Poi di nuovo tutto come prima. E
così ancora e ancora.
E pazienza fino a quell'unica autentica fine per
il tempo
e l'afflizione e il sé e il suo proprio alter ego.
[S.B.]
antoniosinisi@anche.no
Coordinatore del percorso "Parola Movimento Suono" all'interno del Centro Diurno Valle Aurelia altrimenti chiamato Susi Susha. Finito di registrare il radiodramma tratto dal testo di J.R. Wilcock "Da un'Onda all'Altra", in workin' progress un progetto su Franz Kafka
Fondatore di "Natacha von Braun | ensemble di espressione multipla". Debutta nel maggio 2011 con lo spettacolo "Kullus" su testi propri e di Harold Pinter come attore e regista. Nel 2013 in scena con "La Capitale del Dolore". In preparazione un nuovo lavoro che completa la Trilogia sulla Disumanizzazione.
FILM
2007 - Malvisto Maldetto, film-studio in III durate
2009 - Je suis Simone (la condition ouvrière)
2010 - Piano sul Pianeta (malgrado tutto, coraggio francesco!)
Con la partecipazione di: Giufà libreria – caffè
Due giorni per chi legge e per chi scrive, per chi trova il tempo. Perché abbiam cercato ovunque, ma è ancora la strategia di difesa più potente che conosciamo.
16:30 – Proiezione docu-film “Nei secoli fedele. Il caso di Giuseppe Uva” di Adriano Chiarelli e Francesco Menghini
- Presentazione saggio “Quando hanno aperto la cella. Stefano Cucchi e gli altri.” di Luigi Manconi e Valentina Calderone.
18:30 “Ali e corazza” di Daniele Trovato – Presentazione e reading
19:30 “Il peso della grazia” in parole di Christian Raimo e musica di Marcello e Il Mio Amico Tommaso
20:30 Aperitivo
21:30 Spettacolo teatrale “Un po’ per celia. Fantasia petroliniana”
di e con Gabriele Linari, musica dal vivo Jontom
FUOCO AMICO
17:00 “Un maledetto freddo cane” e “La magnitudine dell’indigenza”
Luca Palumbo vs Girolamo Grammatico
18:00 “Storia della mia purezza” e “L’uomo d’argento”
Francesco Pacifico vs Claudio Morici
19:00 “Romanticidio” e “Gli intervistatori”
Carolina Cutolo vs Fabio Viola
20:00 Aperitivo musicale: sonetti e canzoni con Carolina Cutolo, Daniele Miglio, Serena Sansoni al flauto traverso e Emanuele Cecconi alla chitarra
A seguire…
“Il vestito nuovo dell’imperatore” La favola della buonanotte con Antonio Sinisi
E inoltre:
> > “Quel che vi state perdendo” – letture di scrittori non ancora pubblicati:
sabato 19:15 Alessandro Mazzarelli
domenica 17:45 Matteo Trevisani
domenica 18:45 Alessandro Bernardini
> > Stand libreria, scambio libri, parole in mostra e molto altro.
Un percorso teatrale, luogo d’incontro, zona libera dell’espressione dell’individuo. Aperto a tutti, su un lavoro basato sull’ascolto, sull’osservazione (dentro e fuori la scena), sul testo, sull’azione individuale e su quella collettiva condotto da Daniele Miglio e Antonio Sinisi.
Prevista una messa in scena del lavoro svolto da novembre a maggio.
Primo incontro: giovedì 8 novembre 2012 | ore 20:00
Ogni giovedi dalle 20:00 al Piccolo di Pietralata in via Stellaria, 7 (metro Pietralata)
* * *
Informazioni e Prenotazioni:
natachavonbraun@anche.no
392 28 99 182
Parte la seconda edizione
di Logos – Festa della Parola dall’11 al 14 ottobre a Roma.
Terra è la parola da festeggiare quest’anno.
