, lo trovi qui. L’idea è interessante, così come la modalità, la doppia foto. Bello.
MC
Si chiamano Ludica Industria 33.
Sono forse l’ennesimo ed autoincensato collettivo artistico?
Non so.
Di loro si sa poco o niente.
Non hanno un manifesto.
Non producono azioni eclatanti.
Non amano apparire alla televisione generalista.
Io, ovviamente, ci sono finito in mezzo. Ma ancora, non so quali e quante persone ne fanno parte.
Forse sono la nuova “P5″?
Bah?!?
Per ora sconvolgono il mondo del web 2.0, rilasciando in rete un filmato che promuove una riflessione profonda sulla condizione mai facile dell’uomo post-contemporaneo.
Lo intitolano “Tina“.
Sì ma, una volta colta la profondità della sceneggiatura e la cruda realtà portata all’eccesso dalle immagini fin troppo esplicite, rimane una domanda a cui a tutt’ora non si può dare risposta:
Chi sono questi Ludica Industria 33 ?
Ma soprattutto, che cosa vogliono ???
Daffy
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Mi sento un po’ arrugginito.
Siamo già quasi alla fine di gennaio e non ho ancora ascoltato un disco datato 2012.
Non ci riesco. Ma non mi dilungo sui motivi, che probabilmente, non li so. Certo, fatico a trovare qualcosa che mi incuriosisca davvero.
Rispolvero cose, allora.
Scartabello.
Trovo.
Ma anche questo è uscito sul finire dello scorso anno.
E’ l’omonimo Ep di esordio dei pesaresi Seaside postcards.
Della attuale scena pesarese, particolarmente prolifica nell’anno appena passato, ne abbiamo già parlato da qualche parte, e se non lo abbiamo fatto noi, lo hanno fatto sicuramente in tanti, forse troppi.
La differenza tra questo bell’esordio autoprodotto e il resto dei gruppi citazionisti di certi anni ’80 in chiave new wave, sta essenzialmente nel fatto che in queste 5 tracce il citazionismo si fa respirare insieme ad una certa atmosfera di disincanto senza pretese di volerne attualizzarne il contenuto.
Sembra quasi che il terzetto marchigiano, pur essendo alla prima prova insieme, abbia già indirizzato il proprio lavoro verso radicali pendenze tra le più riverberate, umorali e poco battute discese a mare che si ricordino tra le migliori interpretazioni nebbiose provenienti dalla perfida Albione fine ’70 – inizio ’80.
Il tutto senza farti troppo pesare il pur trito e ritrito mood “Sezione ritmica cupa e incalzante e chitarra onirica”.
Adesso, prometto, smetto di farmi delle seghe.
Torno in me.
Ascolta Seaside postcards QUI
L’Ep è bello.
E’ molto bello per chi comunque, come me, quel maledetto “Sezione ritmica cupa e incalzante e chitarra onirica”, lo porta dentro di sé e non potrà fare a meno di esserne spesso rapito.
Stay tuned
Daffy
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Non ho molto tempo per scrivere. Che sarebbe bello analizzare le bocciofile viste come “sottocultura“, come l’underground dell’invecchiare ad esempio. Analizzandole dal punto di vista del difficile confronto tra generazioni.
Ma non ho tempo.
Poi che cazzo ne so io del rapporto tra generazioni..
Infatti mi sbrigo subito, posto il video del nuovo “singolo” tratto da Mezze stagioni dei genovesi Ex-Otago. Alla fine, dopo un sondaggio effettuato tra i “produttori” dell’album in questione (QUI trovi la vicenda), hanno optato per girare un video sulle note di “Figli degli hamburger“.
Ah, sulle bocciofile, sull’ironia della necessità della socializzazione, sullo scontro generazionale…dice già tutto il video.
Ma proprio tutto.
Io sto in silenzio.
Daffy
The video cannot be shown at the moment. Please try again later.
Sì, che se sei feticista dei giochi da tavolo “alla tedesca”, su BSW, di sicuro ti scoppia la testa.
Boom!
