Media innovation, technology pills & other stuff
Come cambia la tecnica postativa con l’introduzione della timeline? Riprendiamo un recente post su Social media Knitting di Olga Mascolo. L’introduzione della timeline (il diario) produce più artificio nella produzione dei post che diventano meno casuali e più lineari avvicinandoli al genere letterario dell’autofiction.
“Un diario in cui postiamo in base ai like degli altri, e quindi finisce che per piacere agli altri, che in verità vogliamo piacere a noi stessi, creiamo dei personaggi, proiezioni ideali, in cui ci riteniamo di essere belli e impossibili. Confondiamo la nostra vera umanità, bella piaciuta e non piaciuta, popolare o elitaria, con una piccola e settaria rappresentazione che abbiamo di essa, quella del numero dei Like.”
E’ da pochi giorni finita la settimana del Salone del Mobile a Milano, da sempre fucina di formidabili idee creative e polo di attrazione per i nomi più blasonati del design internazionale: Heineken ha colto la sfida. Il brand della birra ha presentato il concept night club del futuro: “The Club”, risultato finale di Heineken Open Design Explorations – Edition 1 “The Club”, il concorso internazionale che ha coinvolto i migliori designer emergenti nella progettazione di un concept di locale notturno moderno e avveniristico.
Un esclusivo locale pop-up, e qui sta il bello, firmato Heineken e ispirato al tema ”Changing Perspectives” come essenza della vita notturna, che avrà come elemento ricorrente e portante “l’origami” e l’infinita varietà delle sue trasformazioni. Il risultato è un ambiente dominato dall’immagine dell’origami che, anticipata all’ingresso, prosegue in una struttura flessibile che suddivide gli spazi all’interno del club e torna, come tema ricorrente, nel palcoscenico, nei divanetti e nel look per lo staff.
Ci pensate? Basta palchi “da fiera” o tendoni da asfissia selvaggia, anche la location temporanea, ora, può aspirare ad un design ricercato, effetti luminosi ed installazioni coinvolgenti, da “ohhh” assicurato: e si aprono infinite possibilità soprattutto in un periodo in cui le disco da 2000 persone vivono momenti di stanca tremendi e proporre nuove location, nuovi allestimenti (veloci e funzionali però) sembra essere un’ottima opzione di rilancio.
La data di uscita è fissata per il 2014 e poi ci avvicineremo, realmente, a quell’idea tutta telefilm anni ‘60/’70 di un mondo fatto di macchine volanti. L’idea è di un’azienda olandese -la Pal-V, Personal air and land vehicle – che è riuscita nell’impresa sognata da generazioni di scienziati e ingegneri. Si tratta di un veicolo ibrido tra uno scooter ed un elicottero che, spiega il direttore della Pal-V, Robert Dingemanse: “’Potrà essere usato da privati cittadini, ma anche ad esempio dalla polizia e dai medici” e per guidare il nuovo mezzo di trasporto non ci sarà bisogno di attestati particolari, semplicemente “una patente di guida e un brevetto di volo”.
PAL-V funziona su terra (con un’autonomia di 1.200 chilometri e una velocità massima di 180 chilometri all’ora), e in aria (per 500 chilometri fino a 1.200 metri d’altitudine) grazie alle pale retrattili presenti sul tetto. Ma non pensate di aver finalmente scovato la soluzione alle lunghe code in centro… PAL-V ha infatti bisogno di una pista di circa 160 metri per decollare e di 30 metri per atterrare e, per ora, è ancora un prototipo in cerca di finanziatori per la fase di produzione vera e propria. Il 2014, dunque, dovrebbe essere “l’anno buono” e nel frattempo cominciate a raggranellare tra i 250 mila e i 300 mila euro per comprarla.
Certo l’ultima notizia che circola nel web - Fiorello avrebbe lasciato Twitter per Faceskin - ha dato non poca visibilità alla nuova piattaforma social di Claudio Cecchetto. Progetto lanciato ufficialmente in occasione della festa dei 30 anni di Radio Deejay, sta ora facendo discutere, non solo con piglio gossip, ma anche grazie alla speciale lezione tenuta da Cecchetto stesso agli studenti dell’Università IULM, lo scorso 27 marzo.
«Ricerca, organizza, condividi», il motto alla base di Faceskin, un «motore di ricerche» a metà strada tra Facebook, Google e Wikipedia. Ecco come ne parla Claudio Cecchetto: “L’idea mi è venuta nel 2000. Il problema che avevo notato è che i contenuti web sparivano. Così ho pensato a un registratore di Internet. Ho pensato a qualcosa che non solo archiviasse le pagine, ma permettesse anche di condividerle e metterle a disposizione di altri utenti”.
Una lista dei siti che ami da poter condividere con gli amici, non solo i tuoi, anche le celebrities stanno già creando le loro liste personali, puoi salvare le pagine, condividerle, organizzarle e metterle a disposizione, permettendo di sfogliarle come un libro. Faceskin per ora è ancora nella versione beta, anche se conta già 15.000 iscritti arrivati grazie alla “mobilitazione” on-line di tanti che a Cecchetto devono molto, artisticamente parlando.
