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Master in Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di Eventi dell'Università degli Studi di Firenze


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March 26, 03:35 PM

Nel periodo buio della Seconda Guerra Mondiale, i paesi europei, divisi dai propri interessi economici e sociali, ma allo stesso tempo uniti nel combattere il nemico tedesco, decisero di allearsi nella ricerca della pace. Fu così che nel 1945 – dopo la Conferenza delle Nazioni Unite, durata all’incirca due settimane – nacque l’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, con il fine di ristabilire la pace mondiale. Oggi l’UNESCO, con i suoi 195 Stati membri e 8 Stati associati, continua a far sentire la sua voce, con perseveranza e determinazione.
Dall’8 al 13 marzo 2013, Lucca e Firenze sono diventate sedi del 33° Executive Board della Federazione Mondiale dei Club, Centri e Associazioni UNESCO (WFUCA), riuniti per presentare il documento di proposta dell’11 marzo – anniversario del disastro nucleare avvenuto a Fukushima nel 2011 – come Giornata Mondiale per l’Etica Globale. A Firenze, durante il convegno “Il Linguaggio Universale della Musica e dell’Arte per un’Etica Globale” sono intervenuti Cristina Acidini, Mr Genc Seiti, Patrick Gallaud, Sergio Givone, Eugenio Giani, George Cristophides, Eiji Hattori  – insignito di una medaglia speciale proprio durante questa occasione – e Andrea Jengo, i quali si sono espressi sui temi dell’Etica e della mondializzazione, sotto la direzione attenta e premurosa di Marialuisa Stringa, Presidente del Centro UNESCO di Firenze ONLUS e della Federazione Italiana dei Club e Centri UNESCO. Tra i presenti al convegno anche l’étoile Carla Fracci.

Globalizzazione dovrebbe significare ricerca di un punto di contatto, un incontro volto alla condivisione di valori etici e morali, tra i quali il rispetto per la cultura, da trasmettere attraverso l’educazione e la comunicazione. L’Etica è il modo di vedere e vivere la nostra vita, è ciò che facciamo di noi stessi. Storia, arte, scienza e tradizione: sono questi i valori che debbono trainare il carro della Pace, senza mai lasciarne le briglie, interagendo ed entrando gli uni negli altri fino ad arrivare ad acquisire un unico linguaggio, di tipo universale. In occasione dell’incontro tenutosi a Firenze proprio lo scorso lunedì 11 marzo, non a caso sono stati scelti due palazzi, simbolo della storia, dell’arte e del prestigio culturale, capaci di varcare ogni confine, fino a diventare patrimonio dell’intera umanità: il Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio è stata la location ‘d’eccezione’ della mattina, la Sala Luca Giordano ed altre sale di Palazzo Medici Riccardi – altrettanto meravigliose – sono state le sedi pomeridiane.
Questi luoghi, così come tantissimi altri, in Italia e all’estero, devono poter essere difesi, conservati e valorizzati, anche attraverso progetti nuovi e creativi, perché ricchi di tradizione e di storia, perché ricchi di noi.

Un’altra tematica, approfondita in uno dei workshops del pomeriggio, è stata proprio “L’Etica nella gestione dei Beni Culturali. Etica, Innovazione, Economia della Cultura per il Rilancio dei Beni Culturali”, affrontata dal Presidente della Fondazione Florens, Giovanni Gentile. Gli altri workshops hanno visto impegnati nella ricerca di un’Etica Globale anche il mondo dell’educazione, rappresentato da Paolo Orefice, Direttore della Cattedra Transdisciplinare UNESCO per lo Sviluppo Umano e la Cultura di Pace; l’artigianato e le arti minori, a cura di Vasco Galgani, Presidente della Camera di Commercio, e di Giampiero Maracchi, Presidente dell´Osservatorio Mestieri d'Arte, con l’intervento dell’imprenditrice Guia Rossignoli; l'arte sacra, a cura di Monsignore Timothy Verdon, Direttore dell'Ufficio dell'Arte Sacra dell'Arcidiocesi di Firenze e del Museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore; infine l’economia e in particolare l'impresa sociale, a cura di Cristiano Ciappei dell’Università di Firenze, col contributo di Riccardo Di Virgilio e di Novella Mori.

“E’ giunto il tempo di inquadrarci dentro una nuova etica per salvare il nostro ecosistema globale, passando dal vecchio paradigma ad uno nuovo, dalla cultura del possedere alla cultura dell’essere”. Queste le bellissime parole di Eiji Hattori, che incita a ritrovare i valori trasversali, quei principi comuni a tutte le culture del mondo, per far sì che dalla “civiltà della forza” si passi alla “civiltà della vita”.

                                                                          Diletta Santoni
Roberta Occidente Lupo

March 25, 05:44 AM

Mi torna in mente una delle prime lezioni che ho frequentato all’università. In cattedra una giovane donna che avrà avuto qualche anno più di noi che ci segnala che l’assenza del professore è solo apparente. Sbigottiti ci guardiamo intorno non capendo il significato di quell’affermazione. Continua a spiegarci che il professore non è ritardo, anzi ha già iniziato la lezione. Ormai convinti che si stesse prendendo gioco di noi intercettiamo i suoi sguardi complici con un signore di mezz’età seduto fra i banchi ai quali nessuno aveva dato troppo importanza. Ecco il professore! Seduto fra i suoi alunni per comunicarci che per comprendere qualcosa devi entrare dentro quel “qualcosa”. E lui era fra noi, aveva abbandonato il suo punto di vista da docente ed aveva provato ad essere con noi, tentativo decisamente stimolante.

Questo episodio è riaffiorato alla mia mente l’altra mattina al convegno “Aspetti comunicativi e interculturali nell’insegnamento delle lingue. Cittadini europei dal nido all’università” avente come tema centrale l’interculturalità, ossia riconoscere che l’insegnamento di una lingua non è semplice insegnamento di una tecnica di comunicazione ma deve essere trasmissione di una cultura, immergersi e lasciarsi contaminare dal diverso, comprendere che la diversità è ricchezza fondamentale di cui far ampio tesoro. A tal proposito interessantissimo l’intervento della professoressa Paola Celentin, docente dell’Università di Verona, la quale ha descritto quando siano favorevoli quei contesti domestici dove i figli possano apprendere non due lingue, bensì due culture, devono lasciarsi contaminare un po’ dalla madre, un po’ dal padre. Ne uscirà un frutto decisamente diverso ma estremamente ricco.
È fondamentale “non dare pesci ma insegnare a pescare” denuncia il professor Paolo Balboni, docente dell’Univesità Ca’Foscari di Venezia, in un successivo intervento. Ribadisce che non è sufficiente insegnare a parlare una lingua, è necessario conferire i mezzi per sostenere una discussione che mostri avere contenuti. La lingua deve essere lo strumento che mette in contatto due culture, costruire un incontro tra le culture.

Mentre seguivo attenta gli interventi del convegno mi sono ricordata il nome del professore che si era confuso tra noi studenti. Giovanni Bechelloni, autore del libro “Diventare cittadini del mondo”, dove spiega come imparare a pensare il mondo come luogo dove culture diverse potrebbero ampiamente convivere contaminandosi arrivando a costituire un’unica sfera pubblica grande e coesa. Sarebbe sufficiente riuscire a creare una comunicazione interculturale efficace e per questo è fondamentale partire dall’asilo nido,  insegnando che il diverso non è nemico ma amico, fino alle università dove si trasmetta che la lingua straniera non è solo esercizi  di grammatica sui libri, ma saper esporre, saper chiedere, saper richiedere aiuto in caso ci si trovi persi in un paese straniero.