Dall’11 al 14 ottobre 2012 all’ex Snia – Parco delle Energie, via Prenestina 173-175, Logos – Festa della Parola, si prepara a interpretare la parola Terra in quattro giorni di presentazioni di libri, messe in scena, cinema, musica, reading, installazioni e mostre, seminari e incontri. Questa seconda edizione si svolgerà nella suggestiva scenografia urbana del Quadrato, il nuovo spazio polifunzionale gestito dal Forum Territoriale Permanente ed ecosostenibile poiché completamente alimentato ad energia solare.
In apertura, giovedì 11, Letteratura&Conflitto, un incontro in cui, interpreti, autori e autrici si confrontano sul palco tra reading e socialità e a seguire il concerto delle band romane Banda Jorona e Muro del Canto, da sempre dedite al folk in romanesco.
Previsti per sabato 13 l’incontro dal titolo Dallo Sputnik al Bosone di Higgs, e gli interventi dell’astrofisica Margherita Hack e dell’astronauta Umberto Guidoni, appuntamento aperto alle scuole superiori.
Alessandro Portelli, Piero Bevilacqua, Nicoletta Poidimani, sono solo alcuni degli altri nomi che porteranno il proprio contributo a discorsi su colonialismo e neocolonialismo, landgrabbing, l’erosione di territorio e la speculazione, il cibo, le migrazioni e il meticciato, il surriscaldamento del pianeta e il saccheggio delle risorse, fino alle ultime scoperte scientifiche che inducono anche profonde riflessioni su uomo, natura, dio.
Tra gli incontri da segnalare, il ciclo a cura della Scuola Popolare Pigneto-Prenestino e l’Università delle Lingue, che si apre simbolicamente nei locali della scuola Pisacane con la preziosa partecipazione di Enzo Caffarelli, direttore della Rivista italiana di Onomastica, alle prese con l’appello delle classi del quartiere, un ideale caleidoscopio di cognomi da tutto il mondo. Il ciclo continua alla Snia con Luca Serianni, linguista e filologo dell’Accademia dei Lincei, le scrittrici Igiaba Scego e Elvira Mujčić, tra discorsi su contaminazioni linguistiche, convivenza nei quartieri popolari e la costruzione del nuovo italiano.
Le serate musicali, oltre al già citato momento di folk romanesco, vedranno avvicendarsi Paolo Innarella Flute Project e a seguire Dj set Luzy L, e per il sabato interessanti sonorità dall’est e dal sud con Serhat Akbal (saz/violino – Kurdistan), Sandro Joyeux (afrobeat/folk/reggae), Precharija Orkestar (balcan music) e a seguire balcan Dj set con Gadjo D’Rome da Radio Sonar.
A Logos grandi anteprime cinematografiche: la trilogia del Cinema Corsaro, quest’anno in concorso a Venezia: Gli Intrepidi di Giovanni Cioni, Iolanda, tra bimba e corsara di Tonino De Bernardi e Carmela, salvata dai filibustieri di Giovanni Maderna e Mauro Santini, l’esclusiva proiezione di Mare Chiuso di Andrea Segre e Stefano Liberti, non ultimo La Madre di Jean-Marie Straub. Il prezioso contibuto del Festival delle Terre e del Festival del Cinema Kurdo completano la ricca programmazione.
Per il teatro spicca Alessandro Langiu che presenta Venticinquemila granelli di sabbia, teatro di narrazione pluripremiato. Grande programma per i più piccoli con le narrazioni L’Orecchio Verde di Gianni Rodari, un omaggio ecologista allo scrittore dedicato a grandi e piccoli/e e FaRe Mi FaVolare del Teatro dei Dis-Occupati, favole dal terzo mondo. Per i più piccoli, inoltre, workshop, laboratori e percorsi di gioco organizzati dalla LudOfficina Mompracem.
Una rete di associazioni e realtà da tutta Italia e non solo, che agiscono sui temi della lotta per la terra, della sovranità alimentare, contro lo sfruttamento bracciantile e per il consumo critico, diventerà poi animatrice del ciclo Riprendiamoci la vita, la terra, la luna e l’abbondanza, con momenti di confronto, di studio, di divulgazione e di condivisione di pratiche e saperi con la partecipazione di Antonio Onorati, Stefano Liberti e Antonello Mangano e una delegazione dei movimenti di lotta per la terra dall’Andalusia.