Torna anche quest’anno l’appuntamento con l’Ora della Terra WWF - il più grande evento globale di lotta al cambiamento climatico che il 31 marzo spegne simbolicamente le luci di monumenti e luoghi simbolo in tutto il pianeta - invita le città a “reinventarsi” sostenibili e lancia anche in Italia la Earth Hour City Challenge, la sfida internazionale che premia le buone pratiche avviate dalle città per dare una svolta sostenibile al proprio futuro: a partire dalla de-carbonizzazione, in tema di aria, acqua, energia, cibo e consumi, rifiuti, biodiversità, consumo di suolo, abitazioni e trasporti.
La parola d’ordine dell’Earth Hour 2012 è “ispirare”, per creare un virtuoso effetto a catena a tutti i livelli della società, il WWF sta così consegnando a centinaia di Comuni, grandi e piccoli, uno speciale kit per la sostenibilità urbana con le 10 azioni per “REINVENTARE LE CITTA’”, dal risparmio energetico alla mobilità sostenibile, dalla gestione dei rifiuti alla tutela della biodiversità urbana, dalla riduzione del consumo di suolo alla produzione di cibo a chilometri zero; e le “URBAN SOLUTIONS” che nel mondo già funzionano.
“Quest’anno l’Ora della Terra è particolarmente importante. A giugno i grandi della Terra convergeranno a Rio de Janeiro per lanciare proprio lo Sviluppo Umano 2.0, fondato sulla nuova economia sostenibile. Dobbiamo cambiare la nostra economia e andare verso una green economy fondata sulla de-carbonizzazione, sull’uso efficiente delle risorse, sull’equità sociale. E per farlo dobbiamo ripartire dalle città, come avvenne per il Rinascimento italiano”.
Mariagrazia Midulla, responsabile Policy Clima ed Energia
Grubwithus è il sito di social dining che unicse il piacere di conoscere persone nuove con l’amore per la buona cucina. E’ Possibile? Pare di si, questo il concetto alla base del sito internet ideato da due cultori della buona tavola, Eddy Lu e Daishin Sugano. Nato in America nel 2010 ha avuto un grande successo perché, ci pare, “sfrutta” solo il lato positivo di un social network, quello di farti conoscere persone nuove; poi, però, ti “obbliga” a conoscerle realmente grazie ad una cena, o ad un pranzo, occhi negli occhi, in real life, citando il loro claim.
Il suo utilizzo è molto semplice, basta accedere alla piattaforma verificare i ristoranti presenti in varie città e controllare le cene o i pranzi proposti, per poi prenotare. I partecipanti possono essere fino a 24 ed il costo si aggira sui 25 dollari. Se volete partecipare, ovviamente, dovete rispettare delle semplici regole:
- Non utilizzare smartphone o altri dispositivi che vi possano mettere in contatto con altre persone esterne alla “riunione” (It’s time to get offline sottolinea Grubwithus).
- Condividere il pranzo/cena con i presenti rispettando le credenze di tutti.
- Non è possibile offrire a una o più persone presenti al tavolo, ma si può, al contrario, pagare per tutti.
In un’epoca di amicizie virtuali e nulla più, ecco il social che svolta e riporta tutto ad un piano “umano”, difronte ad un buon piatto, poi, che non guasta mai. In Italia questa idea non è stata ancora “cavalcata”, probabilmente perché abbiamo un atteggiamento di diffidenza “tutto nostro” ad uscire a cena con degli estranei e preferiamo il consolidato gruppo di amici, ma non è detto il trend possa cambiare. Si attendono sviluppi.
Lo sappiamo, la vita della celebrity è dura: pedinamenti di Paparazzi, critiche o lodi a qualsiasi passo, soprattutto falso… fantomatici esperti di moda per cui è d’obbligo essere “sempre al top”. Figuriamoci se possono permettersi la libertà di scrivere e chattare su un social network come ogni comune mortale.
Ci racconta technobuffalo.com: “E ‘difficile essere una celebrità. Lo stress. La responsabilità. E peggio di tutto, non avete idea di come le persone possono usare le tue parole o somiglianze. Questo può essere il motivo per cui i ricchi e famosi stanno affollando WhoSay, un servizio specializzato di social media che protegge l’immagine dei suoi clienti famosi”.
Detto, fatto, anche le “povere” celebrity hanno iniziato a postare foto, video e condividere pensieri “in leggerezza” perchè WhoSay (Photos and videos directly from Celebrities and Influencers) dà il copyright direttamente ai proprietari degli account così che nessuno possa più speculare sui contenuti pubblicati nella propria pagina… Il fenomeno è ancora tutto, o in buona parte, americano ma sta velocemnte diffondendosi anche in Europa e gli account famosi si sprecano: da Tom Hanks, all’ormai famoso piede di Danny De Vito, fino a J.Lo festante al Carnevale di Rio. Curiosi?