Elisa Poggesi

March 25, 05:46 AM

È una realtà multiculturale quella attuale, fatta di viaggi reali come nel caso dei flussi di immigrazione o di viaggi alla scoperta sé stessi. Il viaggio implica apertura, curiosità e scoperta. Scoperta di altre culture e di altre identità.

Il fenomeno del multiculturalismo ha portato a ripensare la società e la scuola non più in un’ottica omologante, ma come luogo delle opportunità e delle occasioni per favorire le diversità culturali.
E se è vero che la lingua è il primo elemento per il contagio culturale, l’insegnamento delle lingue straniere a scuola può essere un modo per entrare in una dimensione educativa più interculturale.

È stato questo il tema del convegno che si è tenuto a Firenze lo scorso 14 marzo, dal titolo “Aspetti comunicativi e interculturali nell’insegnamento delle lingue: cittadini europei dal nido all’università” e che ha visto la partecipazione di alcuni fra i più importanti esperti del settore.
Ad aprire l’evento è stata Clara Vella, presidente Anils (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere) di Firenze, introducendo i primi termini per un’educazione interculturale: reciprocità, confronto e coesione sociale.
Un’educazione che inizia sin da piccoli. Ne è esempio il progetto English every day di Beatrice Salvadori che prevede, oltre alla presenza di madrelingua inglesi, cinque ore d’inglese la settimana già dalla prima elementare.
Sì all’inglese, ma anche ad altre lingue. Secondo Paola Celentin bisogna sostenere un’educazione plurilingue come risposta alle diversità linguistiche e culturali europee e per i vantaggi che ne traggono i bambini, come lo sviluppo di capacità pragmatiche.
Poi è stata la volta di Paolo Balboni che ha spiegato che insegnare le lingue significa contribuire a superare l’idea che esista solo una cultura facendo sì che le persone possano scegliere se i modelli che scoprono attraverso un’altra lingua sono più soddisfacenti di quelli italiani.
A chiusura della giornata si è passati al tema della gestualità raccontato da Pierangela Diadori. Non sono solo le parole a comunicare ma anche il linguaggio del corpo che accompagna quello verbale e in alcuni casi lo sostituisce.
I gesti sono parte integrante della comunicazione e presenti in ogni cultura, è quindi di fondamentale importanza conoscerli e comprenderli per evitare malintesi.

Gesti, lingue, civiltà e culture: è il viaggio alla scoperta dell’altro e alla ricerca di noi stessi, verso luoghi e persone, un viaggio che supera le frontiere internazionali e i confini immaginari della propria mente.

Debora Lischi

March 20, 01:30 PM
Lunedì, ore 10,30, arrivo all’aeroporto di London City ; è la prima volta che viaggio sola. Una volta atterrata, seguo i cartelli scritti in inglese per il ritiro del bagaglio. Fin qui ci siamo, per fortuna che “mastico” un po’ l’inglese. Ritiro il mio pesantissimo trolley dal rullo bagagli alla maniera di uno scaricatore di porto, dopodiché chiedo ad un desk di informazioni come e dove poter prendere navette e/o treni dall’aeroporto per il centro città. M’incammino pregando che qualcuno parli italiano, tanto per facilitarmi le cose e: “Buongiorno, vorrei sapere se...” mi fermo, poiché l’impiegata sembra essere piuttosto interdetta, rifletto sul come riformulare la domanda, ed  intanto esordisco dicendo “Do you speak English or French?” le uniche lingue di cui conosco il minimo essenziale, o meglio, che poche frasi; continuo “Est-ce que vous savez where bus station is?”. Momento di silenzio, ripenso a ciò che ho detto - non ha senso ovviamente, o meglio potrebbe averlo per me - ma per mia fortuna sembra che abbia capito; è una donna dai capelli grigi, giunonica, ma dall’aspetto materno, prende una mappa, e mi chiede se ho bisogno di arrivare a Londra. Devo dire di aver capito quasi tutto, dico quasi perché qualche parola mi è sfuggita – normale data la pronuncia e la velocità del parlare, che tanto ricorda il rumore di una vecchia cassetta che si avvolge. Poi inizia a parlarmi per tanto tempo, ecco tanto proprio no, forse due minuti, ma di sicuro i più lunghi minuti di totale incomprensione della mia vita – ed io che mi lamentavo delle ore di lezione d’inglese, quando la prof spiegava, eppure lì qualcosa la captavo - dai gesti che mi ha fatto, però, ho inteso di dovermi recare presso l’uscita ( e su questo ancora posso orientarmi grazie ai segnali con scritta “Exit”) e poi andare a sinistra, poi dritto, e ancora a destra, in tutto ciò credo di aver capito la parola “train”. Con aria un po’ spaesata ringrazio e cerco di seguire le sue indicazioni. Non sembra difficile, seguo le frecce “Exit” quando mi ritrovo a dover prendere un ascensore, strano, questa dell’ascensore proprio me la son persa. Una volta entratavi, sento una ragazza parlare al telefono – Ah, che bello prende il cell – penso - faccio in tempo a raccontare a Piero, il mio migliore amico, delle mie prime figuracce con le lingue. Ascoltando ancora la tipa parlare, penso a quanto mi piacerebbe esprimermi in maniera così scorrevole in un’altra lingua, almeno una che non sia la mia lingua madre. Ops, la ragazza si è accorta che la sto fissando con aria inebetita, ciò nonostante continuo a guardarla e.. “Din, doors opening”. Sono arrivata chissà dove, esco dall’ascensore e mi guardo attorno in cerca di qualche cartello salvatore. Perché la gente mi fissa? Che ho? Il trucco colato forse? Iniziano i miei film mentali, fin quando la ragazza, la stessa  dell’ascensore, si rivolge a me dicendo “ Do you need any help?” Capisco, e fiera di me stessa rispondo “ Mmm no, cioè si, ehm...”, “Cosa cerchi?” mi domanda. Tiro un sospiro di sollievo, qualcuno che parla italiano, musica per le mie orecchie: “Cerco l’uscita per prendere un treno, credo, che porti in centro, ma non so, non sono pratica”. “Vieni con me se vuoi, anche io devo prendere la metro”.  Ma vedi che doppia fortuna – penso - così la mia indole da chiacchierona curiosa, mi induce a porle qualche domanda, giusto per parlare un po’. Le chiedo come si chiama e da dove viene. Mi risponde che è originaria di Barcellona. Barcellona? Caspita, avrei giurato fosse italiana! Le chiedo dove ha imparato l’italiano e come fa a conoscere così bene l’inglese;  da lì inizia una conversazione piuttosto piacevole, in cui mi racconta di aver vissuto in Spagna fino al liceo, poi, da sempre amante dell’italiano, di essersi trasferita in Italia per l’Università, e di averlo imparato; per quanto riguarda la lingua franca, dice di averla appresa a scuola, fin da piccola. Con estrema sincerità le rispondo che anche io ho imparato l’inglese a scuola, ma che purtroppo ho un livello alquanto basso della lingua, e se consideriamo il fatto di aver iniziato anche il francese un paio di anni fa, beh, lì è stata la fine: volendo imparare due lingue, ora mi ritrovo sempre e solo a parlare italiano. Su questo sembra rassicurarmi, dicendomi di aver avuto inizialmente (appena si trasferì a Padova) molti problemi, confondendo le parole tra le varie lingue. Nel frattempo, siamo arrivate alla fermata della metropolitana, e destino ha voluto che Silvia, dovesse andare proprio nella mia stessa zona. Continuiamo a conversare, in maniera molto piacevole, la tratta sarà stata di circa 20-30 minuti in cui parliamo di tutto, di Barcellona, dell’Italia, di quanto lei ami la cucina italiana, ed io quella spagnola, di quanto fossi rimasta colpita da città come Granada o Madrid. Giunto il momento di dividerci, ci scambiamo i numeri di telefono, ambedue d’accordo sul fatto di rincontrarsi per un’altra piacevole chiacchierata, in cui potersi aiutare a vicenda in una città nuova per entrambe, o per chiederci consigli sulla lingua: io per chiarirle qualche dubbio in italiano, lei per darmi una mano con l’inglese, e perché no, per uscire e passare del tempo insieme! Questa mattinata in aeroporto, forse banale per alcuni, è stata non solo gradevole, ma mi ha dato l’input per continuare a viaggiare, conoscere, parlare con le persone, aprirmi al nuovo, in particolar modo alle lingue, con le quali poter affrontare nuove avventure! Al resto penserà questo mio nuovo soggiorno a Londra!

