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Master in Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di Eventi dell'Università degli Studi di Firenze
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Nel periodo buio della Seconda Guerra Mondiale, i paesi europei, divisi dai propri interessi economici e sociali, ma allo stesso tempo uniti nel combattere il nemico tedesco, decisero di allearsi nella ricerca della pace. Fu così che nel 1945 – dopo la Conferenza delle Nazioni Unite, durata all’incirca due settimane – nacque l’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, con il fine di ristabilire la pace mondiale. Oggi l’UNESCO, con i suoi 195 Stati membri e 8 Stati associati, continua a far sentire la sua voce, con perseveranza e determinazione.
Dall’8 al 13 marzo 2013, Lucca e Firenze sono diventate sedi del 33° Executive Board della Federazione Mondiale dei Club, Centri e Associazioni UNESCO (WFUCA), riuniti per presentare il documento di proposta dell’11 marzo – anniversario del disastro nucleare avvenuto a Fukushima nel 2011 – come Giornata Mondiale per l’Etica Globale. A Firenze, durante il convegno “Il Linguaggio Universale della Musica e dell’Arte per un’Etica Globale” sono intervenuti Cristina Acidini, Mr Genc Seiti, Patrick Gallaud, Sergio Givone, Eugenio Giani, George Cristophides, Eiji Hattori – insignito di una medaglia speciale proprio durante questa occasione – e Andrea Jengo, i quali si sono espressi sui temi dell’Etica e della mondializzazione, sotto la direzione attenta e premurosa di Marialuisa Stringa, Presidente del Centro UNESCO di Firenze ONLUS e della Federazione Italiana dei Club e Centri UNESCO. Tra i presenti al convegno anche l’étoile Carla Fracci.
Globalizzazione dovrebbe significare ricerca di un punto di contatto, un incontro volto alla condivisione di valori etici e morali, tra i quali il rispetto per la cultura, da trasmettere attraverso l’educazione e la comunicazione. L’Etica è il modo di vedere e vivere la nostra vita, è ciò che facciamo di noi stessi. Storia, arte, scienza e tradizione: sono questi i valori che debbono trainare il carro della Pace, senza mai lasciarne le briglie, interagendo ed entrando gli uni negli altri fino ad arrivare ad acquisire un unico linguaggio, di tipo universale. In occasione dell’incontro tenutosi a Firenze proprio lo scorso lunedì 11 marzo, non a caso sono stati scelti due palazzi, simbolo della storia, dell’arte e del prestigio culturale, capaci di varcare ogni confine, fino a diventare patrimonio dell’intera umanità: il Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio è stata la location ‘d’eccezione’ della mattina, la Sala Luca Giordano ed altre sale di Palazzo Medici Riccardi – altrettanto meravigliose – sono state le sedi pomeridiane.
Questi luoghi, così come tantissimi altri, in Italia e all’estero, devono poter essere difesi, conservati e valorizzati, anche attraverso progetti nuovi e creativi, perché ricchi di tradizione e di storia, perché ricchi di noi.
Un’altra tematica, approfondita in uno dei workshops del pomeriggio, è stata proprio “L’Etica nella gestione dei Beni Culturali. Etica, Innovazione, Economia della Cultura per il Rilancio dei Beni Culturali”, affrontata dal Presidente della Fondazione Florens, Giovanni Gentile. Gli altri workshops hanno visto impegnati nella ricerca di un’Etica Globale anche il mondo dell’educazione, rappresentato da Paolo Orefice, Direttore della Cattedra Transdisciplinare UNESCO per lo Sviluppo Umano e la Cultura di Pace; l’artigianato e le arti minori, a cura di Vasco Galgani, Presidente della Camera di Commercio, e di Giampiero Maracchi, Presidente dell´Osservatorio Mestieri d'Arte, con l’intervento dell’imprenditrice Guia Rossignoli; l'arte sacra, a cura di Monsignore Timothy Verdon, Direttore dell'Ufficio dell'Arte Sacra dell'Arcidiocesi di Firenze e del Museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore; infine l’economia e in particolare l'impresa sociale, a cura di Cristiano Ciappei dell’Università di Firenze, col contributo di Riccardo Di Virgilio e di Novella Mori.