La moda è l’esempio lampante che le regole della nonna valgono, e vanno tenute bene a mente: non buttare mai via nulla, prima o poi tutto ritorna, omnia revertit, e sarà “pezzo imprescindibile” del guardaroba per la stagione Autunno/Inverno 2017… Così nel post sfilata della scorsa settimana della moda milanese ha avuto vasta eco la dichiarazione di Giorgio Armani che: “Siamo tutti stufi di Valchirie, di donne aggressive, troppo sexy. Per questo, in passerella ho mandato modelle che indossano solo tacchi bassi. Si tratta di un segnale, di un invito a ritornare coi piedi per terra, a camminare in modo naturale, senza per forza dover sembrare una escort”. L’articolo completo qui
Ma ben prima, nel 2010, già lo stilista americano Micheael Kors aveva dichiarato che l’anno si prospettava senza tacchi alti e colore nero come protagonisti, per poi arrivare al paradossale, in quanto, lo stesso Armani, già nel 2007, aveva dichiarato guerra ai tacchi alti e questo video lo testimonia.
Il ciclo sembra essersi chiuso già da un po’ e, in mancanza di novità folgoranti, si ripescano stili, accessori, epoche da cui trarre ispirazione senza darsi nemmeno più di tanta pena per questa mancanza di innovazione. Insomma, è questione di un paio di stagioni, magari anche di qualcuna in più, ma il maglione di lana triplo filo a losanghe stile “brughiera inglese/cane dei Baskerville” è destinato a “tornare buono”: munitevi di anti tarme e pazientate.
Il ristorante lo affitto, il cibo lo porto e ai fornelli mi ci metto io. Vi sembra strano? E’ l’ultima moda, direttamente dalla Cina, in fatto di serate “alternative”. In Italia sta prendendo piede in un’accezione più raffinata e riveduta, da “haute cuisine”, ma l’idea di base è comunque quella di organizzare una cena tra amici, ma in prima persona, in uno spazio che abbia tutte le comodità per mettere i commensali a proprio agio.
Il ristorante “Ai Navigli” di Padova ha così pensato al format “Tuo per un giorno”, ovvero, permettere a tutti gli appassionati di cucina - tra talent e rubriche sul digitale sono tantissimi coloro che si sono scoperti novelli chef - di trasformarsi in cuochi provetti tra fuochi e tegami professionali, finalmente all’altezza della propria vena creativa.
Spiega Massimo Biale de Ai Navigli al Corriere del Veneto. “Gli appassionati che si dilettano a cucinare per gli amici, su prenotazione, avranno a disposizione il nostro ristorante, basterà contattarci e organizzare la propria giornata ai fornelli. Ci incontreremo poco prima per pianificare un menu ad hoc, pensato per almeno venti persone e con un tetto massimo di spesa di circa trenta euro a persona. Una volta stabilita la data e indossato lo speciale grembiule personalizzato, lo chef per un giorno si cimenterà ai fornelli dirigendo la cucina” (tutto l’articolo qui).
In Cina il problema sta a monte (case molto piccole e conseguente impossibilità ad ospitare persone a cena) e, di necessità, si è fatta virtù. Ecco, dunque, i ristoranti a ore - ne stanno aprendo a migliaia - che in breve tempo hanno conquistato un successo travolgente. Ci racconta D di Repubblica: “Il proprietario mette a disposizione il locale, il cui prezzo dipende da qualità e stile degli arredi. Chi ha deciso di uscire per cena, comunica solo il numero di coperti di cui ha bisogno e l’arco di tempo in cui occuperà il tavolo e la cucina. Per il resto, ci si porta tutto: alimenti, bevande e, per risparmiare, anche il detersivo per lavare i piatti” (tutto l’articolo qui). In questo modo si socializza, migliora la qualità dei cibi, ci si diverte… e per i cinesi è una scoperta: i due lati della medaglia.
In tempi di tagli alla cultura, così In Italia e nel mondo, sono proprio i finanziamenti dal basso che possono aiutare i giovani artisti, le produzioni indipendenti a far si che i loro progetti vedano la luce. Non solo la ristretta cerchia di amici a cui chiedere supporto ma un sito dedicato che proprio di questo si occupa: ricercare fondi per progetti creativi. Si chiama kickstarter.com
L’idea è semplice. Io ti presento il mio progetto (teatro, pittura, video game, fumetti… ce n’è per tutti i gusti), chiedo un budget per dare vita alla mia idea, se il progetto ti piace e ha catturato la tua attenzione, ne compri una quota e, in base alla tua donazione, avrai in cambio i biglietti per la prima, piuttosto del nome inserito nella lista dei sostenitori, fino ai gadget dedicati ecc…
Un’idea simpatica, ingegnosa, che prende spunto dal social buying ma le cui finalità sono decisamente diverse, più lungimiranti, senza dubbio, e anche voi vi sentirete un mecenate del 21esimo secolo!
Il progetto teatrale Alice Superbrain - The Twin Section che sarà realizzato a San Fanscisco, il prossimo marzo, è una delle idee in cerca di fondi. Che ve ne pare?