Il collettivo fotografico OcchiRossi, proporrà un incontro che coinvolgerà fotografi/e, tra cui il collettivo Terraproject, con progetti a tema, ed è da segnalare anche la performance-colloquio organizzata dal gruppo Stalker Walking School con gli urbanisti Paolo Berdini, Vezio de Lucia, la giornalista Ella Baffoni, la scrittrice Carola Susani, un momento di azione e riflessione sulla città di Roma, tra passato, presente e futuro.
Un ecosportello di bioarchitettura sarà a disposizione per fornire consigli a chi voglia ristrutturare la propria abitazione in chiave ecosostenibile.
In funzione durante i quattro giorni di rassegna cucina, birreria, bar, sala lettura e spazi per bambini/e.
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Info e contatti
Logosfest.org @ Csoa ExSnia | Via Prenestina 173 Roma
mail parola@anche.no
pagina facebook | profilo facebook | twitter
Riparte VIA LIBERA AL TEATRO! Un percorso teatrale, luogo d’incontro, zona libera dell’espressione dell’individuo, aperto a tutti, su un lavoro basato sull’ascolto, sull’osservazione (dentro e fuori la scena), sul testo, sull’azione individuale e su quella collettiva condotto da Daniele Miglio e Antonio Sinisi.
Anche quest’anno è prevista una messa in scena del lavoro svolto da ottobre a maggio.
Primo incontro: martedi 2 ottobre 2012 ore 20:30
Nel mese di ottobre è prevista una prova gratuita.
Ogni martedi dalle 20:30
OFFICINA CULTURALE VIA LIBERA
via dei Furi, 27 (metro Porta Furba /Quadraro)
Informazioni:
http://vlat.posterous.com
392 28 99 182
Prenotazioni:
www.officinavialibera.it
officinaculturale.vialibera@gmail.com
presentano
Costruire la propria presenza avvertendo la relazione con le cose, farsi gradualmente consapevoli di quanto in quello spazio sta accadendo e riportarlo in una sorta di narrazione che sorga da un uso gratuito del pensiero e liberatorio della parola.
È una sorta di esplorazione molecolare di un territorio sempre sconosciuto perché generato dall’incontro tra ciò che è dentro di noi e fuori, ciò che è esterno e interno di noi stessi.
Guardo e sono diverso, dico e questo mi cambia, mi muovo e sono già mosso, e questa trasformazione, il tormento e la sua gioia, dà corpo al mondo e mi apre.
Parlare come quando si pensa o si sogna, guardare come a dare luce, muovere lo spazio, ascoltare il tempo, non sappiamo ancora bene cosa voglia dire ma ci motiva e un po’ci guida nella ricerca di questa condizione poetica della presenza che sappia, come un tocco magico, trasformare lo spazio in luoghi, dare al tempo le sue vicende e riportarci il corpo delle nostre tante anime.
* * *
NOTE DI LAVORO
Per ora il nostro lavoro è ancora di ricerca e siamo impegnati su una serie di esercizi creativi realizzati in luoghi all’aperto. Non possiamo ancora essere precisi sullo spazio che meglio potrà accogliere la nostra opera ma in questo momento ci sembra di poter dire che occorre una certa protezione del luogo per potersi esprimere al meglio e pertanto ci sembra più adatto e opportuno un cortile anziché una piazza.