Roberta Occidente Lupo
March 20, 09:46 AM
Cosa vuol dire “comunicare”? Ecco, partiamo da qui. “Comunicare” significa interagire con altre persone, scambiarsi  informazioni, confrontarsi e mettere in comune esperienze – anche e soprattutto per imparare, dico io. Pensiamo ora alla prima volta che incontriamo un'altra persona e la vogliamo conoscere: cosa si chiede? Il nome. Bene. Quanti di voi dopo il primo incontro si ricordano il nome dell’altra persona? Probabilmente pochissimi. Forse questo lo sapevate già e vi sembrerà un esempio banale, ma ci serve per capire che spesso pensiamo solo a quello che diciamo quando parliamo con qualcuno, mentre quello che conta di più sono gli altri. È infatti l’informazione di ritorno (il “feedback”) che ci fa capire se chi abbiamo davanti ha percepito il messaggio correttamente, secondo le nostre intenzioni, oppure no. Alla luce di questo, sarete d’accordo con me che la cosa più importante per rendere una comunicazione efficace è conoscere chi abbiamo davanti, le persone intese come esseri umani, identità rappresentanti della loro cultura, e cioè dell’insieme delle conoscenze e dei valori che possiedono. In poche parole: noi esistiamo, e siamo, in relazione con gli altri. E allora facciamoci “contaminare”, allarghiamo i nostri orizzonti cognitivi, cerchiamo quei valori, i gesti e le esperienze comuni, che non solo ci fanno conoscere meglio il mondo, ma anche noi stessi. Il primo passo? Forse studiare le lingue straniere, sì, però non solo per essere dei bravi locutori e riuscire a parlare con persone che appartengono a civiltà diverse dalla nostra, ma anche per comprendere, riuscire ad immergersi e confondersi con quelle civiltà. Imparare una lingua significa imparare una cultura e quindi andare a modificare costantemente e profondamente la propria identità. La vera ricchezza sta nella diversità.
Queste sono le considerazioni di una studentessa, che per la prima volta ha provato cosa può voler dire stare dall’altra parte della cattedra, in occasione del seminario di giovedì 14 marzo 2013. Una giornata di confronto organizzata in due scuole superiori nel centro di Firenze, da ANILS (Associazione NazionaleInsegnanti Lingue Straniere), con la partecipazione delle case editrici ELI, ZANICHELLI, LOESCHER, PRINCIPATO, EF e diretto da alcuni membri del Master in “Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di Eventi”. Creare gli strumenti giusti per comunicare, soprattutto oggi, in un contesto multiculturale, non sembra affatto facile. Bisogna anche capire che non si impara a comunicare soltanto attraverso i libri e i manuali, ma anche e più che altro con gli scambi interculturali e sfruttando tutti i mezzi a nostra disposizione: i giornali, Internet, la musica, i film e così via. I mass media sono fondamentali, sono lo specchio della civiltà e se ben analizzati possono rivelarne anche alcuni aspetti nascosti, impercettibili persino per chi ne fa parte.
Vorrei concludere riportando una frase di Gandhi, che a mio parere sintetizza il pensiero comune emerso da questa giornata di dialogo: “Nessuna cultura può sopravvivere se pretende di escludere le altre”.
Diletta Santoni
March 20, 05:19 AM

È giovedì 14 marzo, sono le 10 appena passate, e in una piccola aula affrescata di un liceo del “Diladdarno” fiorentino, comincia il seminario organizzato da ANILS – Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere – e diretto da alcuni membri del nostro Master in Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di Eventi.

Il titolo dato a questa giornata, “Aspetti comunicativi e interculturali nell’insegnamento delle lingue. Cittadini europei dal nido all’università”, è già un programma.

Così, dopo i saluti di rito, gli interventi degli esperti in merito si succedono uno dietro l'altro, con una pausa caffè accompagnata anche da un bel banchetto di ‘ciacce’ e dolci made at home, e una generosa pausa pranzo nel mezzo, anche per dare il tempo a tutti di raggiungere la sede pomeridiana, una curiosa, piccola e datata aula di chimica di un’altra scuola nel centro di Firenze. Si parte dunque dalle esperienze delle insegnanti dell'asilo, presentate durante la mattinata, alcune persino documentate da video carinissimi di bimbi che imparano l’inglese giocando, fino ad arrivare alle interessanti riflessioni, quasi filosofiche, dei professori universitari.

Ma cerchiamo di dare almeno un'idea dei temi affrontati durante la giornata e nella "Tavola Rotonda" finale, provando a sintetizzare il tutto con alcune parole chiave: comunicazione, plurilinguismo, intercultura, civiltà, identità. E ora, per finire in bellezza, proviamo a mettere insieme queste parole tanto importanti: cosa verrà fuori? Che la comunicazione plurilingue significa scambio interculturale e quindi ‘sana contaminazione’ tra civiltà, fino ad arrivare a (ri)definire sé stessi, la propria identità. Potrà sembrarvi uno scioglilingua (tanto per rimanere in tema), un rebus difficile da risolvere, e invece ecco a voi svelato un concetto molto semplice, in effetti già intuito anche da un certo Federico Fellini: “un linguaggio diverso è una diversa visione della vita”.

Diletta Santoni

March 18, 06:22 AM

Si è conclusa in questi giorni l’VIII edizione di Pitti Immagine Taste (09-11 Marzo 2013), una delle esperienze (de)gustative più importanti e affollate d’Italia.

La location designata permette sin dall’inizio di avere un assaggio dell’Italia da gustare. Si perdono alla vista centinaia di banchi, sommersi dalla gente che gusta, prova, sperimenta. Ed ecco che accanto al meglio di salumi e formaggi toscani ed emiliani si staglia, baluardo di una cultura culinaria sempre intenta a coniugare tradizione e novità, il gelato di yogurt all’olio d’oliva.
È ancora la tradizione a vincere se si pensa al confronto regionale tra i dolci siciliani, meravigliosi alla vista e al palato, e l’amara dolcezza della torta Pistocchi, presentata per questo evento in una nuova veste a edizione limitata creata dalla casa di moda fiorentina Marina Mansanta. In questo contesto ricco di curiosità enogastronomiche, si insinuano sgomitando, realtà culinarie che sempre più velocemente stanno travolgendo il panorama italiano: in un tripudio di colori, spuntano cupckakes, cheesecake e muffin, tipici della pasticceria americana.
Ma Pitti Immagine Taste non è solo cibo!