“E’ giunto il tempo di inquadrarci dentro una nuova etica per salvare il nostro ecosistema globale, passando dal vecchio paradigma ad uno nuovo, dalla cultura del possedere alla cultura dell’essere”. Queste le bellissime parole di Eiji Hattori, che incita a ritrovare i valori trasversali, quei principi comuni a tutte le culture del mondo, per far sì che dalla “civiltà della forza” si passi alla “civiltà della vita”.
È giovedì 14 marzo, sono le 10 appena passate, e in una piccola aula affrescata di un liceo del “Diladdarno” fiorentino, comincia il seminario organizzato da ANILS – Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere – e diretto da alcuni membri del nostro Master in Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di Eventi.
Il titolo dato a questa giornata, “Aspetti comunicativi e interculturali nell’insegnamento delle lingue. Cittadini europei dal nido all’università”, è già un programma.
Così, dopo i saluti di rito, gli interventi degli esperti in merito si succedono uno dietro l'altro, con una pausa caffè accompagnata anche da un bel banchetto di ‘ciacce’ e dolci made at home, e una generosa pausa pranzo nel mezzo, anche per dare il tempo a tutti di raggiungere la sede pomeridiana, una curiosa, piccola e datata aula di chimica di un’altra scuola nel centro di Firenze. Si parte dunque dalle esperienze delle insegnanti dell'asilo, presentate durante la mattinata, alcune persino documentate da video carinissimi di bimbi che imparano l’inglese giocando, fino ad arrivare alle interessanti riflessioni, quasi filosofiche, dei professori universitari.
Ma cerchiamo di dare almeno un'idea dei temi affrontati durante la giornata e nella "Tavola Rotonda" finale, provando a sintetizzare il tutto con alcune parole chiave: comunicazione, plurilinguismo, intercultura, civiltà, identità. E ora, per finire in bellezza, proviamo a mettere insieme queste parole tanto importanti: cosa verrà fuori? Che la comunicazione plurilingue significa scambio interculturale e quindi ‘sana contaminazione’ tra civiltà, fino ad arrivare a (ri)definire sé stessi, la propria identità. Potrà sembrarvi uno scioglilingua (tanto per rimanere in tema), un rebus difficile da risolvere, e invece ecco a voi svelato un concetto molto semplice, in effetti già intuito anche da un certo Federico Fellini: “un linguaggio diverso è una diversa visione della vita”.
Si è conclusa in questi giorni l’VIII edizione di Pitti Immagine Taste (09-11 Marzo 2013), una delle esperienze (de)gustative più importanti e affollate d’Italia.
La location designata permette sin dall’inizio di avere un assaggio dell’Italia da gustare. Si perdono alla vista centinaia di banchi, sommersi dalla gente che gusta, prova, sperimenta. Ed ecco che accanto al meglio di salumi e formaggi toscani ed emiliani si staglia, baluardo di una cultura culinaria sempre intenta a coniugare tradizione e novità, il gelato di yogurt all’olio d’oliva.
È ancora la tradizione a vincere se si pensa al confronto regionale tra i dolci siciliani, meravigliosi alla vista e al palato, e l’amara dolcezza della torta Pistocchi, presentata per questo evento in una nuova veste a edizione limitata creata dalla casa di moda fiorentina Marina Mansanta. In questo contesto ricco di curiosità enogastronomiche, si insinuano sgomitando, realtà culinarie che sempre più velocemente stanno travolgendo il panorama italiano: in un tripudio di colori, spuntano cupckakes, cheesecake e muffin, tipici della pasticceria americana.
Ma Pitti Immagine Taste non è solo cibo!