Speriamo di apparire
Andrea Cefali, Pamela Cirulli, Marcello Fagiani, Andrea Ferraro, Salvatore Gambilonghi, Vincenzo Giorgi, Carmela Lavorato, Nino Pizza, Diana Pucci, Marta Reggio, Caterina Stillitano
Articolo tratto da Hanging rock cake
Dall’innocenza all’assurdo. Dalla convivialità al terrore. Sono questi i contrasti cardine del teatro di Harold Pinter, egregiamente resi nello spettacolo Party. Che fine ha fatto Jimmy?. La piéce, messa in scena dalla compagnia Via Libera al Teatro e diretta da Antonio Sinisi e Daniele Miglio, è basata sull’interazione ed il collage di cinque testi del celebre e controverso autore: Party Time, Anniversario, L’intervista, Tess e Conferenza Stampa.Tanti attori in scena danno vita ad un meccanismo – diviso in tre atti – in cui la goliardia e l’entusiasmo tipici di borghesi benestanti riuniti ad una festa, svelano un retroscena fatto di violenza e sopraffazione. Il senso politico che segna con vigore tutti i lavori di Pinter emerge gradualmente, e nelle battute iniziali e centrali non è che un’eco che si nasconde dietro dialoghi affettati o sboccati, tautologie, non-sense.Buona parte dello spettacolo infatti è basato sull’importanza quasi invasiva della parola, della conversazione, del racconto e del monologo. Il ritmo della voce degli attori, delle pause e delle riprese è quasi sempre serrato e costruisce una sorta di ‘danza’ con le luci e le ombre che si creano sul palco e con i movimenti. Al centro della rappresentazione, tuttavia, non c’è solo la parola ma anche la presenza scenica, la fisicità stessa degli interpreti – molti di loro sono attori alla prima esperienza – capaci di amalgamarsi e creare un movimento d’insieme compatto.‘’Abbiamo deciso di dare rilievo ai movimenti sulla scena in modo da armonizzarli con l’intreccio drammaturgico’’, ha spiegato il regista Antonio Sinisi. ‘’Abbiamo studiato anche le caratteristiche fisiche dei vari attori – ha proseguito – proprio per creare questo tipo di ‘corrispondenza’ anche fra corporeità e personalità dell’interprete’’. Questo risalto della fisicità e dei riferimenti al corpo è rafforzato anche dai numerosi rimandi al sesso presenti nello spettacolo. Ma quella di Party è una sessualità affrontata nei suoi aspetti più materialistici o peggio, come strumento privilegiato di controllo e barbarie.Antonio Sinisi, giovane regista giunto al suo quarto lavoro su Pinter, è membro dell’Officina Culturale Via Libera, come gli attori e lo staff che hanno reso possibile la rappresentazione. L’associazione, che ha sede nel quartiere del Quadraro, in via dei Furi, promuove e realizza ogni anno attività legate anche alle arti figurative, alla musica, alla cucina e alla letteratura ed è aperta alle proposte di chiunque voglia prender parte ai progetti o offrire un contributo.‘’Sicuramente organizzeremo qualcos’altro l’anno prossimo, probabilmente da Gennaio’’, ha concluso Sinisi.
Ilaria Appicciafuoco
Un manuale di anatomia per le nuove (de)generazioni
Progetto di videoproiezione e performance dal vivo
È sempre la testa a rompersi per prima. Si stacca dal corpo, non trova più il suo posto. Parte mancante, pezzo vacante, mina vagante, è sempre la testa a spegnersi per ultima. A PEZZI vorrebbe presentarsi come un manuale di anatomia distorta in cui il corpo, in ogni sua parte, entra in relazione con le specificità del linguaggio video e dell’azione scenica, giungendo in fine ad una irrisolta frammentazione, trasfigurata in chiave metaforica anche attraverso il disegno luminotecnico, la disposizione degli oggetti e del corpo nello spazio, e il già citato ricorso al video e alla lingua parlata. A PEZZI vorrebbe essere un percorso mirante a contrapporre tutto ciò che è corpo (incontrollabile pulsione sensibile) a tutto ciò che è cervello (misurata razionalità), nel dichiarare una impossibile via d’unione. Generosità del corpo che si fa e si disfa. Scorporato. E avarizia della mente, altezzosa nella sua separatezza.