Una ricchissima selezione di vini, dal prosecco al passito, permette ad estimatori e sommelier (reali e “di circostanza”) di conoscere tutta l’eccellenza che da sempre ci distingue in questo ambito. Chi invece punta all’innovazione sono i produttori di birra, che giocando con design di bottiglie e confezioni stravaganti, sapori intriganti ma mai stucchevoli e l’abbinamento ancora shockante di birra e cioccolata (novità lanciata già nel 2012 durante Eurochocolate Perugia, ma consolidata e rafforzata a Pitti Immagine Taste 2013), attirano la curiosità di tutti i visitatori.

Ciò che accompagna indissolubilmente tutta l’esperienza enogastronomica vivibile a Pitti Taste sono i profumi, spesso intensi ma mai invasivi. Pitti Immagine Taste non è solo vetrina per i produttori, Pitti Immagine Taste è anche confronto e ricerca della perfezione e dell’eccellenza. Ed ecco che questa ricerca viene avvalorata sul Taste Ring, nella III edizione del King Of Catering.

I 14 premi messi in palio, da quello per la migliore “mise en place” a quello per la migliore “adattabilità” agli imprevisti, sono stati equamente suddivisi tra nord e sud Italia; il titolo di Re è spettato a “La Fenice Catering” di Faenza, incoronata alla presenza di ospiti importanti dell’ambiente enogastronomico e non.

Pitti Immagine Taste si è dimostrato ancora una volta un banco di prova obbligatorio e fondamentale per l’eccellenza nella produzione italiana; è un’esperienza stimolante per chi ha voglia di investire in questo settore ed è eccitante per qualsiasi papilla de-gustativa.

Martina Masini
(Foto: Martina Masini ©)
March 19, 03:39 PM

Gente che viene, gente che va, saluti, abbracci, pianti e sorrisi. La stazione è un luogo odiato e amato, perfetto per i film strappalacrime. Ma provate a immaginarla piena di file di stand enogastronomici con sopra i prodotti tipici di tutta Italia al posto dei binari: in questo caso come si potrebbe non andarci felici?

E allora via! Alla Stazione Leopolda di Firenze lo scorso sabato 9 marzo è partito il treno del gusto, un viaggio di tre giorni attraverso più di trecento profumi e sapori, quelli tipici delle regioni italiane, affiancati quest’anno anche da alcune specialità spagnole. Si è potuto parlare direttamente con loro, le persone che producono quei prodotti, vere e proprie eccellenze del territorio, ma anche assaggiarli, gustarli e magari acquistarli, però solo alla fine, nel Taste Shop, quando ormai le papille ‘de-gustative’ erano appagate.


Si andava dall’olio d’oliva al tartufo, dalla pasta al riso, dal ‘ragù’ di lumache al pesto genovese, dai salumi ai formaggi, e poi c’erano il pane vero, quello a lievitazione naturale, quello di una volta, ma anche la trota affumicata, fino ad arrivare ai dolci. I dolci. Come non avere almeno un piccolo assaggio della magica miscela di cioccolato che rende famosa la Torta Pistocchi di Firenze, presentata proprio in questa occasione con una nuova veste a edizione limitata, firmata dalla casa di moda fiorentina Marina Mansanta.



Assolutamente da non perdersi anche i veri cannoli siciliani ed altre specialità di questa fantastica terra, soprattutto quando ti vengono proposti da dei mastri pasticceri. Questo e tanto altro ancora all’ottava edizione di Pitti Taste, il tutto accompagnato da vini e liquori eccezionali, ma anche birre e persino il gelato alla birra, che si poteva trovare e provare in una delle tappe ‘fuori di Taste’, insieme anche al gelato al pecorino. Sì perché questo evento unico è partito dalla Leopolda, ma non finiva lì. Tutto il centro di Firenze infatti ha ospitato un altro percorso del gusto, per le vie principali e in quelle un po’ più sperdute, che forse, però, erano le stesse che valeva la pena di andare a cercare.

Il Taste Ring di questo ottavo viaggio nel gusto ha ospitato per la terza volta la premiazione del vincitore di King of Catering, unico premio internazionale dedicato alle società di catering e banqueting. Quest’anno è stato assegnato a “La Fenice Catering” di Faenza, in presenza di molti ospiti importanti del panorama nazionale (primo tra tutti il Gastronauta Davide Paolini, ideatore di Taste) e internazionale. I viaggiatori, tanti buyers, molti dei quali stranieri, ma anche semplici curiosi e amanti del gusto, hanno riconfermato ancora una volta il successo di questa straordinaria iniziativa, capace di prendere proprio tutti per la gola.

Diletta Santoni
March 07, 12:56 PM

Inizia il count down per la presentazione ufficiale della Torta Pistocchi fashion “vestita di nuovo” dall’Ufficio Stile della Maison MARINA MANSANTA.

Il conto alla rovescia terminerà il 9 marzo 2013 all’apertura di PITTI TASTE, kermesse fiorentina dedicata alle eccellenze gastronomiche Made in Italy.

Dal 9 all’11 marzo alla Stazione Leopolda di Firenze buyer e visitatori potranno finalmente scoprire in che modo lo stile e l’Alta Moda siano intervenuti su un prodotto della pasticceria italiana di eccellenza.


Le due aziende, forti anche della comune origine toscana, hanno scoperto di essere simili per molti aspetti della loro filosofia.
Questo, insieme alla comunione di intenti e alla creatività della Sig.ra Mansanta, ha assicurato un risultato che senza dubbio non mancherà di stupire.
Quello tra cibo e moda è un legame ormai consolidato, confermato dall’idea che mangiare bene, di qualità, con ricercatezza sia ormai sinonimo di un vero e proprio stile di vita.

L’unione tra Torta Pistocchi Firenze e MARINA MANSANTA ALTA MODA è la conferma di questo trend che affonda le sue radici in motivazioni culturali e sociali.
Motivazioni per le quali è ormai accertato che non sia solo il contenuto ma anche l’aspetto esteriore a decretare il successo di un prodotto.

February 04, 12:18 PM

L’Ufficio Stile di MARINA MANSANTA ALTA MODA 
studia per Pistocchi il packaging della sua nuova Torta



Pochi giorni fa le due Aziende, famose a livello internazionale, hanno sancito un accordo che porterà entrambi a mettere in campo le loro competenze e la loro creatività per dar vita ad un prodotto nuovo…sotto tutti i punti di vista.

L’incontro tra i due brand è il risultato della consapevolezza che, sebbene in settori anche molto lontani e diversi l’uno dall’altro, PISTOCCHI E MARINA MANSANTA, fanno del rispetto della tradizione e dell’esaltazione della qualità i loro punti di forza.

Torta Pistocchi, garanzia di qualità nella pasticceria di alto livello, sceglie una protagonista del mondo dell’Alta Moda come MARINA MANSANTA per lo styling della nuova edizione della sua Torta.

Un tocco fashion che renderà ancora più esclusivo un prodotto già unico.