Su questo capolavoro di sito, si parla solo in tedesco e inizialmente può sembrare ostico..ma all’interno, se vuoi giocare online, puoi chiedere l’aiuto ad uno dei tanti “tutor” italiani..e in qualche minuto ti aiuterà a comprendere i giochi ed il funzionamento del sito. Ci sono decine di giochi dentro, tutti sullo stesso stile.
I giochi da tavolo “alla tedesca” sono quei giochi di società che si riassumono in poche ma ben distinte caratteristiche: Componentistica di qualità; Partite dalla durata modesta; Regole semplici; Diversi elementi di tattica e di strategia; Meccaniche funzionali al gioco in famiglia ma molto solide; Capacità di adattarsi a regole “fatte in casa” al fine di diminuire la componente fortuna.
Io mi sto appassionando a Carcassonne…però per dire, sul sito trovi anche il gioco della corsa dei camion eh…altro passo!
Daffy
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Loungissimo!
Contro il logorio della vita moderna.
Il bisbetico domato:
Pestate 4-5 foglie di salvia;
4 parti di Campari;
1 parte di vino bianco;
5 parti di succo d’arancia rossa;
ghiaccio;
Shakerare a lungo il tutto, sino a renderlo quasi una mousse. Servire.
Daffy
Chissà che non sia la volta buona che riprendiamo davvero a compilare con cura l’agenda di eventi contenuta QUI?
Non lo prometto affatto.
Beh, intanto nella pagina di “Stimoli in arrivo”, gli stimoli nei pressi delle 2 torri, te li puoi andare a vedere con calma, certo ti segnalo almeno che venerdì prossimo c’è Federico Fiumani che presenta il disco nuovo al Locomotiv di Bologna…io anche se ho la febbre a giorni alterni da ormai più di un mese…credo proprio che ci andrò.
Stay tuned
Daffy
Nel momento in cui questo blog compiva un anno, il mese scorso, c’erano da stilare le solite classifiche annuali degli album più riusciti, cosa che noi, per antiche tradizioni, non facciamo e non credo faremo mai.
Piuttosto ci guardiamo indietro e riconosciamo che, avendo perso lo smalto dei ventenni e ormai anche quello dei trentenni, l’ambizioso progetto di Stimu:lable è arrivato al limite del fallimento. Poi, ecco, ci piace comunque l’idea di portarlo avanti, sperando in un fancazzistico domani, in modo da poterlo aggiornare con più metodo.
Detto questo, anche se non si fan classifiche, ci si ritrova spesso a parlare della musica dell’anno passato.
“Ciao. Tutto bene?”
“Sì. Benissimo. Tu?”
“Medio, grazie”
“Ho visto che ascolti ancora tanta roba”
“Hai visto? Mi piace ancora. Sì”
“Cosa ti è piaciuto quest’anno?”
“Boh, tanta roba..posso dirti cosa non mi è piaciuto. Posso dirti che Bon Iver riesce a fare dei pezzi decisamente sopra la media, ma tutto l’album mi addormenta”
“Lo immaginavo che non ti fosse piaciuto. Fai fatica a farti piacere da subito i cantautori o le robe dai lontani echi folkeggianti, no?”
“…Ma come cazzo parli?!?”
“Fottiti. Non è così?”
“Beh, sì, mi conosci, è così…però guarda sarà l’età, è la prima volta che mi entusiasma un disco dei Wilco..non lo so perchè, l’ho ascoltato una prima volta, mi è sembrato semplice e ben fatto, abbiamo fatto amicizia subito.”
“Ecco, infatti questo non me lo aspettavo, non ti sono mai piaciuti i Wilco..”
“Beh, questo lavoro invece mi è piaciuto. Non mi sono piaciuti i modaioli…non mi piace Drake, già meglio forse i Shabazz palaces, ma in generale questa cosa che l’Hip-hop sia entrato nel circuito indie..boh? Mi lascia perplesso. Ho sempre avuto difficoltà ad ascoltarlo l’Hip-hop, e sono molto ignorante, incapace di giudicarlo per bene, sono rimasto alle Posse italiane e ai De la Soul!”
“Ah, sei andato a vederli al T.P.O.??”
“No…ero malato.”