Una ricchissima selezione di vini, dal prosecco al passito, permette ad estimatori e sommelier (reali e “di circostanza”) di conoscere tutta l’eccellenza che da sempre ci distingue in questo ambito. Chi invece punta all’innovazione sono i produttori di birra, che giocando con design di bottiglie e confezioni stravaganti, sapori intriganti ma mai stucchevoli e l’abbinamento ancora shockante di birra e cioccolata (novità lanciata già nel 2012 durante Eurochocolate Perugia, ma consolidata e rafforzata a Pitti Immagine Taste 2013), attirano la curiosità di tutti i visitatori.
Ciò che accompagna indissolubilmente tutta l’esperienza enogastronomica vivibile a Pitti Taste sono i profumi, spesso intensi ma mai invasivi. Pitti Immagine Taste non è solo vetrina per i produttori, Pitti Immagine Taste è anche confronto e ricerca della perfezione e dell’eccellenza. Ed ecco che questa ricerca viene avvalorata sul Taste Ring, nella III edizione del King Of Catering.
I 14 premi messi in palio, da quello per la migliore “mise en place” a quello per la migliore “adattabilità” agli imprevisti, sono stati equamente suddivisi tra nord e sud Italia; il titolo di Re è spettato a “La Fenice Catering” di Faenza, incoronata alla presenza di ospiti importanti dell’ambiente enogastronomico e non.
Pitti Immagine Taste si è dimostrato ancora una volta un banco di prova obbligatorio e fondamentale per l’eccellenza nella produzione italiana; è un’esperienza stimolante per chi ha voglia di investire in questo settore ed è eccitante per qualsiasi papilla de-gustativa.
Gente che viene, gente che va, saluti, abbracci, pianti e sorrisi. La stazione è un luogo odiato e amato, perfetto per i film strappalacrime. Ma provate a immaginarla piena di file di stand enogastronomici con sopra i prodotti tipici di tutta Italia al posto dei binari: in questo caso come si potrebbe non andarci felici?
E allora via! Alla Stazione Leopolda di Firenze lo scorso sabato 9 marzo è partito il treno del gusto, un viaggio di tre giorni attraverso più di trecento profumi e sapori, quelli tipici delle regioni italiane, affiancati quest’anno anche da alcune specialità spagnole. Si è potuto parlare direttamente con loro, le persone che producono quei prodotti, vere e proprie eccellenze del territorio, ma anche assaggiarli, gustarli e magari acquistarli, però solo alla fine, nel Taste Shop, quando ormai le papille ‘de-gustative’ erano appagate.
Si andava dall’olio d’oliva al tartufo, dalla pasta al riso, dal ‘ragù’ di lumache al pesto genovese, dai salumi ai formaggi, e poi c’erano il pane vero, quello a lievitazione naturale, quello di una volta, ma anche la trota affumicata, fino ad arrivare ai dolci. I dolci. Come non avere almeno un piccolo assaggio della magica miscela di cioccolato che rende famosa la Torta Pistocchi di Firenze, presentata proprio in questa occasione con una nuova veste a edizione limitata, firmata dalla casa di moda fiorentina Marina Mansanta.
Assolutamente da non perdersi anche i veri cannoli siciliani ed altre specialità di questa fantastica terra, soprattutto quando ti vengono proposti da dei mastri pasticceri. Questo e tanto altro ancora all’ottava edizione di Pitti Taste, il tutto accompagnato da vini e liquori eccezionali, ma anche birre e persino il gelato alla birra, che si poteva trovare e provare in una delle tappe ‘fuori di Taste’, insieme anche al gelato al pecorino. Sì perché questo evento unico è partito dalla Leopolda, ma non finiva lì. Tutto il centro di Firenze infatti ha ospitato un altro percorso del gusto, per le vie principali e in quelle un po’ più sperdute, che forse, però, erano le stesse che valeva la pena di andare a cercare.