Credere fortemente nell’importanza della qualità delle materie prime.
Avere la capacità di esaltare e valorizzare gli ingredienti di partenza.
Rispettare una ricetta originale, segreta, ma dimostrarsi capaci di innovare.
Pensare che per fare bene non sia possibile improvvisare ma sia invece necessario lavorare con il massimo impegno.
Questi sono solo alcuni dei punti da cui il progetto ha mosso i suoi primi passi.

Tanti altri dovranno essere compiuti ma chiare sono già le intenzioni, le aspettative, gli scopi e l’entusiasmo che anima questa unione tra veri talenti… del gusto Made in Italy.

Giulia Contri

January 30, 06:54 AM
La celebre manifestazione si è tenuta alla Fortezza da Basso di Firenze dall’8 all’11 gennaio e ha trasformato la città nel simbolo della moda internazionale ed in un imperdibile appuntamento con Kenzo come ospite d’onore. Pitti Immagine Uomo 83 è l’evento più importante a livello internazionale per le collezioni di abbigliamento e accessori uomo e per il lancio di nuovi progetti, con l’alto livello della sartoria maschile italiana, con le grandi industrie del settore fashion e le anteprime della stagione. Oltre mille brands internazionali e una superficie di 59mila metri quadrati per presentare le sfilate della moda uomo, le tendenze e le collezioni di ogni parte del mondo, dall’Europa alla Cina, dal Giappone al Medio Oriente, con una speciale attenzione rivolta ai talenti emergenti. Pitti Bookswear mania è il tema guida di questa edizione 2013. Bookswear: vestire i libri che leggiamo, la passione della lettura che nutre e stimola la moda e la creatività e  le locations ricche di scenografie dove i protagonisti sono i libri in tutta la loro fisicità. La piazza davanti al padiglione centrale ospita uno skateboard che sbuca all’improvviso da uno scenario teatrale fatto di libri, la facciata del Lyceum diventa una colorata biblioteca di romanzi fantasy. L’ingresso accoglie i visitatori con una scultura di libri alta quasi 8 metri e con  mostre e fotografie dedicate alla lettura. Estro e fantasia animano anche  lo spazio di stands e shops e  anche il packaging diviene forma d’arte. Bottiglie e gadgets di ogni tipo, vestiti di tessuti colorati, auto d’epoca e motociclette si mescolano a giacche e pantaloni, diventando la moda.


Nelle collezioni autunno/inverno 2013/2014 si coglie un ritorno al vintage, degli anni cinquanta e sessanta, con giacche, gilet e cappotti corti. Il classico torna di moda riportando i colori caldi dello stile del passato: marrone, miele, rosso scuro, ma anche nero, grigio e blu notte, colori tipicamente maschili. Ma non solo, troviamo le stampe camouflage,  le trame mimetiche; con Massimo Rebecchi lo stile militare si contamina di colori antichi e viene proposto  su giacche classiche. E poi troviamo lo stile heritage, visto da Rifle: camicie di jeans, cardigan di lana grossa, pantaloni e scarpe e cinta in pelle.


Boglione lancia i nuovi K-Way e le nuove scarpe Sablet. Infine parliamo degli accessori,  con borse semplici, capienti, cartelle da lavoro e gli zaini con spallacci intercambiabili e in nylon.


Per le scarpe viene preferita una linea decisa: polacchini stringati e di coccodrillo, mocassini metallizzati e lucidi, sneakers effetto usato. L’uomo del prossimo inverno è, raffinato ma anche pratico, attento a scegliere capi intercambiabili e duraturi.


Numerosi i vip che hanno partecipato come testimonial all’evento, tra cui Belen Rodriguez che ha  pubblicizzato “!m?erfect”: così si chiama infatti il marchio della nuova linea d’abbigliamento creata dalla showgirl.  Eventi creativi, moda e non solo  hanno vestito l’intera città di Firenze facendola diventare una grande sfilata a cielo aperto.


Evita Galli per Metegustose
January 17, 11:49 AM

L’appuntamento da poco conclusosi che ha meritato di esser segnato in agenda è stata l’83esima edizione di Pitti Immagine Uomo. Dall’8 all’11 gennaio 2013 alla Fortezza da Basso di Firenze si  è svolto quello che ormai  è un appuntamento irrinunciabile  per tutti i fashion addicted internazionali.
Gli ingredienti di questa edizione: internazionalità, ricerca, innovazione, nuovi talenti.

Sono state oltre mille le aziende, provenienti da più parti del mondo, che hanno presentato le collezioni per il prossimo autunno-inverno.
Il tema scelto per questa edizione è stato la bookswear mania, ovvero la lettura intesa come moda intramontabile, sia su libri cartacei che su eBook: la Fortezza a tal proposito è stata  allestita con cascate, pareti, facciate di libri. Per i quattro giorni di Pitti tantissimi sono stati gli appuntamenti in città con eventi sparsi nei luoghi più segreti: il centralissimo mercato di San Lorenzo è diventato passerella della maison Kenzo, il Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio ha visto sfilare i capi dello stilista Ermanno Scervino, il museo Gucci ha ospitato la mostra temporanea di opere d’arte appartenenti alla collezione Francois Pinault inoltre si è assistito ad una vera e propria invasione della  città da  parte di  star, attori e famosi  che hanno presenziato alle varie sfilate, presentazioni,  cocktail di lusso e dj set. Altra location chiave di questa edizione è stata la Stazione Leopolda che come di consueto ha ospitato Material Preview 2013, un evento collaterale di Pitti ma unico nel suo genere che ha attirato l’attenzione di molti buyer internazionali e di tanti curiosi.
 
 
Ben ventiquattro aziende chimico-conciarie dislocate sul territorio italiano hanno esposto a Material Preview le loro proposte di pellami per la primavera/estate 2014. Trattasi di un evento espositivo dedicato esclusivamente a pellami per calzature, pelletteria, abbigliamento, arredamento e accessori di alta gamma; la mission è fornire ai visitatori gli strumenti per approfondire e sviluppare al top l’innovazione e la ricerca sui materiali. Da parte delle aziende coinvolte non solo competitività ma anche creatività nel realizzare prodotti capaci di influenzare le tendenze stilistiche del domani. Il filo conduttore che ha unito tutte le aziende coinvolte è stato  la ricerca e sperimentazione nel campo estetico e tecnologico con la dovuta attenzione all’ambiente. Un occhio di riguardo al made in Italy e all’ambiente senza discostarsi dall’estetica. Tra le tante aziende un occhio di riguardo a L’Officina chimica in movimento (www.lofficinasrl.it) l’unica nel sud Italia che annovera tra le sue creazioni un tipo di concia al titanio: trattasi di  una tecnica innovativa attraverso la quale si è in grado di realizzare un prodotto completamente privo di metalli tossici e dunque ecologico e con un bassissimo impatto sull’ambiente anche in fase di smaltimento. L'Officina chimica in movimento, con sede a Solofra (Avellino), in uno dei poli conciari più importanti del Paese fin dalla nascita (2007) concentra la propria attività sulla ricerca e sul laboratorio in modo da poter offrire al proprio target soluzioni innovative in linea con le nuove tendenze della moda. La Mission è di soddisfare ogni esigenza e richiesta del cliente offrendo a quest'ultimo una garanzia: l'esclusività. Esclusivi infatti sono i capi presentati dall’azienda alla kermesse. Degni di nota i pellami con stampe che sembrano disegni fatti a mano; belli i colori che riprendono le sfumature dell’azzurro del cielo, del verde dei campi, del giallo del sole primaverile, del rosa dei fiori di pesco. Un’ispirazione non solo alla natura ma anche all’arte riprendendo quelli che sono stati alcuni dei tratti distintivi dell’action painting. Molto interessante anche tutto il settore pellame dedicato all’arredamento firmato Chimica Italiana (www.chimicaitaliana.it).
Attendiamo fiduciosi l’esito delle nuove sfide in cui vorranno cimentarsi gli stilisti e gli imprenditori per la prossima stagione.
 
