Spiegazioni
pedroelrey, instagr.am
L’itaGliano sarebbe una bellissima lingua. Peccato che i burocrati non si sono ancora estinti.
Incredible Things That Happen Every 60 Seconds On The Internet
Gus Lubin, businessinsider.comIn a single minute there are over 695,000 status updates on Facebook. That’s just one example of the mind boggling scale of online activity.
The following infographics show a bunch of other incredible things that happen in 60 seco…
L’idiota che balla.
Oggi stavo ravanando vecchi filmatini fatti col cellulare e mi ritrovo fra le mani questo girato in Provenza lo scorso Giugno
« Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor,
ma guarda e passa. »
Reblogged from Certi racconti sono un tiro mancino:
Per la serie: se scrivi, non puoi permetterti di ignorare l’informatica, ecco un post che non ci dovrebbe essere e invece.
Ancora adesso capita di incrociare dei siti Web che paiono essere stati concepiti e realizzati negli anni ’90. Perciò è possibile che siano ottimizzati solo per Internet Explorer. Se su Mac si usa Safari, si può ricorrere a “User agent” che fa parte del menu “Sviluppo”.
Il 6 Giugno prossimo, al convegno: Inclusione, e-Skills, formazione, lavoro. Verso l’agenda digitale italiana
vorrei parlare anche di questo tema:
che ne dite?
Cos’è il ROI? Proviamo a vedere che dice Wikipedia. Ok, potrebbe essere complicato e difficile e dunque, banalizzando, possiamo dire che si tratta della ‘convenienza’ nell’intraprendere un’avventura. Ok?
Troppo banale? In effetti, ho banalizzato. Ma già lo sappiamo che ‘nemmeno il cane muove la coda per niente‘, per cui in tutte le attività (soprattutto quelle che hanno un forte impatto economico) ci deve essere una convenienza. Nel caso del ROI la convenienza è il guadagno.
Insomma, mica uno si mette ad investire tempo, capitali, persone, ecc. e poi non ci guadagna nulla.
Nel caso degli Open Data, credo (ma non ho certezze) che ci sia da considerare un ROI interno ed uno esterno.
Ovvero, quanto conviene alle Amministrazioni Pubbliche liberare i dati? E questa convenienza va a vantaggio dell’Amministrazione o dei cittadini? Ecco per rispondere a queste domande bisognerebbe definire una formula per il ROI interno.
Per il ROI esterno, bisognerebbe poi misurare che impatto hanno gli Open Data con le imprese, con chi li utilizza per creare sviluppo imprenditoriale, occupazione, ecc. Anche qui serve la formula.
E poi, c’è un ROI sulla qualità della vita? Mah! Io non lo so. Proveremo a farcelo raccontare dai cittadini.
Andiamo con ordine e proviamo a fare un po’ di considerazioni da #casalingadivoghera!
Gli evangelist dell’Open Data hanno di certo un ROI, nel senso che molto spesso diventano consulenti di Amministrazioni Pubbliche le quali devono itraprendere la via all’Open Data e hanno bisogno di competenze per capire come e quando agire. Anche questa è una convenienza. Solo per loro?
Forse no. Potrebbe esserlo anche per l’Amministrazione che, liberati i dati (in teoria), dovrebbe aver meno oneri di gestione. Sarà vero?
Ma quanto costa liberare i dati? No dai, non mi dite. Qualcuno vi ha detto che non costa nulla? E ci avete creduto!
Il tempo? Le persone? Il portale? Il fornitore? L’algoritmo, lo storage, …… Ah, ecco, allora c’è un costo!
Qui vi quoto (in forma anonima) uno scambio di mail con un amico, con il quale abbiamo disquisito di ROI degli Open Data per una serata intera e stiamo immaginando di approcciare una ricerca:
Quel ‘… so che lo fate in economia ….’ si riferisce al portale del Veneto che, per scelta interna, abbiamo deciso di costruire e gestire grazie all’aiuto di una forma di riuso con il Governo e con l’ausilio di risorse interne. Già pagate, ovvero dipendenti pubblici.
Nel prepararmi a queste analisi stavo osservando che, nemmeno il CKAN inserisce un contatore dei download per poter almeno valutare se qualcuno scarica i favolosi datasets .
Gli americani, più coerentemente, ci mettono i contatori
E altrettattanto coerentemente lo fa la Regione Piemonte sul suo portale
Credo che questo sia un indicatore minimo ma non sufficiente. Ora si tratta di capire: chi se ne fa cosa di quei dati. Dunque le organizzazioni e i singoli cittadini dovrebbero/potrebbero raccontarci gli usi, perché non basta proiettare le slides ai convegni e decantare le lodi di favolose app che nessuno ha mai usato. Io per primo (anche se non sono un indicatore sufficiente.