Il Taste Ring di questo ottavo viaggio nel gusto ha ospitato per la terza volta la premiazione del vincitore di King of Catering, unico premio internazionale dedicato alle società di catering e banqueting. Quest’anno è stato assegnato a “La Fenice Catering” di Faenza, in presenza di molti ospiti importanti del panorama nazionale (primo tra tutti il Gastronauta Davide Paolini, ideatore di Taste) e internazionale. I viaggiatori, tanti buyers, molti dei quali stranieri, ma anche semplici curiosi e amanti del gusto, hanno riconfermato ancora una volta il successo di questa straordinaria iniziativa, capace di prendere proprio tutti per la gola.
Inizia il count down per la presentazione ufficiale della Torta Pistocchi fashion “vestita di nuovo” dall’Ufficio Stile della Maison MARINA MANSANTA.
Le due aziende, forti anche della comune origine toscana, hanno scoperto di essere simili per molti aspetti della loro filosofia.
Pochi giorni fa le due Aziende, famose a livello internazionale, hanno sancito un accordo che porterà entrambi a mettere in campo le loro competenze e la loro creatività per dar vita ad un prodotto nuovo…sotto tutti i punti di vista.
L’incontro tra i due brand è il risultato della consapevolezza che, sebbene in settori anche molto lontani e diversi l’uno dall’altro, PISTOCCHI E MARINA MANSANTA, fanno del rispetto della tradizione e dell’esaltazione della qualità i loro punti di forza.
Torta Pistocchi, garanzia di qualità nella pasticceria di alto livello, sceglie una protagonista del mondo dell’Alta Moda come MARINA MANSANTA per lo styling della nuova edizione della sua Torta.
Un tocco fashion che renderà ancora più esclusivo un prodotto già unico.
Credere fortemente nell’importanza della qualità delle materie prime.
Avere la capacità di esaltare e valorizzare gli ingredienti di partenza.
Rispettare una ricetta originale, segreta, ma dimostrarsi capaci di innovare.
Pensare che per fare bene non sia possibile improvvisare ma sia invece necessario lavorare con il massimo impegno.
Questi sono solo alcuni dei punti da cui il progetto ha mosso i suoi primi passi.
Tanti altri dovranno essere compiuti ma chiare sono già le intenzioni, le aspettative, gli scopi e l’entusiasmo che anima questa unione tra veri talenti… del gusto Made in Italy.
Gli ingredienti di questa edizione: internazionalità, ricerca, innovazione, nuovi talenti.
Il tema scelto per questa edizione è stato la bookswear mania, ovvero la lettura intesa come moda intramontabile, sia su libri cartacei che su eBook: la Fortezza a tal proposito è stata allestita con cascate, pareti, facciate di libri. Per i quattro giorni di Pitti tantissimi sono stati gli appuntamenti in città con eventi sparsi nei luoghi più segreti: il centralissimo mercato di San Lorenzo è diventato passerella della maison Kenzo, il Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio ha visto sfilare i capi dello stilista Ermanno Scervino, il museo Gucci ha ospitato la mostra temporanea di opere d’arte appartenenti alla collezione Francois Pinault inoltre si è assistito ad una vera e propria invasione della città da parte di star, attori e famosi che hanno presenziato alle varie sfilate, presentazioni, cocktail di lusso e dj set. Altra location chiave di questa edizione è stata la Stazione Leopolda che come di consueto ha ospitato Material Preview 2013, un evento collaterale di Pitti ma unico nel suo genere che ha attirato l’attenzione di molti buyer internazionali e di tanti curiosi.
Attendiamo fiduciosi l’esito delle nuove sfide in cui vorranno cimentarsi gli stilisti e gli imprenditori per la prossima stagione.
La manifestazione fiorentina sarà il modo per incontrare buyer italiani e stranieri, l’occasione per far toccare con mano le materie prime, per far vedere le finiture di pregio con cui l’azienda MARINA MANSANTA da sempre lavora e produce i suoi capi.
Anche la Luxury Collection, così come tutte le collezioni sposa della Maison MM, fanno della scelta delle materie prime, dei dettagli e dell’attenzione al più piccolo particolare il punto forte del marchio MARINA MANSANTA.