Testo e foto di Marilena De Maio
January 14, 06:18 AM
Lo stand 78 del Padiglione Spadolini ospiterà MARINA MANSANTA e le diverse linee della COLLEZIONE LUXURY, composta da spugne impreziosite con pizzo, paillettes ed altri materiali pregiati.


La manifestazione fiorentina sarà il modo per incontrare buyer italiani e stranieri, l’occasione per far toccare con mano le materie prime, per far vedere le finiture di pregio con cui l’azienda MARINA MANSANTA da sempre lavora e produce i suoi capi.

Anche la Luxury Collection, così come tutte le collezioni sposa della Maison MM, fanno della scelta delle materie prime, dei dettagli e dell’attenzione al più piccolo particolare il punto forte del marchio MARINA MANSANTA.

Tutti gli operatori di settore saranno accolti dal personale della Maison, disponibile a descrivere come spugna e ciniglia possano costituire la base per dei pezzi unici, pronti a far sentire ogni donna bella e impeccabile durante i momenti di meritato relax.

Giulia Contri per Marina Mansanta
December 03, 07:01 AM

"Per un matrimonio da sogno è fondamentale abbinare il proprio abito da sposa a un corretto make up".
Sono le parole di Marina Mansanta, responsabile dell'omonimo marchio di Alta Moda che produce e commercializza da oltre 25 anni abiti da Sposa e Gran Sera.

La collaborazione tra Marina Mansanta e la rivista Make Up Step by Step ha dato vita a dodici scatti unici, definibili nell’insieme "ritratti della sposa perfetta". L'associazione tra i modelli della Maison Marina Mansanta e acconciature e make up ha creato dodici outfit impeccabili.

L'ispirazione per questa unione tra professionalità diverse ma competenti nel settore wedding arriva dai decenni più significativi dalla seconda metà del 1900 fino ad oggi.
Tra gli scatti si ritrova quello che si rifà alla sposa dei primi anni '50, sensuale ma senza eccessi, così come quello che ritrae l'abito personalizzato con pietre e gioielli preziosi più vicino ai gusti della donna pratica ma chic.


Ogni abito Marina Mansanta definisce una tipologia di sposa, partendo dal passato e creando un rimando alla contemporaneità. I colori, le linee, i dettagli scelti per ogni pagina del redazionale sono il risultato dell'esperienza della Maison MM nel saper riconoscere in ogni donna una sposa unica.Questo rende il marchio MANSANTA capace di accogliere ogni esigenza, ciascuna particolarità, diversi gusti...insomma tutte le spose.



Giulia Contri per Marina Mansanta
December 03, 06:37 AM

L'affermata fotografa di moda Manuela Kali e Marina Mansanta uniscono la loro forza creativa. Il risultato? Uno shooting da togliere il fiato.



Alcuni tra i best seller dell'ultima Collezione diventano l'ispirazione per degli scatti in grado di immortalare la potenza della creatività. Creatività della stilista così come creatività di Manuela Kali, che riesce con il sapiente uso delle luci, angolazioni mai scontate, prospettive perfette e una sapiente gestione del corpo della modella a trasformare una posa in una scena che ritrae l'incrocio tra mille linee di forza.

La potenza che le immagini esprimono è la stessa che guida la matita della stilista quando si trova davanti ad un foglio di carta, la stessa che indirizza lo sguardo della modella in camera nell'intento di allacciare quello del suo osservatore, la stessa con cui la fotografa impugna la sua macchina, facendone lo strumento in grado di fermare in uno shoot tutta questa potenza.

Per vedere tutte le immagini: http://www.manuelakali.it/site/marina-mansanta-2/

Giulia Contri per Marina Mansanta
December 03, 06:24 AM

Un’eccezionale novità ha inaugurato la 9° edizione della famosa manifestazione torinese che si è svolta a Lingotto Fiere dal 25 al 29 ottobre. Per la prima volta il Salone del Gusto si è sposato con la manifestazione Terra Madre, la rete mondiale delle Comunità del Cibo creata da Slow Food nel 2004.



Presenti i prodotti di 120 presidi internazionali Slow Food, 200 italiani e 400 Comunità del cibo.  Un evento unico per tutti coloro che sono attenti all’ambiente, alla salute e all’alimentazione mondiale. Incontri per conoscere i territori, i cibi, le attività educative, i laboratori del gusto, le conferenze: il tutto in un’atmosfera ricca di convivialità e scambio internazionale. Non per niente quest’anno lo slogan è:”cibi che cambiano il mondo”. Il Salone ci ha accolto per farci conoscere deliziose novità e ospiti interessanti. Una festa per celebrare il cibo in tutte le sue sfumature. Una viaggio nel gusto che ci ha fatto attraversare tutto il mondo, senza però dimenticare le specialità della nostra penisola.

Tra gli espositori che hanno animato gli stand con le loro tipicità  regionali, da ricordare: i salumi, in particolare, il lardo speziato della Macelleria Giacobbe di Sassello(SV), il capocollo specialità di Scherzerino di Itri (LT), il pecorino a latte crudo, lavorato a mano seguendo le antiche ricette senesi del Caseificio Pinzani di Volterra, passando poi  alla Pasticceria Cerniglia Salvatore di San Giuseppe Jato (PA) con i tipici  arancini e con i suoi impareggiabili cannoli siciliani. E, infine, un ultimo  assaggio di dolcezza: un confetto speciale, quello di Mucci Giovanni di Andria (BT). Numerose le iniziative enogastronomiche  che hanno affollato il salone in questi giorni volte a valorizzare e preservare i prodotti che la natura ci mette a disposizione. E’ questo il caso dell’Agorà, uno spazio dove è possibile parlare di temi importanti, come il rapporto tra cibo e salute, le esperienze di acquisto alternative come i mercati della Terra e i Gas (gruppi di acquisto solidale). Un grande successo di pubblico  nello spazio dedicato all’Africa, con il suo orto di 400 mq situato al centro dell’Oval e le testimonianze delle comunità, i problemi e la voglia di impegnarsi a costruire un mondo nuovo, anche dove non ci sono condizioni favorevoli. E, poi ancora, esperti del settore ci hanno guidato nella degustazione dei prodotti DOP e IGP italiani. Importanti anche le lezioni e i giochi legati  al riciclo dei rifiuti dove si è cercato di trasmettere il concetto della trasformazione del prodotto.

E, inoltre, dedicata ai bambini, l’iniziativa volta a scoprire la frutta e i suoi cicli stagionali e a trasformarla in creatività, le composizioni artistiche più interessanti saranno pubblicate sul sito http://www.fruttanellescuole.gov.it/. Mentre le famiglie hanno sperimentato, con  le proprie mani, la  preparazione di conserve con i metodi tradizionali. Sono state tante le idee e i nuovi progetti che hanno trovato ospitalità in questo grande salone dal respiro internazionale. Una maratona nel gusto, tra informazione, gioco e novità, all’insegna del desiderio di conoscere e crescere e nella speranza di poter, in futuro, riuscire a camminare accanto alla natura.