di Salvatore Insana e Elisa Turco Liveri
voce e performance Elisa Turco Liveri
elaborazione audio/video e testi Salvatore Insana
disegno luci Giovanna Bellini
organizzazione Flavia Passigli
produzione Compagnia del Meta-Teatro – Dehors/Audela
Spettacolo di acrobazie e giocolerie. Da Nairobi a Roma
I Nafsi Africa Acrobats sono nati come gruppo di acrobati professionisti nel 2002: i membri del gruppo provengono da una realtà disagiata come quella delle baraccopoli di Nairobi. L’arte acrobatica per i bambini è stata introdotta nei programmi educativi del Centro “Kivuli” di Koinonia Community fondata nei primi anni ’90 in Kenya dal Padre comboniano Renato Kizito Sesana. I Nafsi Africa rappresentano uno specchio della realtà più emarginata dell’area urbana di Nairobi; sono portatori di valori positivi e di una nuova maniera di trasmetterli. I Nafsi Africa sono veicolo di conoscenza per la gioventù italiana a proposito dei problemi sociali ed economici di alcune realtà dell’Africa non profondamente e tantomeno conosciute in Europa. La sostanza dello scambio culturale è un progetto di educazione allo sviluppo da realizzare con i giovani studenti italiani.
info:http://nafsiafrica.webs.com/
La Questione NO TAV non è solo al necessità pratica di bloccare un traforo inutile ma una questione di dignità, onestà,
libertà. NO TAV NO MAFIE.
uno spettacolo di Laura Pece e Stefano Greco
musiche Francesca Bertozzi
produzione Teatri della Viscosa
Vivere la scena teatrale come luogo di rivelazione.
Costruire la propria presenza avvertendo la relazione con le cose, farsi gradualmente consapevoli di quanto in quello spazio sta accadendo e riportarlo in una sorta di narrazione che sorga da un uso gratuito del pensiero e liberatorio della parola.
È una sorta di esplorazione molecolare di un territorio sempre sconosciuto perché generato dall’incontro tra ciò che è dentro di noi e fuori, ciò che è esterno e interno di noi stessi.
Guardo e sono diverso, dico e questo mi cambia, mi muovo e sono già mosso, e questa trasformazione, il tormento e la sua gioia, dà corpo al mondo e mi apre.
Parlare come quando si pensa o si sogna, guardare come a dare luce, muovere lo spazio, ascoltare il tempo, non sappiamo ancora bene cosa voglia dire ma ci motiva e un po’ci guida nella ricerca di questa condizione poetica della presenza che sappia, come un tocco magico, trasformare lo spazio in luoghi, dare al tempo le sue vicende e riportarci il corpo delle nostre tante anime.
Sperando di apparire:
Andrea Cefali, Pamela Cirulli, Marcello Fagiani, Andrea Ferraro, Salvatore Gambilonghi, Vincenzo Giorgi, Carmela Lavorato, Nino Pizza, Diana Pucci, Marta Reggio, Caterina Stillitano
uno spettacolo della Compagnia Nontantoprecisi
regia Nino Pizza
Il 9 maggio 1978 Peppino Impastato moriva per mano mafiosa sulla linea ferroviaria Trapani Palermo, presso Cinisi, il suo paese natale. Peppino si era ribellato alla sua famiglia e a Gaetano Badalamenti, il boss che teneva sotto scacco quel lembo di terra tra Montagna Longa e Punta Raisi. L’azione di Peppino avveniva attraverso i microfoni di Radio Aut, l’emittente di controinformazione da lui stesso fondata. Giorgio Di Vita, che lo conobbe e condivise con lui e con gli altri compagni l’esperienza della radio nell’estate del ’77, ha raccontato quei fatti e quel clima politico e sociale in un libro di memorie. Oggi quel libro diventa uno spettacolo che vuole raccontare la storia di Peppino, non solo attraverso le voci di Radio Aut, ma anche attraverso le testimonianze recenti dei suoi compagni. I flashback ci riporteranno in quegli anni, e ci faranno rivivere l’entusiasmo, l’urgenza e soprattutto l’originalità di una lotta alla mafia portata avanti con mezzi mai usati prima: il teatro, la satira, la controinformazione dal basso. Onda pazza verrà ritrasmessa attraverso i documenti audio originali miscelati ad un Peppino Impastato a volte trascinatore, a volte disperato, ma sempre trafitto da una costante urgenza di dover cambiare le cose, da un totale bisogno di libertà. La storia è attuale, perché la Mafia c’è sempre.