Tutti gli operatori di settore saranno accolti dal personale della Maison, disponibile a descrivere come spugna e ciniglia possano costituire la base per dei pezzi unici, pronti a far sentire ogni donna bella e impeccabile durante i momenti di meritato relax.
"Per un matrimonio da sogno è fondamentale abbinare il proprio abito da sposa a un corretto make up".
Sono le parole di Marina Mansanta, responsabile dell'omonimo marchio di Alta Moda che produce e commercializza da oltre 25 anni abiti da Sposa e Gran Sera.
La collaborazione tra Marina Mansanta e la rivista Make Up Step by Step ha dato vita a dodici scatti unici, definibili nell’insieme "ritratti della sposa perfetta". L'associazione tra i modelli della Maison Marina Mansanta e acconciature e make up ha creato dodici outfit impeccabili.
L'ispirazione per questa unione tra professionalità diverse ma competenti nel settore wedding arriva dai decenni più significativi dalla seconda metà del 1900 fino ad oggi.
Tra gli scatti si ritrova quello che si rifà alla sposa dei primi anni '50, sensuale ma senza eccessi, così come quello che ritrae l'abito personalizzato con pietre e gioielli preziosi più vicino ai gusti della donna pratica ma chic.
Ogni abito Marina Mansanta definisce una tipologia di sposa, partendo dal passato e creando un rimando alla contemporaneità. I colori, le linee, i dettagli scelti per ogni pagina del redazionale sono il risultato dell'esperienza della Maison MM nel saper riconoscere in ogni donna una sposa unica.Questo rende il marchio MANSANTA capace di accogliere ogni esigenza, ciascuna particolarità, diversi gusti...insomma tutte le spose.
L'affermata fotografa di moda Manuela Kali e Marina Mansanta uniscono la loro forza creativa. Il risultato? Uno shooting da togliere il fiato.
Alcuni tra i best seller dell'ultima Collezione diventano l'ispirazione per degli scatti in grado di immortalare la potenza della creatività. Creatività della stilista così come creatività di Manuela Kali, che riesce con il sapiente uso delle luci, angolazioni mai scontate, prospettive perfette e una sapiente gestione del corpo della modella a trasformare una posa in una scena che ritrae l'incrocio tra mille linee di forza.
La potenza che le immagini esprimono è la stessa che guida la matita della stilista quando si trova davanti ad un foglio di carta, la stessa che indirizza lo sguardo della modella in camera nell'intento di allacciare quello del suo osservatore, la stessa con cui la fotografa impugna la sua macchina, facendone lo strumento in grado di fermare in uno shoot tutta questa potenza.
Per vedere tutte le immagini: http://www.manuelakali.it/site/marina-mansanta-2/
Un’eccezionale novità ha inaugurato la 9° edizione della famosa manifestazione torinese che si è svolta a Lingotto Fiere dal 25 al 29 ottobre. Per la prima volta il Salone del Gusto si è sposato con la manifestazione Terra Madre, la rete mondiale delle Comunità del Cibo creata da Slow Food nel 2004.
Presenti i prodotti di 120 presidi internazionali Slow Food, 200 italiani e 400 Comunità del cibo. Un evento unico per tutti coloro che sono attenti all’ambiente, alla salute e all’alimentazione mondiale. Incontri per conoscere i territori, i cibi, le attività educative, i laboratori del gusto, le conferenze: il tutto in un’atmosfera ricca di convivialità e scambio internazionale. Non per niente quest’anno lo slogan è:”cibi che cambiano il mondo”. Il Salone ci ha accolto per farci conoscere deliziose novità e ospiti interessanti. Una festa per celebrare il cibo in tutte le sue sfumature. Una viaggio nel gusto che ci ha fatto attraversare tutto il mondo, senza però dimenticare le specialità della nostra penisola.
