"Comunicare non è il mio forte, in nessun campo".È possibile, non saper comunicare? O semplicemente chi ti sta intorno deve solo sforzarsi un po' di più di capirti? D'interpretare i tuoi segni, i tuoi silenzi, ...? Di ascoltarti e osservarti con la lente d'ingrandimento, di studiarti con il metodo deduttivo di Sherlock Holmes?
"Tutto il mondo è multiculturale e noi no: è anche poco trendy."ma soprattutto ci ha svelato un arcano segreto che si tramanda di casco bianco in casco bianco da generazioni durante l'investitura ad antenna di pace:
"E quando vai, non illuderti di coltivare assenze.
Te ne vai e questo è tutto."
(Vinicio Capossela, Non si muore tutte le mattine)
"[...] gli Stati, le comunità e le aziende devono chiedere senza sosta prestiti alle banche private, per far sì che l'economia funzioni."
Se volete risolvere il debito, il primo requisito indispensabile è limitare la creazione di denaro alla sola Banca Centrale (invece che anche alle banche private - n.d.r.): questo è il solo modo per ottenere un sistema monetario che non autoalimenta il proprio debito.
Madrid es el epicentro de las casualidades.Y eso explica como pueda haber encontrado a Alis por la Latina, en una callecita escondida dónde nunca pasa nadie y haberlo grabado mientras me saluda *^__^*
L’emarginazione che le donne hanno conosciuto per secoli è stata sostituita con un’integrazione pagata al prezzo di una amara spogliazione di se stesse, deprivazione del corpo-mente attraverso l’imperativo del godimento imposto o dell’auto-oggettivazione egotica delle proprie attrattive sessuali (le tette, parti anatomiche animate da una vita loro propria “diversa da quella della proprietaria”). Uno scenario nel quale le donne devono assumere un “Io” positivo e performante, quasi fosse anch’esso un prodotto, un oggetto di consumo che si acquista senza fatica in un centro commerciale e non una concezione del sé, sfondo di pulsioni ignote, imperscrutabili, infinite. Questo femminile “estroflesso”, addomesticato, cordiale, deciso, megalomane ma disposto alla cooperazione, diventa utile al capitale per tradurre il versante umano (quella che si direbbe l’anima premoderna) nel senso della sua redditività.
[...]
Vivono nel lavoro e di notte, si spostano in gruppo, sono curate, depilate, si dichiarano femministe dentro l’infingimento di un perenne divertimento e dentro una liberazione sessuale compulsiva, livida e meccanica collegata alla complessiva (dis)erotizzazione della società.
- Las propias estructuras jerárquicas y de poder de muchas organizaciones impiden o limitan la adopción de otro modelo de comunicación más transformador. Así que los estudios apuntan también a problemas de mayor calado, de naturaleza cultural e identidad organizacional: el modelo comunicativo era algo que construir, un eje sobre el que girar y a través del cual las organizaciones deben reinventarse
(Montse Santolino Prieto, Comunicando para la solidaridad y la cooperación)
- Algunas trampas que cabe destacar de este modelo son: la falta de sinceridad comunicativa que ocultó debates y diferencias, la despolitización y la invisibilización del trabajo educativo y culturalEl modelo de comunicación de las organizaciones sociales no es inocuo: se ha tomado parte en la legitimización de la dominación cultural de unas personas frente a otra (Norte sobre Sur, por ejemplo), prologando el colonicalismo, en lugar de facilitar el acercamiento y el diaĺogo intercultural.
[...] la seguridad no depende solo de los protocolos, "sino del grado de neutralidad con que la ONG es contemplada por todos los actores del conflicto". Es decir, cuanta más confianza y aceptación logren las organizaciones humanitarias, más protección natural obtendrán para desarrollar su misión sin sobresaltos. [...]Francisco Rey, citado en: Trabajo de héroes... ¿hasta dónde? (ELPAÍS.com)
E, quante volte ci siamo incazzati. Forse però, tu non te ne sei accorto, perché come spesso accadde fino a quando un problema non ti tocca personalmente non te ne accorgi che esiste e fai finta di vivere in un paese che è fondato sul diritto.
Non è tanto gelosia, forse è solo dispiacere nel constatare quanto siamo facilmente sostituibili.
via Digital Crashes
[…] e l’unica ambizione è quella di arrivare
a letto come nel moderno tessuto sociale
potrai spogliare ed essere spogliato ed in nudità
potrai costantemente esprimere la tua libertà
saprai di esistere ogni giorno in piena vitalità
grazie ad una lucina verde che ti segnalerà…
Ogni mattina il mio stelo vorrebbe levarsi nel vento
soffiando ebrietudine di vita,
ma qualcosa lo tiene a terra,
una lunga pesante catena d’angoscia
che non si dissolve.