di e con Consuelo Cagnati e Andrea Maurizi
regia Consuelo Cagnati
liberamente tratto dal romanzo ‘Non con un lamento’ di Giorgio Di Vita
supervisione storica al testo Salvo Vitale
allestimento scenico e disegno luci Alessandro Calabrese – Fonica Valentina Piazza
maschere in cuoio di Mirko e Alberto Ferraro – Foto di scena Francesco Galli e Gregorio Sgrigna
Ultima produzione del Laboratorio Permanente al centro sociale ex-Snia, scritto e diretto da Michelangelo Ricci, uno spettacolo che mostrando il gioco teatrale e le pratiche del laboratorio elabora la figura di Catilina come personaggio emblematico, figura chiave del passaggio tra una repubblica corrotta e sostenuta dal malaffare delle banche alla dittatura cesariana. Catilina è condannato dalla storia riscritta dei vincitori a figura di congiurato, isolato e subdolo, Lo spettacolo ce lo restituisce invece, come uomo di potere usato da altri uomini di potere, sacrificato e calunniato per i passaggi utili al regime dei potentati economici e militari, per l’inizio dell’impero.
***
dalle 19:30 aperitivo – info/shop – expo ingresso a
sottoscrizone 3 euro
C.S.O.A. eXSnia via Prenestina 173 Pigneto – Roma bus 81/810/12N – tram 5/14/19
presenta
mercoledi 13 giugno 2012 | h. 21:30
eXSnia | via Prenestina, 173
ingresso € 3,00 / aperitivo dalle 19:30
Progetto di videoproiezione e performance dal vivo
È sempre la testa a rompersi per prima. Si stacca dal corpo, non trova più il suo posto. Parte mancante, pezzo vacante, mina vagante, è sempre la testa a spegnersi per ultima.
A PEZZI vorrebbe presentarsi come un manuale di anatomia distorta in cui il corpo, in ogni sua parte, entra in relazione con le specificità del linguaggio video e dell’azione scenica, giungendo in fine ad una irrisolta frammentazione, trasfigurata in chiave metaforica anche attraverso il disegno luminotecnico, la disposizione degli oggetti e del corpo nello spazio, e il già citato ricorso al video e alla lingua parlata.
A PEZZI vorrebbe essere un percorso mirante a contrapporre tutto ciò che è corpo (incontrollabile pulsione sensibile) a tutto ciò che è cervello (misurata razionalità), nel dichiarare una impossibile via d’unione.
Generosità del corpo che si fa e si disfa. Scorporato. E avarizia della mente, altezzosa nella sua separatezza.
di Salvatore Insana e Elisa Turco Liveri
Voce e performance Elisa Turco Liveri
Elaborazione audio/video e testi Salvatore Insana
Disegno luci Giovanna Bellini
Organizzazione Flavia Passigli
Produzione Compagnia del Meta-Teatro – Dehors/Audela
Adriano: fortuna che nei panni di Russell non ha mai dato cenni di insofferenza al fatto che lo avessi reso cornuto (retrospettivamente, ma per noi maschi – si sa – vale lo stesso). Perché in caso contrario sarebbe stato come passare sotto una pressa compattatrice o almeno questa è la sensazione che ho avuto quando si esercitava su di me nei placcaggi per le prove dei Frammenti di Resistenza…
Alessandra: dal primo giorno ho pensato che fosse la sosia di Hilary Swank in Boys don’t cry. E in effetti di quel personaggio ha la stessa fragile tenerezza e la spensierata noncuranza. Ha dato vita a una Tess che sarebbe stata incomprensibile per chiunque altro (cfr. dubbi di Daniele sul gin rosa durante le prove…). A mio giudizio, quella con il miglior potenziale della compagnia!
Alessandro: calato imperturbabilmente nei panni dello stralunato Fred sin dalla sua prima apparizione, ha trasudato…ehm, tradito la sua emozione nei camerini dell’Orologio. Le macchie sulla sua camicia dopo l’esibizione valgono 1000 volte il prezzo del biglietto per vedere la Sindone! Il Cristo del Quadraro.