Cosa ci dicono le aziende? Quanto ci hanno guadagnato? Hanno assunto qualcuno? Hanno reinvestito?
Chi lo sa.
E le spese per liberare i dati, sono utili? Quali dati liberare? Quelli che decidiamo noi da dentro l’Amministrazione Pubblica o quelli che ci chiedono da fuori?
Ma da fuori, dal mercato, dall’imprenditoria, qualcuno ha mai chiesto qualcosa? Certo lo ha chiesto la società civile, o meglio: lo ha chiesto l’élite della rete. Basta questo per giustificare una spesa?
Oggi ho letto questo articolo che citava alcuni dati liberati nel mio Veneto: http://www.sivempveneto.it/leggi-tutte-le-notizie/6821-dati-razze-canine-in-veneto-pastore-tedesco-quella-piu-diffusa-ma-i-meticci-sono-quasi-10-volte-di-piu.html
Non si tratta di ROI (forse) ma di manifestazione di interesse a posteriori. E’ carina, da soddisfazione. Ma giustifica un costo?
Quante domande mi son fatto? Non lo so, ma sono solo all’inizio di un’analisi
…to be continued
… e desiderate leggere un’anteprima del mio nuovo libro, mentre le distribuzioni lo stanno portando nelle librerie :-)
Et voilà:
http://books.google.it/books?id=h9zlxDcmaWEC&lpg=PP1&hl=it&pg=PA5#v=onepage&q&f=false
Chi mi segue sa che godo a fare il guastafeste per i servizi on-line e, sopprattutto, per quelli basati e gestiti sui social media.
Oggi vi presento questo bel quadretto di Mediaworld che si dichiara ‘SOCIAL’ con i bottoncini ma, nei fatti sembra sorda a qualsiasi dialogo.
Il tema è quello delle garanzie e delle cosidette ‘esclusioni’.
Sostengono questi signori, e i produttori che rappresentano nei loro scafali (ACER), che la batteria non fa parte, o fa parte per un periodo limitato, della garanzia di legge di due anni.
Così non sembra e non sto a tediarvi con questioni legali. Al massimo vi offro un link sulle istruttorie intraprese contro questi grandi centri di distribuzione.
Vi voglio però portare a conoscenza di un paradosso che ha dell’incredibile e di come l’accoppiata ACER/MEDIAWORLD sta agendo.
Ho acquistato per mia figlia un netbook Acer a circa 180/190 Euro (ora non ho lo scontrino sottomano) e quello che segue è il loro preventivo per la sostituzione della batteria che NON RITENGONO essere parte integrante della garanzia di due anni: 114 Euro. Più della metà del costo dell’oggetto!
Ovviamente li sto massacrando sui SOCIAL NETWORK, sperando di danneggiare il più possibile la loro reputazione, se mai ne avessero una.
Non rispondono su Twitter, non risondono su Facebook, hanno un servizio di risponditore automatico per le RMA che rappresenta la schizzofrenia.
Scusate se un po’ di orgoglio da appartenenza dopo aver scritto il mio ultimo libro su questi temi: Meglio la gestione pubblica. E ho detto tutto.
Via Libriamotutti che ringrazio :-)
Le foto e il video della serata
Trovi altre fotografie come questa su NING Imparafacile – Ricerca e Formazione in Second Life
Quanti dei miei lettori si ricordano queste disgressioni del 2010?: http://webeconoscenza.net/2010/12/17/onorevole-lei-cinguetta/
Da alcuni giorni, ciò che auspicavo sta accadendo, grazie all’aggregatore: http://www.tweetpolitico.it/ e al profilo su Twitter: https://twitter.com/#!/iltweetpolitico
Leggo dal loro blog che:
Il tweetpolitico si distingue da altri esperimenti sui social media in quanto non si limiterà alla semplice aggregazione di tweet tramite plug-in, ma sarà strutturato come un innovativo magazine online. Il tweetpolitico proporrà infattai rticoli originali ed una rassegna stampa web dei principali quotidiani italiani.
Tra le rubriche si segnalano “buongiorno hashtag” – il punto sui principali temi di discussione della giornata – ed il “tweettone”, un editoriale serale costruito sui tweet dei politici. Altra novità fondamentale è lo spazio Agorà. Qui verranno inseriti i dibattiti e le discussioni nate dagli hashtag degli opinion leader e delle trasmissioni radio-tv più seguite dalla rete.
Iniziativa sicuramente interessante e ….. speriamo sviluppino anche un app o una web app :-)