“Minchia! Ti perdi la metà dei concerti invernali tu”
“…Facciamo pure i 2/3…”
“Senti, lo so che tanto questa cosa di non fare le classifiche è solo snobismo..che ti piacerebbe tanto farle anche a te, ma che impiegheresti almeno 30 notti insonni perchè non saresti sicuro se quel determinato album lo metteresti alla posizione 8 oppure alla 9. Lo so che è solo il tuo modo per essere alternativo tra gli alternativi, per apparire strano tra gli strani, cagacazzo tra coloro che cagano il cazzo!!…Quindi perchè invece di dirmi cosa non ti è piaciuto, mi dici cosa ti è piaciuto? Puoi anche non darmi classifiche precise…che lo so che se no staremo qui fino a domani”
“Acida”
“No, realista. Ti conosco troppo bene, stronzetto. Lo so che sei schiavo del tuo snobismo come pochi altri al mondo!”
“….Tu scopi ancora con la maglietta indossata, ma senza il reggiseno?”
“No, quello piaceva a te. Solo a te. Credo di avere delle belle tette, di solito piacciono. Non le nascondo più.”
“Ah!…e hai cominciato anche a mangiare dei chiodi?!?”
“No dai…è che ho un po’ fretta, però mi è sempre piaciuto un casino sentirti parlare di musica. E’ l’unica cosa a cui ti sei appassionato in vita tua, e mi fai sempre scoprire delle cose interessanti. Mi piacciono sempre i tuoi gusti.”
“Non sopporto quando tenti di addolcirmi la pillola…comunque, beh, nonostante quel che si dice in giro, a me non hanno fatto impazzire Joseph Arthur e il nuovo degli M83, loro li preferivo prima, adesso mi sembrano maragli, non mi è piaciuto affatto David Lynch e i Zola Jesus, beh, fatico a sentire un clone di Siouxsie e a recensirla come un’altra persona! Certo l’album era più che discreto per un vecchio fagiano come me…Insomma, credo invece che dell’anno passato ci si debba sempre portare con se l’album dei Destroyer, una sorpresa, è curatissimo, fenomenale. Livello altissimo per l’album dei Battles, anche quello lo devi avere per forza, mamma mia se son bravi! Se non ce l’hai devi prenderti il nuovo degli Explosion in the sky, che sai quanto poco li ami..però hanno fatto qualcosa di un po’ più complesso, mi hanno stupito! Sempre in ambito post-rock, niente male i Mogwai e i vecchi Jesu. Album più che dignitosi! Mi sono piaciuti i GusGus, fanno house commerciale, niente di più…ma suona bene e ti viene da rimettere il disco da capo. Di assoluto trovo anche il lavoro dei Fleet foxes e di Atlas Sound, un grande lui. Poi ecco, per finire sulle cose un po’ più pompate, più commerciali, beh, non mi è dispiaciuto affato l’album dei Real estate. Semplice, ma proprio bello! E poi, la sparo grossa…a me non sono dispiaciuti nemmeno i nuovi Rapture!…Ma questo non dirlo a nessuno eh..e poi l’Italia…c’è stata tanta roba in Italia quest’anno…credo che tu debba avere per forza Dente e soprattutto gli Ex-Otago..un piccolo capolavoro, davvero. Se vuoi quello te lo vendo io?!?…Può interessare??… Va beh, ok, ecco fatto il tuo elenco. Avrò dimenticato qualcosa, ma hai fretta e io dopo questo sproloquio mi sento già molto più maraglio di prima..”
“Beh, i Wilco, i Mogwai, i Battles e i Fleet foxes li ho già…gli altri che hai detto, lo sai che li recupererò. Soprattutto questi Destroyer! Hai usato un tono diverso per descriverli…li comprerò.”
“Ok, ora vado io..devo fare alcuni aerosol mucolitici…”
“Capisco..”
“Ciao. Ci rivediamo l’anno prossimo di questi giorni eh..”
“Spero di sì. Stai bene. Ciao.”
“Ciao. Ah, ho dimenticato Washed out e gli Welcome back sailors!!…”
Vacca boia! Alla fine ho fatto quasi una classifica anche io…beh, almeno di buono c’è che l’articolo l’ho fatto in ritardo.
Ottimo.
Stay tuned
Daffy
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