Andrea: il giorno della replica si scopre che, oltre a essere cognati sul palcoscenico, lo siamo stati per un po’ anche nella vita vera…solo che non lo sapevamo! In epoche diverse siamo stati fidanzati con due ragazze che erano davvero sorelle e che si chiamavano Julie e Prue (no, quest’ultima parte è una balla)!! E senza VLAT non lo avremmo mai saputo! Un ritorno dal passato.
Angela: l’irrequietezza fatta persona, ma alla fine ha saputo dare corpo e voce a uno dei personaggi più inestricabili della commedia, con sense of humour e una buona dose di coraggio. Regina indiscussa degli impallamenti: memorabile quello di domenica su di me dopo il suo monologo sui gheppi. Che mi abbia scambiato per un birdwatcher??
Antonio C.: l’unico volto di VLAT che conoscevo già prima dell’avvio del laboratorio. E chi non conosce il buon Ciaffone? L’impressione che si ha scoprendolo meglio è che possa parlare con chiunque: ministri, prelati, consulenti strategici, comuni fancazzisti…tutti almeno una volta lo hanno incrociato nella loro vita e hanno sorriso con lui!
Antonio S.: conosciuto potenzialmente sui banchi dell’aula X di merceologia, abbiamo intrapreso insieme gli studi di economia. Ma mentre io mi disperavo dietro i manuali di diritto e le dispense di economia come un qualsiasi secchione brufoloso, il Maestro (cfr. appellativo rivoltogli da Daniele alla prima lezione di VLAT) intratteneva orde di fanciulle pomicianti con le sue invettive anticapitalistiche, le retrospettive di Sughi e le tecniche per resistere alle cariche antisommossa! Purtroppo gli restano ancora 5 esami da fare…
Barbara: sempre sorridente e gentile, ho provato per lei una naturale simpatia dalla prima volta che l’ho vista. Disincantata nel suo ironico pessimismo, anche nella riunione pre-spettacolo di domenica vedeva lo sfacelo materializzarsi dinanzi a sé. Poi è bastata l’ennesima filata con Zafa nei camerini (strano modo di intrattenere una bella ragazza, ma contento lui…) e anche stavolta ha fatto un figurone!
Cristiana: spaventata come un gheppio nel mirino di Angela e insicura come un Ciaffone col tutù durante le prove, sfodera una grinta e un’interpretazione sarcastica della sua Suki da spellarsi le mani! Il pubblico ride e si diverte alle sue battute, sperando forse di finire con lei dietro qualche schedario. Da parte mia, tante scuse per la volgarità che le ho ripetuto in faccia tante volte in apertura del 3° movimento.
Daniela: entrata nella compagnia in punta di piedi, con quello stesso garbo ed eleganza ha attraversato tutto il suo percorso. Che è stato simbolicamente il percorso di tutti noi: la curiosità, la crescita, la caduta, la paura e infine il coraggio di salire sui gradini e guardare tutti dall’alto, nonostante tutto. Attrice vera e donna di temperamento!
Daniele: lo incontri la prima volta, ci parli 5 minuti e hai già l’impressione di esserci amico da una vita. Ne ammiro la totale assenza di filtri e inibizioni: dirà sempre, con gli occhi, con la voce o con il corpo, quel che pensa di te in quel momento! E a chi lo taccia di modi rudi e poco ortodossi, invito a osservarlo come si trasforma quando saluta la mia signora (sono sue parole!!).
Davide: sarà perché porta il nome di mio figlio, sarà perché è della Roma, sarà perché è il più giovane della compagnia (credo), ma per me è stato il più simpatico e autoironico di tutto il gruppo. Partiva con le basi di un’altra arte figurativa (il ballo) e in pochi mesi ha imparato due mestieri: attore e cameriere! Ci vediamo in pizzeria…
Dina: sepolta per intere settimane sotto le scartoffie del Matemù, fra spettacoli sociali e iniziative di aggregazione multietnica, ho avuto poco modo di conoscerla e apprezzarla in questi mesi. In compenso l’andrò a trovare nella sua isola questa estate: alla mia futura moglie ho promesso che la porto laggiù per il viaggio di nozze (il prossimo 14 luglio, n.d.r.).