Allora mi alzo dal letto
e cerco un riquadro di vento
e trovo uno scacco di sole
entro il quale poggio i piedi nudi.
Di questa grazia segreta
dopo non avrò memoria
perché anche la malattia ha un senso
una dismisura, un passo,
anche la malattia è matrice di vita.
Ecco, sto qui in ginocchio
aspettando che un angelo mi sfiori
leggermente con grazia,
e intanto accarezzo i miei piedi pallidi
con le dita vogliose di amore.
(Alda Merini)
Quelle come me non tradiscono mai, quelle come me hanno valori che sono incastrati nella testa come se fossero pezzi di un puzzle, dove ogni singolo pezzo ha il suo incastro e lì deve andare. Niente per loro è sottotono, niente è superficiale o scontato, non le amiche, non la famiglia, non gli amori che hanno voluto, che hanno cercato, e difeso e sopportato.
Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Stranamente, chi più riesce ad amare un luogo, una città, un paese… è proprio l@ Stranier@, che su quel suolo è nato solo all’arrivo del mezzo che ce l’ha portat@, ma che ha il privilegio di vedere tutto per la prima volta, con lo sguardo e l’anima permeabile del bambino, ma con la coscienza dell’adulto.
Il primo passo per conquistare una donna è, semplicemente, volerla davvero.
Segnatevelo.
Nessun carattere è tale che possa essere abbandonato a se stesso, ma sempre ha bisogno di essere guidato con massime e concetti.
Lei era abituata a risolvere quasi tutte le sue cose da sola. Non chiedeva mai consiglio o aiuto a qualcuno. Non perché fosse troppo orgogliosa, credo, ma semplicemente perché le veniva naturale fare così.
Non esistono condizioni ideali in cui scrivere, studiare, lavorare o riflettere, ma è solo la volontà, la passione e la testardaggine a spingere un uomo a perseguire il proprio progetto.
Partire è uscire da sé.
Partire è smettere di girare attorno a noi, come se fossimo al centro del mondo.
Partire è non lasciarsi chiudere dal piccolo mondo cui apparteniamo:
l’umanità è più grande, è essa che dobbiamo servire.
Partire è aprirci agli altri, scoprirli, farci loro incontro,
aprirci alle idee, anche a quelle diverse, avere il fiato di un buon camminatore.
Felice chi comprende e vive questo pensiero:
”Se non sei d’accordo con me, tu mi fai più ricco”.
Un buon camminatore sa che il grande viaggio è quello della vita.
Beato chi si sente eternamente in viaggio
E in ogni prossimo vede un compagno desiderato.
Un buon camminatore si preoccupa dei compagni stanchi.
Li prende dove li trova.
Li ascolta con amore, ridà loro coraggio per il cammino.
Andare avanti solo per andare avanti non è vero camminare.
Camminare è andare verso qualche cosa; è prevedere l’arrivo.
Partire è mettersi in marcia
E aiutare gli altri a cominciare la stessa marcia
Per costruire un mondo più giusto e umano.
Hélder Pessoa Câmara
Scoprire cosa guida davvero il vostro quotidiano. Questa è la vera avventura.
Esiste comunque una bellezza nel vivere, che è quella di scoprire come superare i propri limiti.
Su dieci persone che parlano di noi, nove ne dicono male, e spesso la sola persona che ne dice bene, lo dice male.
Per essere grande, sii intero: non esagerare e non escludere niente di te. Sii tutto in ogni cosa. Metti tanto quanto sei, nel minimo che fai, come la Luna in ogni lago tutta risplende, perché in Alto vive.
Quasi tutto il segreto delle anime grandi si racchiude in questa parola: perseverando.
Tutto ciò che di noi si può immaginare è realmente possibile, ancorché non sia vero per noi. Che per noi non sia vero, gli altri se ne ridono. È vero per loro. Tanto vero, che può anche capitare che gli altri, se non vi tenete forte alla realtà che per vostro conto vi siete data, possono indurvi a riconoscere che più vera della vostra stessa realtà è quella che vi danno loro.
Il gatto non vuole che il mondo intero lo ami, ma solo quelli che lui ha scelto di amare.
“Ogni viaggio è una scuola di resistenza” scrive Marguerite Yourcenar “una scuola di stupefazione, quasi una ascesi, un mezzo per perdere i propri pregiudizi, mettendoli in contatto con quelli degli altri.”
Certamente una scuola di resistenza anche fisica, perché è sgradevole cambiare letto, cambiare abitudini, cambiare alimentazione. Ma in questa sgradevolezza si annida, come un cuore segreto, il tuorlo della stupefazione, il principio dell’ascesi. C’è qualcosa di religioso nello spirito conoscitivo del viaggio. Entrare in sistemi di pensiero che non ci appartengono per nascita, farsene contagiare, può portare a una sensazione di perdita, di estraneità da se stessi, ma può dare anche nuove e sorprendenti emozioni.