Tra gli espositori che hanno animato gli stand con le loro tipicità regionali, da ricordare: i salumi, in particolare, il lardo speziato della Macelleria Giacobbe di Sassello(SV), il capocollo specialità di Scherzerino di Itri (LT), il pecorino a latte crudo, lavorato a mano seguendo le antiche ricette senesi del Caseificio Pinzani di Volterra, passando poi alla Pasticceria Cerniglia Salvatore di San Giuseppe Jato (PA) con i tipici arancini e con i suoi impareggiabili cannoli siciliani. E, infine, un ultimo assaggio di dolcezza: un confetto speciale, quello di Mucci Giovanni di Andria (BT). Numerose le iniziative enogastronomiche che hanno affollato il salone in questi giorni volte a valorizzare e preservare i prodotti che la natura ci mette a disposizione. E’ questo il caso dell’Agorà, uno spazio dove è possibile parlare di temi importanti, come il rapporto tra cibo e salute, le esperienze di acquisto alternative come i mercati della Terra e i Gas (gruppi di acquisto solidale). Un grande successo di pubblico nello spazio dedicato all’Africa, con il suo orto di 400 mq situato al centro dell’Oval e le testimonianze delle comunità, i problemi e la voglia di impegnarsi a costruire un mondo nuovo, anche dove non ci sono condizioni favorevoli. E, poi ancora, esperti del settore ci hanno guidato nella degustazione dei prodotti DOP e IGP italiani. Importanti anche le lezioni e i giochi legati al riciclo dei rifiuti dove si è cercato di trasmettere il concetto della trasformazione del prodotto.
E, inoltre, dedicata ai bambini, l’iniziativa volta a scoprire la frutta e i suoi cicli stagionali e a trasformarla in creatività, le composizioni artistiche più interessanti saranno pubblicate sul sito http://www.fruttanellescuole.gov.it/. Mentre le famiglie hanno sperimentato, con le proprie mani, la preparazione di conserve con i metodi tradizionali. Sono state tante le idee e i nuovi progetti che hanno trovato ospitalità in questo grande salone dal respiro internazionale. Una maratona nel gusto, tra informazione, gioco e novità, all’insegna del desiderio di conoscere e crescere e nella speranza di poter, in futuro, riuscire a camminare accanto alla natura.
Grande entusiasmo per l’evento Cooking Art che ha animato le Officine Farneto a Roma per 3 giorni e si è conclusa lunedì 22 ottobre con la finalissima. Una Kermesse ricca di appuntamenti promossa da Luigi Cremona che ha visto nella prima parte la presentazione della Guida Alberghi e Ristoranti d’Italia 2013 di Touring Editore, mentre nel pomeriggio si è disputata la Finale Nazionale del Premio Miglior Chef Emergente d’Italia.
All’interno della rassegna enogastronomica ha trovato spazio il collegamento televisivo con canale 5 nella trasmissione Verissimo dove il quindicenne Andrea Bigliardi, studente all’Istituto Alberghiero, ha cucinato con Gianfranco Vissani e Riccardo Monco dell’Enoteca Pinchiorri. A concorrere per il titolo di miglior chef emergente, i tre vincitori delle selezioni del Nord, Centro e Sud Italia. La giuria formata da blogger, esperti del settore e famosi chef come Alfonso Iaccarino, Salvatore Tassa, Cristina Bowerman, Enrico Pierri e Andy Luotto. I giovani chef, tutti con meno di trent’anni, si sono sfidati con piatti ispirati ai sapori della montagna e caratterizzati dalla presenza di licheni, miele, levistico, pino mugo e carbone vegetale, abbinati a prodotti stagionali dell’autunno.