Eleonora: la stakanovista della compagnia, credo non sia mancata nemmeno a una prova! Ha recitato nei panni di Prue, ma poteva interpretare chiunque altro. Persino Jimmy, che l’altro giorno qualcuno tra il pubblico si domandava ancora che fine avesse fatto…Seria e professionale, ha reso il lavoro al nostro tavolo molto più agevole di quello che pensavo. Certezza!
Federica: gli sono stato seduto accanto per 4 mesi, eppure fino all’ultimo ho temuto che con la sua grinta e la sua personalità mi avrebbe prima o poi mollato un ceffone o una pedata. E invece gratta gratta, sotto quell’aspetto ombroso e diffidente, cela anche lei la sua dolcezza e i suoi timori. Emozionatissima al debutto, e ve lo garantisco io che la conosco anche sotto al tavolo…
Federico: col padrone del Normale c’è poco da scherzare. Una parola di troppo e ti trovi rastrellato come un castello di sabbia fra le dune di Capocotta. Esibisce da subito una memoria da elefante e col tempo lavora sui gesti, sulle sfumature, sulle abiezioni di un personaggio controverso e difficile da rendere. Le api operose lanceranno una versione fucsia della sua limetta per il VLAT del prossimo anno!
Ilaria: l’esuberanza fatta persona, ha recitato nei panni di un personaggio forse poco adatto per lei, ma ce l’ha messa tutta. La propongo come indiscussa interprete di Uma Thurman nel 3° episodio di Kill Bill, nel quale la nostra eroina si vendica dei propri sadici registi (rectius, Maestri) facendoli recitare nei panni di Yoghi e Winny the Pooh in un saggio parrocchiale per la festa di Don Bosco.
Lapo: l’unico altro papà della compagnia, con le mie stesse stramaledette radici toscane (Malaparte non ti offendere), sonnecchia al laboratorio per 4 lunghi mesi. Che soffra di letargia come River Phoenix in Belli e dannati? Macché, nella due giorni dell’Orologio è lui a prendersi tutto il gruppo sulle spalle, con mestiere, sicurezza e padronanza di sé. Un fuoriclasse nascosto nei panni di un (apparente) gregario.
Maria: maltrattata da Terry manco fosse l’ultima delle sfigate, trattenuta a terra per metà abbondante dello spettacolo, finisce sul lettino dello psicoterapeuta, ma non si tira indietro davanti a nulla. Le sbarre della prigione non fanno poi tanta paura quando si è così sorridenti e generosi! Un esempio di altruismo.
Maria Grazia: orfana da un certo punto della sua spalla Richard (cfr. dopo Sergio), non si perde d’animo e si aggrappa a tutte le sue risorse. Serietà, dedizione, puntualità e tanto tanto impegno per impadronirsi anche della parte non sua: chi altro l’avrebbe fatto a pochi giorni dal debutto? Solo una molisana DOC!
Moira: ha cominciato dicendo che si sarebbe occupata solo dell’esazione delle mensilità. Ha finito che, se Ilaria non la tratteneva, si mangiava tutti quelli in prima fila. Un concentrato di grinta nascosto dietro un’apparente timidezza! E dire che all’inizio non voleva neppure ballare…
Sergio: entra nella compagnia in modo dirompente, portando per primo il gusto di sperimentarsi e lasciarsi andare con un pizzico di sana follia. Memorabili alcuni scambi di considerazioni che ho avuto con lui e le perplessità per i fine settimana rubati alla famiglia. Poi con disarmante sincerità ci spiazza ancora una volta, facendoci impaurire di brutto. Ma è solo un attimo, il suo sorriso è di nuovo lì in prima fila!
Valerio: disorientato dalla paternità, dal trascolo in un nuovo quartiere e dall’imminente matrimonio, si affaccia a Via Libera cercando più che altro nuovi amici e nuovi interessi. Si imbatte in una compagnia di strampalati fumatori, uniti dalla stessa comune passione (il teatro, non il fumo) e si scopre profondamente dipendente dalla loro euforica allegria. Un apolide che ha ritrovato la via (Libera) di casa!