Dacia Maraini, La seduzione dell’altrove
Il riduzionismo solitarista dell’identità umana ha conseguenze di ampia portata. Un’illusione evocata per dividere gli individui in categorie straordinariamente rigide può essere usata per istigare scontri fra gruppi.
Siamo soliti squalificare come “utopica” ogni forma di progettualità non sufficientemente asservita alla forza di un principio di realtà tanto perentorio quanto sospetto e inindagato. E se “utopia” fosse invece il nome di uno spazio di pensiero e di un margine di gioco che di volta in volta è stato necessario creare tra le maglie dei testi e dei sistemi di pensiero per consentirsi di progettare la realtà di nuovi principi?
Vivere vuol dire rifiutare. chi accetta ogni cosa non è più vivo dell’orifizio di un lavandino. L’unica scelta sbagliata in questa vita, è quella di non fare una scelta.
"Comunicare non è il mio forte, in nessun campo".È possibile, non saper comunicare? O semplicemente chi ti sta intorno deve solo sforzarsi un po' di più di capirti? D'interpretare i tuoi segni, i tuoi silenzi, ...? Di ascoltarti e osservarti con la lente d'ingrandimento, di studiarti con il metodo deduttivo di Sherlock Holmes?
"Tutto il mondo è multiculturale e noi no: è anche poco trendy."ma soprattutto ci ha svelato un arcano segreto che si tramanda di casco bianco in casco bianco da generazioni durante l'investitura ad antenna di pace:
"E quando vai, non illuderti di coltivare assenze.
Te ne vai e questo è tutto."
(Vinicio Capossela, Non si muore tutte le mattine)
"[...] gli Stati, le comunità e le aziende devono chiedere senza sosta prestiti alle banche private, per far sì che l'economia funzioni."
Se volete risolvere il debito, il primo requisito indispensabile è limitare la creazione di denaro alla sola Banca Centrale (invece che anche alle banche private - n.d.r.): questo è il solo modo per ottenere un sistema monetario che non autoalimenta il proprio debito.
Madrid es el epicentro de las casualidades.Y eso explica como pueda haber encontrado a Alis por la Latina, en una callecita escondida dónde nunca pasa nadie y haberlo grabado mientras me saluda *^__^*
L’emarginazione che le donne hanno conosciuto per secoli è stata sostituita con un’integrazione pagata al prezzo di una amara spogliazione di se stesse, deprivazione del corpo-mente attraverso l’imperativo del godimento imposto o dell’auto-oggettivazione egotica delle proprie attrattive sessuali (le tette, parti anatomiche animate da una vita loro propria “diversa da quella della proprietaria”). Uno scenario nel quale le donne devono assumere un “Io” positivo e performante, quasi fosse anch’esso un prodotto, un oggetto di consumo che si acquista senza fatica in un centro commerciale e non una concezione del sé, sfondo di pulsioni ignote, imperscrutabili, infinite. Questo femminile “estroflesso”, addomesticato, cordiale, deciso, megalomane ma disposto alla cooperazione, diventa utile al capitale per tradurre il versante umano (quella che si direbbe l’anima premoderna) nel senso della sua redditività.
[...]
Vivono nel lavoro e di notte, si spostano in gruppo, sono curate, depilate, si dichiarano femministe dentro l’infingimento di un perenne divertimento e dentro una liberazione sessuale compulsiva, livida e meccanica collegata alla complessiva (dis)erotizzazione della società.
- Las propias estructuras jerárquicas y de poder de muchas organizaciones impiden o limitan la adopción de otro modelo de comunicación más transformador. Así que los estudios apuntan también a problemas de mayor calado, de naturaleza cultural e identidad organizacional: el modelo comunicativo era algo que construir, un eje sobre el que girar y a través del cual las organizaciones deben reinventarse
(Montse Santolino Prieto, Comunicando para la solidaridad y la cooperación)
- Algunas trampas que cabe destacar de este modelo son: la falta de sinceridad comunicativa que ocultó debates y diferencias, la despolitización y la invisibilización del trabajo educativo y culturalEl modelo de comunicación de las organizaciones sociales no es inocuo: se ha tomado parte en la legitimización de la dominación cultural de unas personas frente a otra (Norte sobre Sur, por ejemplo), prologando el colonicalismo, en lugar de facilitar el acercamiento y el diaĺogo intercultural.
[...] la seguridad no depende solo de los protocolos, "sino del grado de neutralidad con que la ONG es contemplada por todos los actores del conflicto". Es decir, cuanta más confianza y aceptación logren las organizaciones humanitarias, más protección natural obtendrán para desarrollar su misión sin sobresaltos. [...]Francisco Rey, citado en: Trabajo de héroes... ¿hasta dónde? (ELPAÍS.com)