Ed ecco i menù campioni, dall’antipasto al dolce, che hanno diviso l’Italia. Gianluca Gorini, Ristorante Poggio Rosso al Borgo San Felice, è stato il primo Emergente in Gara ed ha Rappresentato il Centro Italia: prosciutto crudo toscano con funghi al profumo di sottobosco e crema solida al parmigiano, gnocchi di grano saraceno con ragù di cinta senese, rape, capperi e uva passa, lombo di capriolo alla liquirizia, burro d’acciuga e cavolfiori fondenti, mousse di miele di castagno con il suo polline, soffice alla camomilla, nocciola e limone. Per il Nord Diego Rigotti, Ristorante Maso Franch: trota di lago al miele di rododendro, licheni e gelatina di mela verde, orzotto mantecato al midollo con polvere di carbone di bosco e animelle croccanti, agnello da latte alle erbe di montagna con millefoglie di grappa e zucca e il sottobosco. Infine, Andrea Napolitano per il Sud Italia: crudo di carne agerolese al whisky torbato con emulsione all’eucalipto e uova di quaglie pochè, mezze maniche di Gragnano con alici di Cetara, castagne e mandarini glacee giambonet di quaglia, finferli, biscotti di grano pancetta arrotolata, besciamella di cavolfiore e polvere di caffè e il bocconotto napoletano scomposto.
Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato al trentino Diego Rigotti che rappresenterà l’Italia al Summit della Cucina Italiana nel Mondo ad Hong Kong, a novembre 2012. E’stata premiata una cucina territoriale e creativa, legata alla tradizione e attenta a preservare i sapori del bosco, ma che non dimentica l’eleganza. Tutti i piatti sono stati accompagnati da Trentodoc, bollicine di montagna Main Sponsor dell’evento e Ferrarelle acqua minerale. Un cooking show all’insegna di sapori, profumi e raffinatezze culinarie e grande impegno nel rispettare i tempi.
Ogni chef con il proprio stile ci ha regalato un’esperienza sensoriale unica e ci ha trasmesso la propria arte e passione. Cosa non semplice, in fondo, siamo quello che mangiamo e, in questo caso, anche quello che cuciniamo.
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Si conoscevano da tempo e per questo l'anziana 74enne è riuscita ad estorcere a due sorelle centenarie ben 250 mila euro.
Chiediteatro è una società che nasce il 5 gennaio 2011 per volontà delle due team manager Valeria Pucci e Silvia Zoffoli. Realtà giovane, dinamica, in cui formazione e lavoro sul campo vanno di pari passo e si fondono l’una nell’altra.
Chiediteatro è il portale italiano che si occupa di tutto ciò che ruota attorno ai mestieri e ai professionisti del dietro le quinte spesso poco visibili o poco noti eppure fondamentali per ogni spettacolo, e offre contenuti di informazione e approfondimento di settore con una WEBZINE costantemente aggiornata in cui viene proposta tra le altre cose una selezione di contenuti e notizie generate dalla newsletter di On the move, tradotti in italiano.
On The Move è un network per la mobilità culturale che opera in più di 20 paesi e conta oltre 30 membri in Europa e nel mondo. La sua mission è incoraggiare e facilitare la cooperazione e la mobilità oltre le frontiere dei singoli paesi per contribuire alla costruzione di uno spazio culturale europeo condiviso e fortemente connesso.
Su Chiediteatro si può cercare un teatro in affitto, una sala prove, oppure un service luci, una sartoria di costumi teatrali o una delle tante altre aziende che servono per creare uno spettacolo dal vivo, divise per regione e per categorie, nella directory AZIENDE. Su Chiediteatro non solo chi cerca un noleggio luci o una sartoria teatrali, un teatro in affitto o una sala prove, riesce facilmente a trovare quello di cui ha bisogno, ma le aziende del settore hanno la possibilità di promuoversi ed essere contattate in una directory unica nel suo genere, perché il portale è frequentato da moltissimi addetti ai lavori (e non solo) e da una numerosa community di professionisti del teatro e dello spettacolo dal vivo.
Attenzione particolare viene data ai giovani: in CORSI E MASTER, la directory dedicata ai “mestieri del teatro”, si può cercare un corso o master per iniziare un percorso di formazione professionale e intraprendere (o migliorare ) la propria carriera nel mondo del dietro le quinte.