Evita Galli per Metegustose


December 03, 06:06 AM

Grande entusiasmo per l’evento Cooking Art che ha animato le Officine Farneto a Roma per 3 giorni e si è conclusa lunedì 22 ottobre con la finalissima. Una Kermesse ricca di appuntamenti  promossa da Luigi Cremona che ha visto nella prima parte la presentazione della Guida Alberghi e Ristoranti d’Italia 2013 di Touring Editore, mentre nel pomeriggio si è disputata la Finale Nazionale del Premio Miglior Chef Emergente d’Italia.

All’interno della rassegna enogastronomica ha trovato spazio il collegamento televisivo con canale 5 nella trasmissione Verissimo dove il quindicenne Andrea Bigliardi, studente all’Istituto Alberghiero,  ha cucinato con Gianfranco Vissani e Riccardo Monco dell’Enoteca Pinchiorri. A concorrere per il titolo di miglior chef emergente, i tre vincitori delle selezioni del Nord, Centro e Sud Italia. La giuria formata da blogger, esperti del settore e famosi chef come Alfonso Iaccarino, Salvatore Tassa, Cristina Bowerman, Enrico Pierri e Andy Luotto. I giovani chef,  tutti con meno di trent’anni, si sono sfidati con piatti ispirati ai sapori della montagna e caratterizzati dalla presenza di licheni, miele, levistico, pino mugo e carbone vegetale, abbinati a prodotti stagionali dell’autunno.

Ed ecco i menù campioni, dall’antipasto al dolce, che hanno diviso l’Italia. Gianluca Gorini, Ristorante Poggio Rosso al Borgo San Felice, è stato il primo Emergente in Gara ed  ha Rappresentato il Centro Italia: prosciutto crudo toscano con funghi al profumo di sottobosco e crema solida al parmigiano, gnocchi di grano saraceno con ragù di cinta senese, rape, capperi e uva passa, lombo di capriolo alla liquirizia, burro d’acciuga e cavolfiori fondenti, mousse di miele di castagno con il suo polline, soffice alla camomilla, nocciola e limone. Per il Nord Diego Rigotti, Ristorante Maso Franch:  trota di lago al miele di rododendro, licheni e gelatina di mela verde, orzotto mantecato al midollo con polvere di carbone di bosco e animelle croccanti, agnello da latte alle erbe di montagna con millefoglie di grappa e zucca e il sottobosco.  Infine, Andrea Napolitano per il Sud Italia: crudo di carne agerolese al whisky torbato con emulsione all’eucalipto e uova di quaglie pochè, mezze maniche di Gragnano con alici di Cetara, castagne e mandarini glacee giambonet di quaglia, finferli, biscotti di grano pancetta arrotolata, besciamella di cavolfiore e polvere di caffè e il bocconotto napoletano scomposto.


Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato al trentino Diego Rigotti che rappresenterà l’Italia al Summit della Cucina Italiana nel Mondo ad Hong Kong, a novembre 2012. E’stata premiata una cucina territoriale e creativa, legata alla tradizione e attenta a preservare i sapori del bosco, ma che non dimentica l’eleganza. Tutti i piatti sono stati accompagnati da Trentodoc, bollicine di montagna  Main Sponsor dell’evento e Ferrarelle acqua minerale. Un cooking show all’insegna di sapori, profumi e raffinatezze culinarie e grande impegno nel rispettare i tempi.

Ogni chef con il proprio stile ci ha regalato un’esperienza sensoriale unica e ci ha trasmesso la propria arte e passione. Cosa non semplice, in fondo, siamo quello che mangiamo e, in questo caso, anche quello che cuciniamo.

Evita Galli per Metegustose

December 03, 05:41 AM




L'ultimo giorno della libreria Edison, tra eventi e commozione 
Dopo settimane di lotte e manifestazioni, questa sera la Edison chiuderà definitivamente i battenti. Viaggio nell'ultimo giorno di vita della libreria.

L'Appenino Shuttle è decollato da Firenze: lo scalo di Bologna è più vicino
E' partita oggi da Firenze la prima corsa dell'Appennino Shuttle, il nuovo collegamento tra il capoluogo toscano e l'aeroporto di Bologna. Che diventa così più vicino.

Il ''pesce dimenticato'' arriva a scuola. Per riscoprire le tradizioni
Presentato oggi all'istituto alberghiero Buontalenti a Firenze: ''Il Pesce Dimenticato va a scuola'', per riscoprire il pesce povero delle nostre tradizioni.

Arianna è tornata nella Galleria degli Uffizi 
Torna nella Galleria degli Uffizi l’Arianna medicea, dopo quasi 220 anni di spostamenti. Sarà una delle novità del riallestimento della Sala 35, detta di Michelangelo.

Firenze Marathon 2012, una città tutta da correre. Ecco come è andata 
Ieri, domenica 25 novembre, si è tenuta la Firenze Marathon 2012, un grande evento che ha interessato quasi 10mila sportivi. Ecco i vincitori.

Carabinieri fuori servizio arrestano un ricercato al ristorante
E' successo nella provincia di Pistoia, dove due carabinieri fuori servizio hanno visto entrare nel ristorante un ricercato. E così...

Falso cieco sorpreso alla guida del trattore, denunciato 
Percepiva dal 1999 una pensione per invalidità civile del 100% per cecità quasi totale, eppure lavorare nell'azienda della figlia guidando persino i trattori. Denunciato 65enne.

Studenti gratis al teatro del Maggio
Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ed Eni  inaugurano una formula di partnership per il mondo del teatro, già sperimentata all’estero. Ecco come funziona.

Il ministro Elsa Fornero all'Istituto Stensen, tra proteste e ''regali culinari''
Il ministro Elsa Fornero ieri, giovedì 22 novembre, si trovava a Firenze per un convegno sulla demografia all'Istituto Stensen in viale Don Minzoni. Ed ecco come è andata.

Anziana di 74 anni truffa le amiche centenarie
Si conoscevano da tempo e per questo l'anziana 74enne è riuscita ad estorcere a due sorelle centenarie ben 250 mila euro.

Daniele Casadei per Il Reporter




November 29, 06:51 AM

Chiediteatro è una società che nasce il 5 gennaio 2011 per volontà delle due team manager Valeria Pucci e Silvia Zoffoli. Realtà giovane, dinamica, in cui formazione e lavoro sul campo vanno di pari passo e si fondono l’una nell’altra.

Chiediteatro è il portale italiano che si occupa di tutto ciò che ruota attorno ai mestieri e ai professionisti del dietro le quinte spesso poco visibili o poco noti eppure fondamentali per ogni spettacolo, e offre contenuti di informazione e approfondimento di settore con una WEBZINE costantemente aggiornata in cui viene proposta tra le altre cose una selezione di contenuti e notizie generate dalla newsletter di On the move, tradotti in italiano.
On The Move è un network per la mobilità culturale che opera in più di 20 paesi e conta oltre 30 membri in Europa e nel mondo. La sua mission è incoraggiare e facilitare la cooperazione e la mobilità oltre le frontiere dei singoli paesi per contribuire alla costruzione di uno spazio culturale europeo condiviso e fortemente connesso.

Su Chiediteatro si può cercare un teatro in affitto, una sala prove, oppure un service luci, una sartoria di costumi teatrali o una delle tante altre aziende che servono per creare uno spettacolo dal vivo, divise per regione e per categorie, nella directory AZIENDE.  Su Chiediteatro  non solo chi cerca un noleggio luci o una sartoria teatrali, un teatro in affitto o una sala prove, riesce facilmente a trovare quello di cui ha bisogno, ma le aziende del settore hanno la possibilità di promuoversi ed essere contattate in una directory unica nel suo genere, perché il portale è frequentato da moltissimi addetti ai lavori (e non solo) e da una numerosa community di professionisti del teatro e dello spettacolo dal vivo.

Attenzione particolare viene data ai giovani: in CORSI E MASTER, la directory dedicata ai “mestieri del teatro”, si può cercare un corso o master per iniziare un percorso di formazione professionale e intraprendere  (o migliorare ) la propria carriera nel mondo del dietro le quinte.

Cuore del portale è la community: un freelance (fotografo di scena, macchinista, tecnico luci, scenografo etc.) può inserire il proprio curriculum, specificare il proprio grado di esperienza professionale (junior, senior, apprendista), segnalare gli spettacoli ai quali ha lavorato e che andranno prossimamente in scena e avere così una vera e propria vetrina su un portale di settore.

Il portale poi è un vero e proprio motore di ricerca tramite il “cerca un’ azienda” o “cerca un freelance” per trovare le risorse necessarie per realizzare uno spettacolo dal vivo.

Nella COMMUNITY ci sono anche compagnie professioniste e amatoriali che possono creare uno storico dei loro spettacoli nel CARTELLONE e poi tanti altri utenti addetti ai lavori o appassionati del settore.

Tutti possono interagire fra di loro in un social network e in un portale unici nel loro genere.
Chiediteatro è anche impegnata in iniziative e progetti internazionali come il progetto EUTA.
EUTA ha come obiettivo quello di creare una dettagliata mappatura di architettura teatrale dell’Europa Centrale, arricchita da nozioni storiche e tecniche, al fine di creare un database multilingue, strumento utile per tutti coloro che operano nel settore. Oltre alla Repubblica Ceca, i paesi partner sono al momento l’Ungheria, la Polonia, la Slovenia e la Slovacchia.

L’ATI, Arts and Theatre Institute di Praga, ente teatrale della Repubblica Ceca, tra le più importanti organizzazioni mondiali sul teatro, ha promosso con il supporto del programma Culture 2000 dell’ Unione e del Ministero dei Beni Culturali della Repubblica Ceca, il progetto EUTA.
Anche i teatri italiani avranno la possibilità di essere inseriti nel database proprio grazie a Chiediteatro che è stata scelta dall’ATI, come partner esclusivo per l’Italia dell’ Euta.


Laura Pepe
Staff Chiediteatro

November 27, 11:46 AM
Video realizzato da Simona Torrisi all'interno del Master in Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di Eventi dell'Università degli Studi di Firenze.

Frammento di intervista al fumettista italiano Milo Manara.
Manara esprime il suo parere sul fumetto e su cosa l'arte rappresenta per lui. Racconta, inoltre, del suo rapporto personale e lavorativo con uno dei più grandi maestri del cinema italiano, Federico Fellini.



La tecnica utilizzata per il montaggio dei fotogrammi, disegnati come se fossero un fumetto, è quella dello stop motion.

Realizzato da Simona Torrisi
November 23, 01:52 PM

Intervista al vicesindaco del comune di Abbadia San Salvatore, Patrizia Mantengoli, a proposito dell'integrazione dei bambini stranieri all'interno della scuola elementare di Abbadia.

Realizzato da Alessandra Avanzati.



November 19, 10:56 AM

versione demo - approfondimento culturale dedicato ad artisti emergenti del panorama artistico italiano. Il video introduce Irma Palumbo, pittrice.

video realizzato da Annapaola Presta
Master in Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di Eventi dell'Università degli Studi di Firenze.


November 18, 07:46 AM


Via al Social Forum: ''Un'altra Europa è possibile'' / FOTO - VIDEO
A dieci anni dal Forum Sociale Europeo, oggi sono partiti i lavori di Firenze 10+10 alla Fortezza da Basso. "Unire le forze per un'altra Europa

Inaugurata la wi-fi sulla tramvia di Firenze. ''Tra le più grandi d'Europa''
E' stata inaugurata oggi la connessione Wi-Fi lungo la linea 1 della tramvia. ''Otto chilometri di connessione, una delle più grandi d'Europa''

Libernauta, per volare nel cielo della letteratura. Parte la XIII edizione/FOTO
Presentata oggi in Palazzo Vecchio a Firenze la tredicesima edizione di Libernauta, il concorso per premiare i giovani lettori delle scuole superiori dai 14 ai 19 anni

A.A.A. Progetti imprenditoriali universitari cercasi, parte il bando
E' stata bandita la selezione pubblica per accedere ai servizi di dell'Incubatore Universitario Fiorentino: siete universitari e volete transformare un'idea in un'impresa? Ecco come fare.

Sette anni ''in bianco'', la Cassazione dà ragione al marito
La Cassazione ha dato ragione a un marito fiorentino che, dopo sette anni senza rapporti sessuali, ha deciso di separarsi dalla moglie con addebito. L'ormai ex moglie dovrà pagare sia l'addebito che le spese processuali.

La nuova generazione dei robot: il made in Italy arriva in Europa
Presentato all'Unione Europea il progetto ''RoboCom'', per una nuova generazione di robot. La nuova era della robotica è made in Italy?

Arriva alla Pergola la nuova edizione di ''Miseria e Nobiltà''

Alla Pergola sbarca la nuova edizione di ''Miseria e Nobiltà'', il cavallo di battaglia dei più grandi attori napoletani (e non) del secolo scorso, questa volta integralmente in italiano.

''Olimpiadi di italiano'', la sfida all'ultima sintassi presentata a Palazzo Vecchio
Una sfida a colpi di grammatica e sintassi, di parafrasi e riassunti. Ecco la terza edizione delle ''Olimpiadi dell'Italiano''.

Cacciatori di meteoriti, l'Università di Pisa sbarca in Antartide
Una spedizione in Antartide alla ricerca di meteoriti: ecco il viaggio di tre ricercatori dell'Università di Pisa.

Mercatini, concerti e politica: gli eventi del weekend
Non sapete cosa fare in questo fine settimana? Ecco quello che c'è da fare, vedere o assaggiare in questo weekend: Il Reporter ha selezionato alcuni eventi per voi.


Daniele Casadei per Il Reporter
November 16, 03:22 PM

Rubrica teatrale di Laura Pepe che analizza e va allo scoperta di compagnie emergenti.

Punta i riflettori sulle cosiddette compagnie off che, lontane dai fasti del successo, lavorano con passione e dedizione perché non possono farne a meno.

Ospite in studio la regista Iolanda Salvato che si racconta e ci racconta della compagnia di Tavole Da Palcoscenico.





November 14, 06:07 AM

Today begins my professional experience as intern at F_AIR- Florence Artist in Residence.



I’ll be here for 3 months and in this time I hope to have the opportunity to improve my knowledge about contemporary art and Florence artistic background. I also want to improve my professional skill with my tutor, Lucia Giardino, and live day by day all that will be happening to me.

I just met Nicolas Muller, the artist in residence for 2012; he’s teaching his Foundation Sculpture class at the moment. And he will be working on is solo show soon. I’d like to talk with him about his life in Florence, his art, everything.

I’m so very excited for the experience that awaits me!

Annapaola Presta

Source: http://fair.palazziflorence.com/tag/annapaola-presta/

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