Cuore del portale è la community: un freelance (fotografo di scena, macchinista, tecnico luci, scenografo etc.) può inserire il proprio curriculum, specificare il proprio grado di esperienza professionale (junior, senior, apprendista), segnalare gli spettacoli ai quali ha lavorato e che andranno prossimamente in scena e avere così una vera e propria vetrina su un portale di settore.
Il portale poi è un vero e proprio motore di ricerca tramite il “cerca un’ azienda” o “cerca un freelance” per trovare le risorse necessarie per realizzare uno spettacolo dal vivo.
Nella COMMUNITY ci sono anche compagnie professioniste e amatoriali che possono creare uno storico dei loro spettacoli nel CARTELLONE e poi tanti altri utenti addetti ai lavori o appassionati del settore.
Tutti possono interagire fra di loro in un social network e in un portale unici nel loro genere.
Chiediteatro è anche impegnata in iniziative e progetti internazionali come il progetto EUTA.
EUTA ha come obiettivo quello di creare una dettagliata mappatura di architettura teatrale dell’Europa Centrale, arricchita da nozioni storiche e tecniche, al fine di creare un database multilingue, strumento utile per tutti coloro che operano nel settore. Oltre alla Repubblica Ceca, i paesi partner sono al momento l’Ungheria, la Polonia, la Slovenia e la Slovacchia.
L’ATI, Arts and Theatre Institute di Praga, ente teatrale della Repubblica Ceca, tra le più importanti organizzazioni mondiali sul teatro, ha promosso con il supporto del programma Culture 2000 dell’ Unione e del Ministero dei Beni Culturali della Repubblica Ceca, il progetto EUTA.
Anche i teatri italiani avranno la possibilità di essere inseriti nel database proprio grazie a Chiediteatro che è stata scelta dall’ATI, come partner esclusivo per l’Italia dell’ Euta.
Frammento di intervista al fumettista italiano Milo Manara.
Manara esprime il suo parere sul fumetto e su cosa l'arte rappresenta per lui. Racconta, inoltre, del suo rapporto personale e lavorativo con uno dei più grandi maestri del cinema italiano, Federico Fellini.
La tecnica utilizzata per il montaggio dei fotogrammi, disegnati come se fossero un fumetto, è quella dello stop motion.
Intervista al vicesindaco del comune di Abbadia San Salvatore, Patrizia Mantengoli, a proposito dell'integrazione dei bambini stranieri all'interno della scuola elementare di Abbadia.
Realizzato da Alessandra Avanzati.
versione demo - approfondimento culturale dedicato ad artisti emergenti del panorama artistico italiano. Il video introduce Irma Palumbo, pittrice.
video realizzato da Annapaola Presta
Master in Pubblicità Istituzionale, Comunicazione Multimediale e Creazione di Eventi dell'Università degli Studi di Firenze.
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Alla Pergola sbarca la nuova edizione di ''Miseria e Nobiltà'', il cavallo di battaglia dei più grandi attori napoletani (e non) del secolo scorso, questa volta integralmente in italiano.
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Rubrica teatrale di Laura Pepe che analizza e va allo scoperta di compagnie emergenti.
Punta i riflettori sulle cosiddette compagnie off che, lontane dai fasti del successo, lavorano con passione e dedizione perché non possono farne a meno.
Ospite in studio la regista Iolanda Salvato che si racconta e ci racconta della compagnia di Tavole Da Palcoscenico.
Today begins my professional experience as intern at F_AIR- Florence Artist in Residence.
I’ll be here for 3 months and in this time I hope to have the opportunity to improve my knowledge about contemporary art and Florence artistic background. I also want to improve my professional skill with my tutor, Lucia Giardino, and live day by day all that will be happening to me.
I just met Nicolas Muller, the artist in residence for 2012; he’s teaching his Foundation Sculpture class at the moment. And he will be working on is solo show soon. I’d like to talk with him about his life in Florence, his art, everything.
I’m so very excited for the experience that awaits me!
Source: http://fair.palazziflorence.com/tag/annapaola-presta/
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